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Intervista a Valentina Colmi, autrice del libro "Rinascere Mamma"

di Nostrofiglio Redazione - 04.03.2022 - Scrivici

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Fonte: ufficio stampa
Rinascere Mamma, il romanzo di Valentina Colmi. Una storia autobiografica che racconta la maternità e la successiva depressione post parto dell'autrice

Intervista a Valentina Colmi, autrice del libro "Rinascere Mamma"

Il 30 luglio è stato pubblicato il libro di Valentina Colmi edito dalla casa editrice Blitos edizioni, dal titolo "Rinascere mamma".

Quella della Colmi è un'autobiografia sincera e profonda. E' la storia di Valentina e Francesco, marito e moglie e, l'arrivo della loro piccola Paola. Dopo la nascita della bambina Valentina scopre la differenza tra le parole "madre" e "mamma" e, deve imparare a reinterpretare la sua vita, una vita che si dipana nella depressione post parto, una malattia subdola e 'liquida' che si manifesta subito dopo il parto e deruba chi ne è colpita dei primi mesi di vita dei propri figli.

Con lucidità e chiarezza Valentina Colmi descrive le sue emozioni, le sue paure, le difficoltà che ha dovuto affrontare dopo la nascita della sua prima bambina e soprattutto il modo in cui le ha superate, imparando a fare la mamma un po' per volta, con determinazione e coraggio.

Il messaggio che l'autrice fa risuonare attraverso le pagine è che non c'è vergogna nell'ammalarsi, e soprattutto che la malattia, questa malattia, non è per sempre. La guarigione è alla portata di tutte, anche se il percorso è duro. Valentina ci racconta che il primo passo, quello più importante, è chiedere aiuto. Così l'autrice, attraverso la psicoterapia, riprende gradualmente consapevolezza di sé e questo le consente di ritrovare prima il suo equilibrio personale e poi un nuovo equilibro nel suo ruolo di madre.

Valentina è diventata mamma nel 2013 e ora ha tre figli, una donna che ha messo la sua esperienza al servizio degli altri, si è impegnata a sostenere le mamme attraverso la sua testimonianza.

Abbiamo intervistato Valentina Colmi, che da diversi anni si impegna a supportare le mamme che hanno affrontato o stanno combattendo la depressione post partum.

Quando ha avuto inizio la tua esperienza di mamma e come è andata? Come hai vissuto la gravidanza e il parto?

Io ho tre figlie, la prima bambina è nata ad aprile del 2013, si chiama Paola. La gravidanza è andata molto bene, senza nessun fastidio, lavorando fino al giorno prima del parto, essendo una libera professionista. E' stata una gravidanza voluta che è arrivata subito. Avevo 30 anni e mi ero sposata da poco. Ero molto tranquilla del fatto che sarebbe andato tutto bene, che sarebbe stato un parto facile e veloce, mi aspettavo le varie ore di travaglio ma pensavo che sarei stata in grado di sopportare il dolore.

Avevo fatto il colloquio per l'epidurale ma pensavo di essere forte e di porterlo affrontare...e invece non è andata così:  mi si sono rotte le acqua che erano torbide, per cui di corsa in ospedale, dove ho affrontato un travaglio lungo e doloroso con epidurale. Dopo 15 ore di travaglio la bambina è andata in sofferenza e hanno deciso di farmi un cesareo di urgenza.

Mi avevano sempre dipinto, al corso preparto, il momento del parto come il momento più bello della vita, ma di fatto il cesareo d'urgenza mi ha molto provato. Non avevo mai fatto prima un'operazione. Fare un cesareo comporta una ripresa più lenta e quando hai un neonato devi essere subito pronta. Un cesareo programmato e consapevole ha un altro sapore da un cesareo d'urgenza

Pensi che l’esperienza negativa del parto possa averti segnato o influito nell’affrontare la tua nuova dimensione di mamma?

Sicuramente si perchè mi sentivo in colpa e ce l'avevo con il mio corpo che mi aveva tradita perchè per nove mesi ero stata bombardata da frasi che mi dicevano che partorire era la cosa più naturale del mondo, che lo fanno tutte le donne dalla notte dei tempi e io non c'ero riuscita. E' stato difficile perchè nell'ospedale in cui ho partorito mi hanno lasciato subito la bambina e io non mi reggevo in piedi, avevo il catetere e non riuscivo a muovermi, a prendermi cura di mia figlia. Mi sentivo in colpa perchè un evento che doveva essere il più bello della mia vita era stato l'opposto di quello che mi ero immaginata. 

