COPPIA

Come salvare la coppia dopo la nascita di un bambino

Di Alice Dutto
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16 Agosto 2017 | Aggiornato il 12 Marzo 2018
Un neonato può destabilizzare molto gli equilibri all'interno di una coppia. Rimanere uniti, parlando e dedicando del tempo al rapporto con il partner è un ottimo modo per affrontare al meglio questo momento 
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La nascita di un bambino porta con sé cambiamenti importanti: «Da coppia si diventa anche famiglia, non si è più solo in due ma diventiamo tre, quattro... quindi le relazioni diventano più complesse, ma sono anche più ricche e profonde - spiega Manuela Genchi, psicoterapeuta cofondatrice di Helpingmama -. Ci sono coppie che assimilano e si adattano al cambiamento in modo molto veloce; altre per le quali occorre più tempo. Certamente avere un figlio è un cambiamento epocale che comunque attiva molte risorse. L'unico vero problema è la stanchezza».


I RISCHI
All'interno di una coppia, il partner può essere vissuto come figura genitoriale, «reciprocamente il marito per la moglie, la compagna per il compagno diventano, in alcuni momenti, la mamma accogliente e tenera, il padre affettuoso e stimolante. La nascita del figlio crea un disequilibrio a questo livello» spiega Nicoletta Massone, psicologa psicoterapeuta del CSTCS e docente della Scuola di Psicoterapia Comparata di Genova.
 


In questo scenario «il bambino potrà essere avvertito come un antagonista che toglie spazio (soprattutto emotivo) a sé, riportando alla luce sentimenti antichi e mai del tutto elaborati. Si avverte forte la sensazione di esclusione e si può arrivare a invidiare chi è coinvolto nella cura del bambino, perché si crede che con lui stia costruendo un'intimità esclusiva più appagante e gratificante. Una relazione priva di quelle frustrazioni, soprattutto legate alle separazioni e al bisogno di autonomia, che invece sono tipiche del rapporto tra adulti».

La situazione può ulteriormente peggiorare in base alle esperienze passate del partner che si sente escluso: «se a sua volta ha avuto una mamma o un papà assenti o non completamente disponibili (a causa di abbandoni, malattie, morti precoci, ecc.), il sentimento di abbandono può prendere corpo in modo ancora più intenso».


Le reazioni possono essere diverse: «ci può essere una chiusura, o l'attivazione di rabbie che portano a un allontanamento tra i membri della coppia, nel tentativo di colmare il vuoto che si sente o di ottenere una rivalsa nei confronti del proprio compagno».

 

IL BAMBINO IMMAGINARIO

C'è anche un'altra questione da tenere in considerazione, che riguarda il “bambino immaginario”: «Prima ancora di nascere, il neonato è oggetto di fantasie da parte di entrambi i genitori che, proprio per questo, potrebbero cercare di assicurarsi un rapporto privilegiato con lui per realizzare i loro desideri, spesso collegati a ciò che loro non sono stati capaci di compiere nella vita».

Il rischio principale di entrambe le situazioni è che il genitore che si sente abbandonato o che ha più bisogno che il bambino soddisfi le sue aspettative rivolga a lui tutte le sue attenzioni, facendolo diventare il suo nuovo compagno.

Un rapporto esclusivo con lui del resto può essere molto allettante: nonostante pianga e abbia bisogni impellenti, «è totalmente dipendente da noi. Non ha un passato da cui sentirsi esclusi, non può lasciarci e ha un'accettazione totale e adorante di chi si prende cura di lui».

Ma una relazione con un neonato «non è totalmente gratificante, perché non risponde ai bisogni adulti che i genitori hanno. Questo, nel lungo periodo, porterà il genitore accudente a sentirsi insoddisfatto perché molti dei suoi bisogni rimarranno inevasi».
 


COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE


Il ritorno a casa con un neonato sconvolge gli equilibri e i tempi dei neogenitori che potranno sentirsi più stressati nella nuova situazione. Ricordandosi sempre che è necessario darsi tempo per assorbire la novità, è bene cercare di non dimenticarsi della coppia e di fare squadra.
 

1. Affrontare il cambiamento insieme


«"Insieme" è la parola d'ordine - riprende Manuela Genghi -. Troppo spesso la maternità viene vista come qualcosa di più potente e importante della paternità e qui forse sta un errore che si paga per molti anni. Si diventa entrambi genitori, ognuno può avere le sue stanchezze e le sue difficoltà per cui il lavoro di squadra diventa fondamentale e in una squadra, si sa, esistono diversi ruoli».


2. Ricavare un po' di tempo per stare insieme


«È molto importante tenere in conto le esigenze di tutti, anche quelle della coppia in quanto tale - dice Nicoletta Massone -. Il bambino ha necessità a cui non si può non rispondere, ma nonostante questo è importante che i partner riescano a ricavare un po' di tempo per sé, in modo da ritrovarsi. Può bastare qualche ora alla settimana, ma è fondamentale che non si smetta di coltivare il rapporto e che anche l'intimità, ove possibile, non sia trascurata. Un individuo felice sarà un genitore più sereno anche perché non avvertirà il suo bimbo come qualcuno che limita la sua esistenza, ma come preziosa novità che la arricchisce e la valorizza. In fondo, il bisogno principale di ogni bambino è quello di avere due genitori sufficientemente felici».


3. Realizzare i propri desideri

Per quanto riguarda i processi di immaginazione legati al “bambino fantastico”, «può servire a entrambi i genitori cercare di realizzare loro stessi quei desideri che affidano al figlio. In modo da non caricarlo di aspettative e responsabilità in un momento così precoce della vita» sottolinea Nicoletta Massone.

4. Non isolarsi dal mondo


Dopo i primi tempi, appena si è trovato un nuovo equilibrio con il neonato, è importante riprendere la vita sociale. Ovviamente questa «si può e si deve adattare al nuovo arrivato - specifica Genghi -. Si può andare anche per tentativi ed errori: ci sono bimbi e genitori che si gestiscono bene fin da subito anche fuori casa, in mezzo ad amici. Altri che hanno bisogno di un rodaggio più lungo. Secondo me, l'organizzazione è sempre una grande alleata e l'osservazione. Osservare cosa fa star bene il mio bimbo fuori casa, di cosa ha bisogno per divertirsi e organizzarsi di conseguenza. Una volta organizzati non c'è limite spaziale e temporale nelle uscite. La "regola" comunque dovrebbe essere che le uscite siano un piacere per tutti e lo possono diventare con un po' di ingegno e fantasia... In questo campo, il confronto con gli altri è molto utile: «chiedendo agli altri mamme e papà si possono scoprire molti trucchi, come ad esempio i locali “child friendly”».


Uscire farà poi bene anche al piccolo: «oltre a essere un modo per soddisfare i bisogni adulti dei genitori, è anche un insegnamento molto importante per il bambino che così imparerà a stare insieme agli altri – spiega Nicoletta Massone –. Il suo modello di uomo/donna adulti sarà quello di un soggetto in contatto costruttivo e progettuale con altri».


5. Gestire bene i parenti

I parenti non si scelgono, ma possono essere molto utili. «I nonni ormai sono una risorsa preziosa. Ma nessuno ci legge nel pensiero: una suocera o una mamma invadente vuol dire anche una fonte di energie da indirizzare e incanalare a nostro favore – conclude la cofondatrice di Helpingmama –. Pensiamo a dove e in che cosa questa nonna può diventare preziosa: può aiutarci a preparare da mangiare, nelle pulizie, nella spesa? A tenerci il bimbo mentre facciamo una doccia? Chiediamo e ringraziamo. E se l'aiuto diventa eccessivo, allora è bene arginarlo con un sorriso. Le nostre energie sono preziose e arrabbiarsi ne porta via troppe».