Crescita

Quanto deve crescere il bambino nel primo anno?

Di Simona Regina
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18 Giugno 2018 | Aggiornato il 26 Ottobre 2018
Il primo anno di vita è quello caratterizzato dal ritmo di crescita più vivace: mediamente, infatti, triplica il peso della nascita e cresce di 20-25 centimetri. Ma non fate della bilancia un'ossessione: raccomanda ai neogenitori il pediatra Guglielmo Salvatori del Bambino Gesù di Roma. 
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Quanto deve crescere mia figlia? Quanto deve crescere mio figlio? Se le chiedono molti neogenitori quando, dopo il parto, arriva il momento di tornare a casa in tre. Alcuni addirittura si preoccupano perché non hanno la bilancia adatta a pesare i neonati, ma non ce n’è alcun motivo. Inizialmente è più che sufficiente pesare il bebè una volta a settimana. Anche perché per seguire l'andamento della crescita e valutare il benessere ci sono altri indicatori, come per esempio i pannolini bagnati di pipì, il colorito, ecc.

 

«Non abbiate l’ossessione della bilancia» raccomanda infatti Guglielmo Salvatori, pediatra dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. «Ogni bimbo e ogni bimba segue il proprio ritmo di crescita che il pediatra monitora nei periodici bilanci di salute, per verificare che tutto proceda bene».

 

Il primo anno di vita è quello caratterizzato dal ritmo di crescita più vivace: mediamente, infatti, un bimbo triplica il proprio peso e cresce di 25 centimetri.

 

Il calo fisiologico

Dopo la nascita, tendenzialmente il neonato va incontro a una perdita di peso a causa del cosiddetto calo fisiologico, pari in genere al 5-8% del peso nascita. Che viene poi nuovamente raggiunto entro la seconda settimana di vita. Il calo è dovuto soprattutto alla emissione di meconio (così vengono chiamate le feci emesse dal neonato nei primi giorni di vita), alla perdita di liquidi e all'assunzione di una ancora limitata quantità di latte. Dopo la ripresa, la crescita prosegue a vista d’occhio.

 

Alla prima candelina il peso triplica

«Nel primo trimestre, settimana dopo settimana, il bambino cresce teoricamente circa 25-30 grammi al giorno, con un incremento di 150-210 grammi alla settimana. Poi via via, nel secondo e terzo trimestre, la crescita rallenta un po’: circa 20 grammi al giorno fino al sesto mese, poi 15 grammi al dì fino all’anno». In pratica, intorno al 4-5 mese il peso raddoppia e poi all’anno triplica. Mentre la lunghezza passa dai 50 cm della nascita ai 75 alla prima candelina. Ma queste cifre, rassicura Salvatori, sono solo indicative: «perché ogni bambino cresce a modo suo».

 

Non c’è alcun motivo di pesare ogni giorno il bambino, così come è sconsigliata la "doppia pesata" (prima e dopo la poppata). Queste pratiche rischiano di alimentano inutilmente l'ansia dei genitori e in particolare delle mamme che allattano. 

 

L’accrescimento viene controllato dal pediatra e non solo con la bilancia e il metro: perché grammi e centimetri non solo gli unici parametri per valute lo stato di salute di un lattante. «Il pediatra valuta infatti il comportamento, se è trofico, come reagisce agli stimoli. E, fisicamente, come sta crescendo rispetto ai controlli precedenti».

 

Questo perché non tutti i bambini sono uguali e non tutti crescono allo stesso ritmo. «Ognuno, in pratica, segue come un treno il proprio binario» aggiunge Salvatori. Per questo, più che confrontare statura e peso con gli altri bambini, è importante valutare l’andamento e la progressione nel tempo.

In ogni caso, alle visite di controllo, il pediatra rileva peso e lunghezza del neonato e riporta tali dati sulle tabelle di crescita, per confrontarli con i valori della popolazione di riferimento (bambini dello stesso sesso ed età). La posizione in cui ciascun bimbo si colloca sulla tabella corrisponde a un determinato percentile, che è una modalità statistica di rappresentare e valutare la crescita (in termini di statura e peso) rispetto alla popolazione campione. In altre parole, chi si trova sul 35° percentile avrà 34 bambini più bassi e 65 più alti.

 

Crescita sotto controllo nei successivi controlli annuali

«Come dicevamo, i ritmi di crescita variano di trimestre in trimestre e poi anche nelle successive fasi dello sviluppo» puntualizza Salvatori. I controlli annuali dal pediatra servono dunque a monitorare la crescita e a valutare le cause di un eventuale brusco rallentamento. Alcune malattie croniche (come la celiachia per esempio) possono infatti incidere sul regolare sviluppo.