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Integratori per il post parto e l’allattamento: quando sono utili?

di Francesca De Ruvo - 01.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le neomamme hanno davvero bisogno di integratori per il post parto e l'allattamento? Secondo l'Oms basterebbero ferro e acido folico

In tv e su internet è facile incappare in pubblicità che consigliano multivitaminici e integratori per il post parto studiati appositamente per le neomamme. Ma siamo sicuri che servano davvero al benessere delle donne? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Valentina Pontello, ginecologa.

In questo articolo

Integratori per il post parto e l’allattamento

Gli integratori alimentari sono fonti concentrate di nutrienti in piccole quantità e si trovano in commercio in varie formulazioni. Gli integratori, in alcune situazioni, possono essere davvero molto utili, soprattutto in caso di specifiche carenze, ma non bisogna abusarne e soprattutto non bisogna affidarsi al fai da te. Capita spesso, infatti, che dopo il parto amiche, mamme, conoscenti o anche qualche medico consiglino l'assunzione di integratori per il post parto o per l'allattamento per sostenere il benessere della neomamma. Ma cosa dicono a questo proposito le evidenze scientifiche? Secondo le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) le donne che hanno appena partorito dovrebbero assumere solo ferro e acido folico. L'integrazione di altre vitamine e minerali, invece, deve essere consigliata solo quando le analisi mostrano una carenza effettiva.

Come raccomanda infatti la Leche League "dove per qualche motivo la salute della madre non è buona o dove la dieta è carente di alcuni elementi nutritivi, è utile integrare con gli elementi mancanti, dopo una valutazione accurata da parte del medico curante".

Integratori di ferro per il post parto

"Le linee guida dell'Oms indicano che la carenza di ferro nelle donne che hanno partorito è talmente frequente che quasi tutte le donne possono essere a rischio di anemia nel post parto" spiega la dott.ssa Valentina Pontello, che poi aggiunge "la carenza di ferro dipende da fattori legati alla dieta, ma anche dal fatto che la donna ha le mestruazioni".

Sebbene nel periodo del postpartum il fabbisogno di ferro diminuisca (10-30 milligrammi al giorno), si tratta comunque di un momento importante per ripristinare il ferro perso durante la gravidanza e il parto. Secondo le evidenze scientifiche e le indicazioni degli esperti, in contesti in cui l'anemia gestazionale è un problema di salute pubblica, un'integrazione orale di ferro, da sola o in combinazione con un'integrazione di acido folico, può essere utile per 6-12 settimane dopo il parto per ridurre il rischio di anemia.

In caso di una diagnosi di anemia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia una dieta che preveda alimenti ricchi in ferro e un'integrazione quotidiana di ferro (120 mg di ferro più 400 μg di acido folico) al fine di ricostruire le riserve di globuli rossi. "Queste indicazioni valgono sia per le donne che allattano, sia per le donne che non allattano e che quindi avranno un ritorno precoce delle mestruazioni" precisa la dott.ssa Pontello.

Una carenza di ferro può essere comune anche nelle donne che hanno avuto gravidanze ravvicinate oppure che hanno avuto perdite di sangue superiori alla norma durante il parto (emorragia post parto).

L’importanza dell’acido folico in gravidanza e nel post parto

Tutte le donne che stanno programmando una gravidanza dovrebbero saperlo: l'integrazione di acido folico è fondamentale per la salute e lo sviluppo del feto. In poche, però, forse sanno che l'acido folico è utile anche nel post parto. L'assunzione di acido folico (vitamina B9) e di ferro è infatti importante per ridurre il rischio di anemia nel post parto, migliorando la quantità di ferro nell'organismo materno.

L'acido folico appartiene alla classe delle vitamine idrosolubili, cioè quelle che non possono essere accumulate nell'organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l'alimentazione. Il fabbisogno di acido folico nella popolazione generale è di 0,4 mg al giorno e di solito è sufficiente seguire un'alimentazione variegata ed equilibrata per raggiungere questa quota. Durante il periodo della gravidanza e dell'allattamento il fabbisogno giornaliero aumenta ad almeno 0,6 mg.

Le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità ci dicono che è raccomandata una supplementazione orale di ferro, da sola o in combinazione con acido folico, per 6-12 settimane dopo il parto al fine di ridurre il rischio di anemia. In allattamento l'integrazione di acido folico (in una quantità compresa tra 400 mcg e 500 mcg) aiuta a supportare la produzione di globuli rossi, la rigenerazione cellulare e a sintetizzare il DNA.

Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile necessaria per il corretto assorbimento del calcio e la mineralizzazione ossea. "Poiché di vitamina D siamo tutti un po' carenti sarebbe importante dosarla già nel periodo preconcezionale, in modo da aggiustare la carenza ed evitare il rischio di complicanze durante la gravidanza" spiega la ginecologa. Per quanto riguarda il post parto invece, va integrata oppure no? "L'integrazione va fatta non solo se c'è una carenza, ma è consigliata anche nelle donne che allattano in modo prolungato, questo perché si verifica un calo del livello estrogenico che alla lunga potrebbe impoverire la massa ossea. Con la vitamina D scongiuriamo questa eventualità" precisa la dott.ssa Pontello.

Poiché nel latte materno passa poca vitamina D, questa vitamina deve essere necessariamente integrata nel neonato.

Vitamina B12

Le neomamme che seguono un'alimentazione vegetale continueranno a integrare, come facevano già prima e durante la gravidanza, la vitamina B12, importantissima per la salute di mamma e bambino.

Sebbene si pensi che solo chi segue una dieta totalmente vegetale necessiti della B12, una carenza di questa vitamina si può osservare anche in persone onnivore. "Il consiglio, come per quanto riguarda la vitamina D, è di controllare il dosaggio tramite analisi del sangue già nel periodo preconcezionale, in modo da scongiurare i rischi derivanti da una carenza di B12" spiega la ginecologa.

DHA

"Gli acidi grassi polinsaturi sono importantissimi durante la gravidanza per il sistema nervoso del feto e nel post parto per la riduzione del rischio di depressione. Se la donna ha una dieta varia ed equilibrata e consuma pesce 2-3 volte alla settimana, non è necessaria l'integrazione" spiega la dott.ssa Pontello.

Iodio

A meno che nella neomamma non vi sia una carenza accertata di iodio, non c'è alcun bisogno di assumere integratori. Finché l'assunzione di iodio materna è adeguata, il latte materno può soddisfare il fabbisogno di iodio del neonato.

Il Consiglio internazionale per il controllo dei disturbi da carenza di iodio (ICCIDD), l'Organizzazione mondiale della sanità e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) hanno raccomandato un'assunzione giornaliera di iodio di 250 μg per le donne in gravidanza e per coloro che allattano al seno i loro bambini. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha invece fissato a 200 μg/giorno l'assunzione adeguata alle donne che allattano al seno i propri bambini.

Integratori per favorire l’allattamento

Spesso dopo il parto vengono consigliati alle neomamme integratori per il post parto o tisane per favorire l'allattamento. Si tratta di bustine o capsule contenenti sostanze definite galattologhe, cioè ritenute in grado di aumentare la produzione di latte, come la galega o il cardo mariano. In realtà, sappiamo che le piante in questione non hanno davvero un effetto galattologo e le società di controllo hanno sempre rifiutato di approvare tale indicazione proprio perché non vi sono evidenze scientifiche sufficienti.

Oggi sappiamo che è il bambino, con la suzione, a stimolare la produzione di latte materno.

Multivitaminici: sì o no?

Quando l'alimentazione della neomamma non è varia ed equilibrata, il medico potrebbe consigliare l'assunzione di un multivitaminico per apportare i nutrienti necessari. Questa, però, non può di certo essere intesa come una soluzione definitiva. Gli integratori, infatti, non possono sostituire i benefici di una dieta sana.

"Integratori che contengono vitamine del gruppo B e ferro potrebbero in qualche modo aiutare le neomamme a tenere a bada la perdita di capelli tipica del post parto, ma non si pensi che siano la soluzione a tutto" spiega la dott.ssa Pontello, che poi aggiunge "allo stesso modo, non si può pensare che basti un multivitaminico per alleviare la stanchezza delle neomamme. Bisogna agire sul supporto sociale, bisogna aiutarle concretamente".

Più che un multivitaminico, quindi, a molte neomamme sarebbe utile ad esempio avere qualcuno che le aiuti a preparare un pasto gustoso ed equilibrato visto che, con un bambino piccolo che richiede molte attenzioni, cucinare o sedersi a tavola come un tempo potrebbe essere difficile.

Fonti:

  • Consulenza della dott.ssa Valentina Pontello, ginecologa;
  • WHO, Iron supplementation in postpartum women;
  • Iodine supplementation for women during the preconception, pregnancy and postpartum period in Cochrane Library;
  • Use of dietary supplements by pregnant and lactating women in North America in The American Journal of Clinical Nutrition.

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