Che sensazioni hai provato nel tenere in braccio la tua bimba appena nata?

Mi sentivo in colpa e non sono stata in grado di godermi i primi momenti di lei con me perchè la vedevo solo come un fastidio, non riuscendo a fare nulla, mi dicevo "come faccio ad occuparmi di questa bambina se io non riesco nemmeno a girarmi nel letto?"

Ho visto la bambina una volta uscita dalla sala operatoria e non ho provato niente, ero stanca, volevo dormire e non avevo proprio in mente di occuparmi di lei, non ho avuto nessun senso di gioia o amore travolgente vedendola e anche questo mi ha fatto sentire in colpa perchè mi aspettavo che tutto il dolore magicamente sarebbe scomparso guardandola negli occhi.

E invece non è stato così. E' stato un ulteriore momento di ansia perchè pensavo che tutti sarebbero andati via e io mi sarei ritrovata con una neonata senza sapere cosa fare. 

Ritieni necessaria l’assistenza post partum?

Si, in ospedale non sempre è possibile ma sarebbe auspicabile un supporto, soprattutto per quanto riguarda l'allattamento al seno. La mia sensazione è stata quella di non essere ascoltata. Oltre al parto, anche l'avvio all'allattamento è stato difficoltoso perchè la bambina non si attaccava e ogni volta che chiedevo spiegazioni c'era una puericultrice diversa che mi dava informazioni diverse rispetto alla precedente, quindi ero nel caos più totale.

L'assistenza bisognerebbe farla sia in ospedale che a casa, perchè lì comincia la vita vera e spesso le mamme si trovano sole quasi subito, con i papà che devono rientrare al lavoro e quindi a questo punto c'è un momento di grande solitudine e sconforto oltre alla gioia di aver avuto un figlio, è il momento in cui le mamme avrebbero più bisogno di un supporto. 

Può essere utile il supporto familiare subito dopo il parto? E in che modo?

La famiglia è utile nel momento in cui ti aiuta in maniera pratica, ha un senso nel momento in cui tu hai bisogno di staccare un attimo, di fare cose come una doccia, un momento di riposo, di mangiare, ma allo stesso tempo dovrebbe essere accogliente. Se ci sono delle emozioni negative, la famiglia dovrebbe accoglierle e non puntare il dito contro.

Ci sono state delle avvisaglie di depressione e se si quali?

La depressione post-partum rispetto al baby bues non è transitoria. Mentre il baby blues è una condizione fisiologica che passa spontaneamente, la depressione post-partum non passa da sola,  anzi può peggiorare nel tempo. Io ho avuto la mia bambina ad Aprile e a Luglio stavo anche peggio, mi sono resa conto che c'era qualcosa che non andava, ma nessuno mi aveva preparato ad una situazione del genere e non sapevo neanche a chi rivolgermi. 

Dopo quanto tempo hai deciso di chiedere aiuto? E a chi ti sei rivolta?

Un grosso problema è stato cosa fare una volta capito cosa stava succedendo. Ho cercato da sola aiuto, che è poi quello che fanno tante donne che non sanno cosa fare e provano a diradare la nebbia andando un po' a caso. Nel mio caso è stato un po' il fato ad avermi fatto trovare il sito della Fondazione Onda che aiuta le donne e che si chiama Depressionepostpartum.it. Sul sito c'è un elenco di strutture e io ho scelto quella che mi sembrava più congeniale. L'ho scoperto perché non riuscivo a stare bene e mi dava fastidio mia figlia. 

Per quanto tempo hai seguito questo percorso?

All'incirca due anni e mezzo perchè poi nel frattempo sono rimasta incinta della mia seconda figlia, ed è stato fondamentale. E' stato l'inizio della mia rinascita. Grazie anche a mio marito che è ha influito al cinquanta per cento sulla mia guarigione, è stato lui che mi ha accolto e mai giudicato, mi ha sempre supportato. In genere questi percorsi possono variare nelle tempistiche. Se si va una volta a settimana e non si ha una depressione post partum particolarmente grave, nel giro di sei mesi se ne è fuori, ma ogni percorso è a sé. 

