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Incontinenza urinaria post parto: un problema da non sottovalutare

di Francesca De Ruvo - 18.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'incontinenza urinaria post parto è un disturbo piuttosto frequente tra le neomamme. Se il problema persiste, però, è opportuno rivolgersi a uno specialista

A volte basta uno starnuto o un piccolo colpo di tosse ed ecco che improvvisamente qualche gocciolina di pipì fuoriesce. L'incontinenza post parto è purtroppo un problema più comune di quanto si pensi, soprattutto fra le donne che hanno partorito per via naturale. La situazione dovrebbe tornare normale a distanza di circa un mese dal parto, ma cosa bisogna fare se l'incontinenza urinaria non si risolve da sé? Ne parliamo con la dott.ssa Valentina Pecorari, specialista in Urologia.

In questo articolo

Cos’è l’incontinenza urinaria post-parto

"L'incontinenza urinaria post parto è definita come una qualunque perdita involontaria di urina – spiega la dott.ssa Valentina Pecorari – non dipende dalla quantità, dalla frequenza oppure dalla necessità di dover andare spesso in bagno a fare pipì. Parliamo di incontinenza urinaria post parto anche quando si perde una sola gocciolina durante uno starnuto o un colpo di tosse". Si tratta di un disturbo assai comune nel post parto, ma non per questo bisogna sottovalutarlo. "Si stima che circa il 60% delle donne siano colpite da incontinenza urinaria post parto e, purtroppo, sappiamo che più o meno solo il 25% di queste donne si rivolge a un medico per risolvere il problema" precisa Valentina Pecorari.

Un disturbo che può presentarsi già durante la gravidanza

È possibile soffrire di incontinenza urinaria anche in gravidanza, soprattutto negli ultimi mesi, quando il pavimento pelvico è sollecitato dal peso del bambino. Al momento del parto, poi, la muscolatura del pavimento pelvico e del perineo è soggetta a uno stiramento per facilitare l'uscita del nascituro, perdendo così elasticità e tono.

Domande e risposte

Cos’è il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è una struttura muscolare molto complessa: è formato da un insieme di muscoli che chiudono in basso il bacino fornendo supporto e sostegno agli organi pelvici (utero, vagina, vescica, uretra, retto). È grazie a questa struttura muscolare che si riesce a urinare, rilasciare feci e gas, avere rapporti sessuali e partorire. Capiamo, quindi, quanto sia importante il pavimento pelvico, nonostante sia spesso poco conosciuto e considerato.

Il parto è un evento traumatico per il pavimento pelvico ed è questo trauma che causa l'incontinenza urinaria" spiega la dott.ssa Valentina Pecorari, che poi prosegue "può capitare alla prima gravidanza, alla seconda, oppure non capitare mai, ma sappiamo che esistono dei fattori predisponenti". Vediamoli nel dettaglio.

I fattori di rischio per l’incontinenza urinaria post parto

È più facile che l'incontinenza urinaria post parto compaia se:

  • la donna ha già avuto uno o più parti naturali;
  • il bimbo è particolarmente "grosso" e pesante;
  • il parto è stato lungo e il nascituro è rimasto più tempo nel canale vaginale;
  • se il parto viene indotto, ad esempio con ossitocina.

Quando l’incontinenza urinaria non si risolve da sola

Come dicevamo poco sopra, l'incontinenza urinaria post parto colpisce un gran numero di donne che hanno partorito. Il problema, però, arriva quando a distanza di circa uno o due mesi dal parto il disturbo persiste. "Se dopo due mesi dal parto, quando i tessuti si sono nella maggior parte dei casi riparati, ci sono ancora perdite, allora è il caso di fare una valutazione del pavimento pelvico" spiega la dott.ssa Valentina Pecorari, che aggiunge "a seconda della situazione lo specialista può consigliare la riabilitazione del pavimento pelvico con degli esercizi mirati o con la tecnica dell'elettrostimolazione per rinforzare il muscolo, o ancora con la tecnica del biofeedback che serve proprio a prendere coscienza del muscolo".

L'importante, però, è agire il prima possibile senza rimandare gli accertamenti e non sottovalutando questo problema. "Oggi, inoltre, è possibile utilizzare anche un laser che va ad agire a livello dei tessuti per compensare lo stiramento subito durante il parto e con un paio di sedute si può risolvere completamente il problema dell'incontinenza". Le soluzioni, insomma, non mancano.

Allenare il pavimento pelvico per prevenire l’incontinenza urinaria

Sia nella gravidanza che nel post parto, il metodo migliore per prevenire l'incontinenza urinaria è la prevenzione attraverso alcuni esercizi che permettono di mantenere in salute il pavimento pelvico.

Prima di tutto è necessario imparare a conoscere questa struttura muscolare. "L'ideale è conoscere il muscolo già da prima della gravidanza o almeno iniziare a fare gli esercizi per il pavimento pelvico non appena si scopre di essere incinta – spiega la dott.

ssa Valentina Pecorari – il problema, però, è che molte donne non conoscono affatto questa struttura muscolare oppure sbagliano l'esecuzione degli esercizi".

Come fare allora per non sbagliare? "Uno degli esercizi più semplici è proprio toccare dentro con un dito e provare a stringere e rilassare la muscolatura". Attenzione: non deve esserci tensione a livello della pancia o dei glutei, altrimenti si sta sbagliando qualcosa. "Prima le donne imparano a conoscere il proprio pavimento pelvico e più facile sarà affrontare il parto e le problematiche che possono presentarsi in seguito a esso" conclude l'urologa.

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