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Un pupazzo a forma di polpo per i neonati prematuri

di Rosy Maderloni - 20.03.2020 - Scrivici

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Grazie alla Octopus therapy i neonati prematuri hanno uno strumento in più per superare il trauma del distacco dalla mamma: un polpo (o una medusa) di cotone in grado di portare benessere al bambino e aiutare le famiglie a vivere con fiducia il delicato momento del ricovero in Terapia intensiva neonatale

Polpo e prematuri

All'ospedale Borgo Trento di Verona molluschi coloratissimi di cotone si aggirano nel reparto di terapia intensiva neonatale. Polpi e meduse sono il primo gioco che viene donato ai piccoli pazienti nati prematuri e alle loro famiglie, perché qui si mettono in pratica i principi della Octopus therapy. Ne abbiamo parlato con Federica Gecchelin, presidente di Prematuramente Aps, una rete di genitori nata a Verona che ha condiviso la delicatissima esperienza di avere figli nati prematuri e si impegna per aiutare nuove famiglie ad affrontare questo momento con consapevolezza e fiducia.

Che cos’è l’Octopus therapy?

"L'Octopus Therapy è nata in Danimarca all'ospedale universitario di Aarhus nel 2013 – spiega Gecchelin – e lì si è approfondito come presentare nei reparti di terapia intensiva questi pupazzetti tentacolari potesse portare beneficio ai neonati. Infatti, sia in incubatrice che nelle termoculle a cielo aperto, questo oggetto non soltanto distraeva i piccolini dall'istinto di afferrare cavi e tubi, ma si è notato comportasse un miglioramento nella respirazione e di altri parametri vitali del bambino. Questo perché i tentacoli ricordano il cordone ombelicale. In particolare per i più piccolini (i neonati sotto i due chilogrammi di peso), si è osservato un altro importante vantaggio: si è permesso ai genitori, alle madri prevalentemente, di conservare il polpetto di cotone addosso per impregnarlo del proprio profumo, con l'obiettivo di accompagnare tutta la famiglia genitori e bambino a superare il traumatico momento del distacco da quello spazio privilegiato mamma-bimbo che è il ventre materno. Grazie a questo supporto, ai bambini è consentito mantenere un legame con la propria mamma. Questo progetto è stato poi accolto in Inghilterra e in Italia i primi ad aderire sono stati gli ospedali di Cesena, Rimini e Bologna Maggiore con il progetto TINtacoli".

Come sono fatti i pupazzi a forma di polpo per i prematuri?

"Il polpo può essere di qualsiasi dimensione e colore, ma deve seguire dei precisi schemi di realizzazione – chiarisce la presidente di Prematuramente -: è realizzato manualmente con cotone 100% italiano seguendo particolari punti di uncinetto e il tentacolo non deve superare i 21, 22cm di lunghezza. Rispetto all'iniziativa TINtacoli di Cesena, alla quale noi abbiamo fatto riferimento e con cui continuiamo a collaborare, il nostro progetto ha le sue peculiarità. Innanzitutto noi forniamo agli ospedali giochini sterili: questo grazie al supporto di un papà della nostra rete che ci aiuta in questa procedura. Il nostro progetto si chiama Fuè, parola di origine greca che significa crescere con cura. Oltre alla sterilizzazione dei prodotti, abbiamo ideato due diversi pupazzetti, il polpo e la medusa: il primo è più grande e ha una imbottitura del capo, come da esperienze già collaudate negli altri ospedali. A questo abbiamo affiancato la medusa, un pupazzo più adatto ai neonati sotto i 2 chilogrammi: qui non c'è imbottitura e il giochino è più piatto. Abbiamo ritenuto che questa variante potesse fornire un'ulteriore sicurezza. Abbiamo riscontrato che il polpetto o la medusa andrebbero proposti subito alla nascita, permettendo poi che questo oggetto diventi personale delle famiglie e resti come primo gioco in assoluto del bambino".

Polpo e prematuri: in che modo si può sostenere questa bella iniziativa?

"La nostra rete si avvale di persone volenterose che si occupano di tutto – aggiunge Federica Gecchelin -. Cerchiamo sempre volontari e in tanti ci aiutano nella realizzazione dei giochi così come nel reperimento dei materiali. A quanti vogliono aiutarci forniamo gli schemi per la realizzazione dei polpi: un nostra referente si rende poi disponibile a visionare il materiale prodotto affinché non vi siano errori nei punti di uncinetto o rischi di rottura delle imbottiture. Qui in zona abbiamo anche convenzioni con un negozio per l'acquisto del cotone a un prezzo speciale per il confezionamento. Abbiamo ricevuto stock di cotone in donazione e appena ne abbiamo a disposizione lo inviamo ai nostri volontari. Accettiamo volentieri di dialogare con altre realtà che vogliano intraprendere questo percorso ma lasciamo a tutti la libertà di scoprire quali sono i bisogni peculiari e di sperimentare questo percorso secondo le proprie esigenze: gli ospedali con cui siamo entrati in contatto finora hanno aderito con entusiasmo".

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