Quando hai deciso di affrontare una nuova gravidanza eri serena o avevi paura di poter ricadere nuovamente nella depressione post partum?

Avevo paura che potesse capitare con la mia seconda figlia, quindi ho deciso di continuare il mio percorso di terapia durante la seconda gravidanza. Ero sicuramente più serena ma il dubbio mi rimaneva sempre. Questa volta però avevo una serie di strumenti e competenze che mi aveva dato la terapia e sapevo che certe situazioni di ansia e sconforto le avrei vissute ma senza considerarmi una madre snaturata ma solo una madre che sta attraversando un particolare momento. La terapia mi ha dato la consapevolezza di non colpevolizzarmi, di abbracciare anche le emozioni negative sapendo che sarebbero andate via.

Quando hai maturato la decisione di voler condividere la tua esperienza scrivendo un libro e perché?

Ho deciso di condividere la mia storia perchè la depressione post-partum  paradossalmente mi ha portato molte cose belle ed era il momento di restituirle, cioè condividere la mia storia e metterla al serivizio di chi ha attraversato o sta attraversando un momento difficile perchè abbia un senso quello che ho passato. Poi il fatto che molte persone lo abbiano letto e si siano identificate con quello che è successo a me è una grande soddisfazione perchè significa aiutarle ad uscire da una solitudine che magari permette a qualcuna di chiedere aiuto ad un professionista, di non rassegnarsi passivamente e agire su stessa per stare bene per conquistare un miglior rapporto con i propri figli. 

Condividere la tua esperienza sicuramente servirà a tante altre mamme che stanno vivendo la depressione post-partum, ma scrivere è servito anche a te? E’ stato difficile raccontarsi?

E' stato spontaneo perchè era ora di mettere un punto a degli anni della  mia vita che sono stati fondamentali. Anni da cui ripartire con consapevolezza. Una volta guarita dalla depressione post partum ho voluto chiudere un po' il cerchio prendendo le distanze da quello che era successo e cercare di metterla nero su bianco, per dire che sono stata anche questa. E' stato un viaggio incredibile nel bene e nel male e non sarò mai più quella di prima grazie anche alla depressione post partum, che non smetterò mai di ringraziare perchè mi ha permesso di non essere più quella persona superficiale e giudicatrice di prima. 

Valentina come stai oggi?

Oggi sto bene e mi sento una persona più consapevole, anche perchè sono passati quasi 10 anni. La maternità mi ha regalato tante cose, le mie tre bambine, ma sopratutto la consapevolezza di essere una donna forte, perché molto spesso le mamme che poi si ammalano pensano di non esserlo e invece la cosa che dovrebbero sapere tutte è che quando tu passi l'inferno sei già forte, perché trovare il coraggio di chiedere aiuto e di risalire per i tuoi figli fa sì che ti renda una donna resiliente. Questo è quello che bisognerebbe dire a tutte le mamme che stanno attraversando un periodo difficile che sono forti e che stanno facendo del loro meglio e che sono delle brave mamme. Quello che dico alle alltre l'ho detto prima a me, mi sono perdonata e mi sono detta tante cose belle che non ero abituata a dirmi. 

L'intervistata

Valentina Colmi nasce a Milano nel 1982. Dopo il diploma al Liceo Classico, si laurea all'università Iulm in Scienze della Comunicazione nel 2005 e in seguito completa il percorso di studi con la laurea specialistica in Cinema, tv e produzione multimediale conseguita due anni dopo.


Inizia a lavorare come assistente alla cattedra di linguaggi televisivi e in questi anni scrive alcuni saggi accademici sul mondo del piccolo schermo.  Terminata la felice esperienza universitaria, inizia la sua seconda vita professionale che la vede impegnata come giornalista freelance, diventa contributor per alcuni siti che si occupano soprattutto del mondo femminile.

Dopo la nascita della prima figlia Paola, nel 2014 apre il sito www.post-partum.it, in cui racconta la propria esperienza con la depressione post partum. Attraverso articoli di approfondimento, interviste ad esperti e altre mamme e racconti di esperienze
personali persegue con successo l'intento di fare luce su un argomento ancora considerato tabù e soprattutto di aiutare altre donne in difficoltà. Il suo ultimo lavoro è "Rinascere Mamma", un libro edito dalla casa editrice Blitos edizioni: un'autobiografia che acconta la maternità e la successiva depressione post parto dell'autrice.

 

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