LA TENDINITE DELLE NEO-MAMME

Sindrome di De Quervain: la tendinite al polso che colpisce le neo-mamme

Di Alice Dutto
sindromedequervain
21 Marzo 2019
Un'infiammazione tendinea che può colpire chi è alle prese con un neonato. Ecco come riconoscere, curare e prevenire questo fastidio tanto comune quanto poco conosciuto
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Un dolore forte al polso, in corrispondenza della base del pollice, che diviene particolarmente acuto nei momenti di presa a pinza, tra pollice e indice, ma anche in tutti i normali movimenti del polso, come la rotazione, l'estensione e la flessione.

 

«È proprio questo tipo di dolore a caratterizzare la Sindrome di De Quervain, anche conosciuta come “Sindrome della balia” o delle nuove mamme e nonne» spiega il dottor Giorgio Pivato, responsabile di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva di Humanitas San Pio X.


Che cos'è la Sindrome di De Quervain

«Dal punto di vista medico, si tratta dell'infiammazione dei tendini estensore breve e abduttore lungo del pollice: il primo ha la funzione di estendere il pollice, il secondo di allontanarlo dalle altre dita» spiega il chirurgo.

 

Questi tendini scorrono dentro a un canale molto stretto, delimitato in alto da un legamento, se si infiammano diventano più grossi creando così il presupposto per il dolore.
 

 

«Difficilmente è una situazione che si risolve spontaneamente in quanto si instaura una sorta di circolo vizioso: più i tendini fanno fatica a passare al di sotto di questo “legamento”, più si infiammano, con conseguente aumento delle loro dimensioni».

 

Le cause dell'infiammazione dei tendini

È un dolore che può colpire tante neo-mamme e che è causato da posture e posizioni scorrette assunte quando si tiene in braccio il bebè. In particolare, quando gli si sorregge la testa, quando lo si solleva prendendolo sotto le ascelle e quando lo si allatta senza supporti.

 

«A questo bisogna aggiungere anche un altro fattore: la ritenzione idrica, fenomeno molto accentuato durante l'allattamento a causa degli squilibri ormonali. Questo determina il fatto che il corpo trattenga dei liquidi che si accumulano nella guaina che circonda i tendini, rendendoli più grossi e infiammati» aggiunge il chirurgo.

 

Come si riconosce la Sindrome di De Quervain

«Il sintomo principale è un dolore che si localizza nel polso alla base del pollice. Si rende particolarmente evidente nei movimenti di presa tra pollice e indice, ma anche in tutti i movimenti del polso, come la rotazione e l'estensione».

 

La diagnosi

La diagnosi di questo disturbo è clinica, questo vuol dire che non sono necessari esami, ma basta recarsi dal medico. «Se un paziente soffre della Sindrome di De Quervain si può notare alla base del pollice un rigonfiamento che, se viene schiacciato, provoca dolore».

 

Esiste poi una prova specifica, il test di Finkelstein, che si può fare anche a casa per capire se si soffre di tendinite al polso: «Si mette il pollice dentro le altre dita chiuse a pugno, poi si piega il polso verso l'esterno. Se i tendini sono infiammati, con questo movimento il paziente sente molto dolore».

 

Come si cura la Sindrome di De Quervain

«Negli stadi iniziali, il trattamento prevede il riposo, per quanto possibile, e la modifica delle posizioni con cui si tiene il bambino: ad esempio, tenerlo con l'altro braccio, usare la fascia, evitare il sovraccarico in estensione del pollice utilizzando di più le braccia e la mano come fossero una paletta».

 

Accanto a questo possono essere utili terapie antinfiammatorie non farmacologiche, ad esempio:

  • l'utilizzo del ghiaccio,

  • mantenere la mano verso l'alto,

  • posizionare un tutore dedicato e confezionato appositamente per la mano della paziente. Uno strumento particolarmente utile di notte, quando tendiamo ad assumere una posizione di protezione della mano con il pollice dentro le dita, irritando ancora di più i tendini.

Gli esercizi per curare la tendinite al polso

«Nonostante l'indicazione per risolvere il problema sia quella della riduzione dei carichi e (quando possibile) il riposo, possono essere molto utili alcuni esercizi dell’arto superiore per ridurre il carico della mano al fine di attenuare il dolore, tenendo conto che la diagnosi è comunque del medico» spiega Simona Margutti, fisioterapista e osteopata del Policentro Pediatrico di Milano.

Ecco quindi qualche esercizio per alleviare il dolore:

  1. Mobilizzazione della spalla sollevando le braccia utilizzando un bastone. Eseguire l'esercizio di fronte a uno specchio, in modo da far salire le braccia in modo equilibrato, senza sollevare le spalle.

  2. Da supini, stendere le braccia orizzontalmente all'altezza delle spalle con le dita delle mani rivolte verso l'alto. Attenzione ad avere spalle e collo rilassati. Rimanere in questa posizione per cinque respiri, poi scrollare le braccia.

  3. Da seduti, ruotare le spalle in avanti e poi all'indietro.

  4. Detendere la zona cervico-dorsale con delle posture di apertura, ad esempio utilizzando la palla da pilates grande o un asciugamano arrotolato posto tra le scapole e sdraiarsi sopra, con le gambe flesse. In questo modo si contrasta la postura di chiusura tipica dell'allattamento e delle variazioni posturali legate alla gravidanza.

  5. Allungare i muscoli cervicali inclinando il capo prima verso la spalla sinistra e poi verso la destra. Rimanere nella posizione per 3-5 respiri in modo da allungare bene il trapezio.

  6. Rilasciare il diaframma con la respirazione. Sdraiarsi supine con le braccia aperte verso l'esterno e le gambe flesse. Fare 5 respiri profondi di pancia.

«In questi casi, può poi essere molto utile anche farsi spiegare da un'ostetrica altre posizioni di allattamento rispetto a quella classica al fine di ridurre i carichi così come l’utilizzo corretto della fascia può alleggerire il lavoro delle mani nel sorreggere il proprio bambino».
 


L'intervento chirurgico

Se tutti questi metodi ed esercizi fossero inefficaci, allora è il caso di rivolgersi al medico di base e poi al chirurgo per valutare la possibilità di un intervento.


«Si tratta di una piccola operazione della durata di circa un minuto, che possono fare anche le donne in gravidanza. Si apre il tetto del canale attraverso cui passano i tendini mediante un taglietto di un centimetro all'interno di una piega del polso, in modo che non si veda la cicatrice. L'intervento avviene in anestesia locale, e già dal giorno seguente il dolore si riduce sensibilmente» spiega Giorgio Pivato, responsabile Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva di Humanitas San Pio X.
 

«Soffrire è inutile, perché l'intervento – a cui è possibile accedere anche tramite il Servizio Sanitario Nazionale – è poco invasivo e non presenta particolari complicanze o controindicazioni».