CONSIGLI A MAMME E PAPà

Scatto di crescita: che cos'è e come si affronta serenamente

Di Alice Dutto
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21 maggio 2019
Di colpo, il neonato cambia comportamento: diventa nervoso, sembra insaziabile e non vuole allontanarsi dalla mamma. Sono segnali tipici degli scatti di crescita, fasi in cui i bambini hanno bisogno di un maggiore apporto energetico. Ecco come affrontare questi periodi che durano fino all'adolescenza

La crescita dei bambini non è regolare, ma ha dei picchi: «C'è un momento in cui da una fase di normalità il bambino cambia le sue abitudini, fino poi a ritrovare l'equilibrio che pareva perduto. La cosa importante in questa fase è farsi aiutare dal pediatra e seguire le sue indicazioni» sottolinea la dottoressa Serena Catania, specialista in Pediatria e direttore sanitario del Policentro Pediatrico di Milano.

 

 


Che cos'è uno scatto di crescita

 

«I genitori devono sapere che queste fasi sono normali e capitano a ogni bambino. Semplicemente, in questi momenti i piccoli hanno bisogno di mangiare di più, perché stanno aumentando la loro crescita e quindi il loro fabbisogno energetico aumenta».

 

 

 


«È importante che i genitori sappiano che esistono queste fasi di passaggio nella vita dei neonati e dei bambini e che quindi che si preparino ad affrontarle attuando delle semplici strategie».

 

 

Quando avvengono gli scatti di crescita

 

«Gli scatti di crescita iniziano fin dalle prime settimane di vita del bambino, durano per tutta l’infanzia e terminano poi in età puberale quando si assiste all’ultimo scatto che prepara il bambino al passaggio alla vita adulta. In media durano 2-3 giorni, ma si può arrivare anche a una settimana».

Nel primo anno di vita del bambino gli scatti di crescita avvengono più o meno in questi periodi:

 

  • tra la seconda e la terza settimana di vita;
  • tra la sesta e l'ottava settimana di vita;
  • a 3 mesi;
  • a 6 mesi;
  • tra gli 8 e i 9 mesi.

 

 

Come riconoscere uno scatto di crescita

 

«Nella maggior parte dei casi, quando un bambino attraversa queste fasi, modifica il suo comportamento: diventa più irritabile e nervoso, soprattutto di notte. I piccoli allattati al seno spesso non si vogliono allontanare dalla mamma e richiedono tantissime volte di attaccarsi».

 

 

Come gestire uno scatto di crescita se si allatta al seno

 

L'errore in questi casi, quando si vede il bambino irritabile ed insaziabile, è offrire alternative al seno: «ad esempio acqua o tisane, ma anche il ciuccio o un'integrazione di latte artificiale. In questo momento, infatti, non sono necessarie integrazioni, ma è fondamentale assecondare il bambino: esserci, consolarlo e attaccarlo a richiesta il più possibile per aumentare la produzione di latte materno e soddisfare le nuove esigenze nutrizionali del piccolo».

In queste fasi delicate «è importante seguire i consigli del pediatra e possono essere utili anche le figure di supporto presenti nei consultori o le consulenti dell'allattamento che offrono a volte un servizio di consulenza a domicilio».

 

 

Come gestire uno scatto di crescita se si allatta con il latte artificiale

 

«Se l'alimentazione del neonato è a base di latte artificiale, gestire uno scatto di crescita è un po' più semplice. Questo perché si sa con precisione quanto latte prende il bambino e quindi quando lo si vede insoddisfatto del pasto si può aumentare progressivamente la dose, sempre seguendo le indicazioni del pediatra, fino ad arrivare a soddisfare il suo fabbisogno energetico. Il tutto con l'obiettivo di evitare di aumentare il numero di poppate, ma solo la quantità di liquido».

 

 

 

 


Come gestire uno scatto di crescita con l'allattamento misto

 

«Per le mamme che portano avanti l'allattamento misto, durante uno scatto di crescita, è bene privilegiare sempre l’allattamento materno, cercando di offrire il seno più spesso e alla fine della poppata integrare con il biberon, aumentandone l’apporto gradualmente, fin quando il bambino sembra soddisfatto».

«Il consiglio è quello di cercare di non sostituire l'intera poppata con latte artificiale per evitare, essendo il seno meno stimolato dalla suzione, il calo di produzione di latte materno. Anche in questo caso, è bene procedere chiedendo il consiglio e seguendo le indicazioni del pediatra».