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Come affrontare i 40 giorni dopo il parto naturale: 4 cose da sapere

Di Alice Dutto
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09 Aprile 2015 | Aggiornato il 09 Agosto 2018
Nei primi giorni dopo il parto è importante che la mamma si faccia aiutare dal proprio compagno e da chi le sta vicino per recuperare tutte le energie. Dai tempi di ripresa all'allattamento, ecco tutto quello che c'è da sapere sui 40 giorni dopo la nascita del bambino.

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Subito dopo aver partorito, la mamma ha bisogno di molto aiuto per riprendersi, perché deve riposare il più possibile. Per questo è importante che il compagno e i familiari le stiano vicino. 


Nei tre giorni successivi alla nascita del bimbo comincia poi la fase dell'allattamento

 

Ci spiega come affrontare la ripresa dopo il parto Sabina Pastura, ostetrica de La Lunanuova, lo studio professionale associato di Milano dedicato alle attività di preparazione alla nascita e assistenza in gravidanza.

 

1) Cosa succede subito dopo il parto?


Nei primi minuti dopo la nascita è importante che il bimbo sia messo a contatto “skin-to-skin” (pelle contro pelle) con la mamma, che gli fornisce il cosiddetto “imprinting batteriologico”. Quando nasce, infatti, il bambino è sterile: non appena viene messo sulla pancia nuda della mamma la sua pelle viene ricoperta dai batteri materni, che sono quelli con cui verrà in contatto più spesso. Per questo, è importante che il contatto si prolunghi per almeno tre ore.

 

2) Cosa accade nei tre giorni successivi alla nascita del bimbo?


Nei primi tre giorni dopo il parto comincia la fase dell'allattamento. La mamma produce il colostro, che è un alimento importantissimo da dare al bambino, perché è molto idratante, ricco di anticorpi e proteine. Un bambino dovrebbe poter prendere il colostro tutte le volte che vuole, anche sei, otto volte durante l'arco di 24 ore.
Poi, arriverà la montata lattea e anche lì sarà importante evitare ingorghi mammari, portando il bambino al seno tutte le volte che lo desidera. Questo evita anche che il piccolo vada sottopeso e che contragga l'ittero.

 

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3) Come si può affrontare il rientro a casa nel modo migliore?


La cosa fondamentale è essere aiutate, meglio se dal proprio compagno, che condivide con noi la scoperta del nuovo bambino. Il papà è importante non solo perché ci aiuta ad accudire il piccolo, ma anche perché ha l'opportunità, fin dall'inizio, di instaurare una relazione con il neonato senza l'aiuto o la presenza della madre.

 

4) Un ultimo consiglio?


Non possiamo pretendere di avere le stesse “performance” che avevamo prima del parto. Essere aiutate ci dà l'opportunità di riservarci degli spazi dedicati al riposo e alla cura di noi stesse. La neomamma, infatti, dovrebbe passare almeno il 50% del suo tempo sdraiata o allungata per dormire e rilassarsi. 


Un'altra cosa importante è quella di dotarsi di una cintura che chiuda la parte bassa del bacino per evitare che insorgano mal di schiena o che il perineo sia sovraccaricato.