Salute neomamma

Recupero dopo un parto cesareo: 8 cose da sapere

post-cesareo
18 Febbraio 2014 | Aggiornato il 11 Aprile 2018
Quando si può mangiare? Dopo quanto ci si può alzare dal letto? Si può allattare al seno? Ferdinando Bombelli responsabile sala parto dell’ospedale San Raffaele di Milano spiega cosa succede e cosa fare dopo un cesareo.
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Dopo quanto si riesce a stare sedute? E in piedi? Quando bere e mangiare? Quando va rimossa la medicazione? Le perdite di sangue quanto durano? Le risposte ai dubbi più comuni delle mamme sul post-cesareo.

1 - Chi partorisce alla mattina, può bere e mangiare già la sera stessa

Fino a pochi anni fa, si aspettava il giorno successivo prima di somministrare cibo o bevande alla neomamma; adesso, se il cesareo è stato eseguito di mattina, già alla sera la mamma può bere e mangiare qualcosa di leggero.

È un accorgimento importante ai fini del recupero, perché fa sentire la donna meno ‘malata’ e meno dipendente da interventi esterni, la aiuta a riprendere le forze più velocemente, ripristina più in fretta la funzionalità dell’apparato digerente. “Va da sé che nelle prime ore dopo l’intervento la flebo è inevitabile, sia per reidratare la donna sia per somministrarle l’ossitocina, che serve a far contrarre l’utero ed evitare emorragie” evidenzia il ginecologo. Leggi anche: PARTO CESAREO, TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

 

2 - Sedute dopo poche ore dal parto. In piedi il giorno dopo

Un’altra indicazione che è cambiata rispetto a poco tempo fa riguarda la permanenza a letto: finora si tendeva a tenere a letto la donna fino al giorno successivo all’intervento, adesso, nonostante l’impaccio dovuto a flebo, catetere e perdite ematiche, si cerca di far mettere seduta sulla sedia la neomamma già dalla sera e di farla alzare dalla mattina seguente. “È un accorgimento finalizzato soprattutto alla prevenzione della trombosi venosa profonda, che può essere favorita dalla prolungata immobilizzazione, oltre che da eventuali problemi circolatori della donna” dice Bombelli.

 

3 - La fascia addominale non è obbligatoria ma può aiutare a dare sollievo quando si sta in piedi

Nei giorni successivi all’intervento, quando la donna sta in piedi, può esserle utile indossare una fascia addominale a livello della sutura: aiuta ad alleviare la tensione sulla muscolatura addominale e a tenere ravvicinati i margini dell’incisione. In più, dà alle pazienti una sensazione di maggior protezione e sostegno e un po’ di sollievo al dolore. L’uso della fascia non è obbligatorio – tranne nell’evenienza, sempre più rara, di incisione longitudinale – e la scelta di indossarla viene lasciata alla paziente: se ne trae beneficio, può portarla per una decina di giorni, avendo l’accortezza di toglierla quando sta seduta o a letto.

 

4 - Le perdite di sangue sono come quelle del parto naturale e durano 30-40 giorni

Le perdite ematiche – dette lochiazioni - sono simili a quelle che si hanno in seguito ad un parto naturale. “In genere sono un po’ più lievi nei primi giorni, poiché si riesce a revisionare attentamente la cavità uterina ed è difficile che resti materiale placentare” dice Bombelli, “dopodiché perdurano per 30-40 giorni come nel parto naturale”. Si tratta di perdite rosso vivo per i primi giorni, poi rosate e liquide infine giallognole (sono sierose),se pur intervallate da tracce di sangue. Le lochiazioni sono fisiologiche e non richiedono controllo medico, a meno che non siano particolarmente abbondanti.

Leggi anche: I 40 GIORNI DOPO IL PARTO, COME AFFRONTARLI

 

5 - I dolori dell'utero sono quelli normali del parto. Se il taglio cesareo fa male si può prendere il paracetamolo

I dolori sono la conseguenza normale di ogni parto, sia naturale che cesareo, e sono dovuti alle contrazioni dell’utero, che ‘lavora’ per ritornare alle sue dimensioni originarie. Sono in genere più lievi dopo il primo parto, più intensi in quelli successivi, quando le contrazioni sono più potenti e dolorose, tanto che si sono meritati il nome di ‘morsi uterini’. Ai morsi uterini, dopo un cesareo si aggiungono i dolori dell’incisione: nella prima giornata, sono attenuati dai farmaci prescritti dall’anestesista; nei giorni successivi la terapia si valuta in base al dolore percepito e viene gestita a richiesta della paziente. Difficile che i dolori persistano anche dopo il ritorno a casa: nell’eventualità, si può prendere del paracetamolo, un principio attivo compatibile anche con l’allattamento.

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6 - La medicazione va rimossa in 1-2 giorni e i punti tolti dopo una settimana

Nella maggior parte dei casi la ferita non dà alcun problema ed è raro che si infetti. Per favorire la rimarginazione, la medicazione viene rimossa il più presto possibile, in genere 1-2 giorni dopo l’intervento. Per quanto riguarda i punti di sutura, la gran parte degli ospedali adopera punti metallici che devono essere rimossi parzialmente in quarta giornata e totalmente in sesta-settima giornata. La rimozione non procura fastidio, tanto che in teoria la donna potrebbe togliersi i punti anche da sola, con apposite pinzette. In altri ospedali si usa una sutura in filo riassorbibile, che quindi non richiede rimozione.

 

7 - La doccia si può fare, ma con attenzione

Se la donna ne sente il desiderio, potrebbe fare la doccia già dal momento in cui la medicazione viene rimossa, avendo cura di rimettere un cerotto pulito sulla pelle asciutta al termine della doccia. Per precauzione, però, meglio chiedere l’ok al ginecologo.

 

8 - A casa solitamente dopo 4 giorni. Se si sta bene si può chiedere di uscire al terzo

Le dimissioni ospedaliere dopo un cesareo avvengono di solito in quarta giornata; se però la donna sta bene, il ginecologo potrebbe consentirle di tornare a casa già in terza giornata. “Quando le neomamme vengono dimesse, camminano abbastanza speditamente, anche se per qualche giorno avranno ancora un po’ di impaccio. Ma già dopo una settimana-dieci giorni le loro condizioni sono equiparabili a quelle di una donna che