Alimentazione e allergie

Svezzamento e allergie alimentari: quando introdurre gli alimenti a rischio

Di Valentina Murelli
svezzamento_allergie
15 Maggio 2019
Secondo gli ultimi studi e le raccomandazioni delle autorità sanitarie non c'è ragione di ritardare l'introduzione di uova, fragole, pomodori e frutta secca: ok proporli al bambino anche a inizio svezzamento, intorno al sesto mese.
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Fino a non molti anni fa si pensava che il modo migliore per prevenire le allergie alimentari nei bambini fosse quello di ritardare il più possibile l'introduzione dei cibi potenzialmente allergizzanti nella loro alimentazione. Ecco perché negli schemi classici di svezzamento il pesce veniva introdotto solo dopo gli otto-nove mesi e uova, pomodori, fragole e frutta secca solo dopo il primo compleanno.

 

Negli ultimi vent'anni, però, i risultati di un numero crescente di studi scientifici hanno portato a mettere in discussione questa credenza e oggi le raccomandazioni sono radicalmente cambiate. Come ha ricordato proprio di recente un articolo pubblicato dall'Associazione americana dei pediatri sulla rivista Pediatrics, non ci sono prove scientifiche che ritardare l'introduzione di alimenti allergizzanti oltre i quattro-sei mesi di vita riduca il rischio di sviluppare allergie alimentari o altre condizioni atopiche quali eczema, rinite allergica o asma.

 

Non a caso l'ESPGHAN, Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica consiglia di proporre, già all'inizio dello svezzamento, in qualunque momento dopo il quarto mese, tutti gli alimenti possibili, senza esclusione. E lo dice anche il nostro Ministero della salute: “L'ordine con cui gli alimenti semisolidi e solidi vengono introdotti nello svezzamento può variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica della famiglia e del pediatra”. Senza più riferimenti a particolari finestre temporali più opportune rispetto al rischio di allergie.

 

Lo hanno confermato a nostrofiglio.it anche i pediatri nutrizionisti Ilaria Giulini Neri e Giacomo Cagnoli nel corso della diretta sullo svezzamento: “Se fino a pochi anni fa si riteneva che certi alimenti allergizzanti andassero introdotti il più tardi possibile, oggi gli studi a disposizione dicono che, al contrario, l'introduzione tardiva di alimenti non riduce il rischio di allergia. Dunque non occorre seguire schemi particolari e rigidi ma si possono introdurre i vari alimenti – compresi pesce, uovo, fragole, pomodori e frutta secca - secondo le preferenze della famiglia e del bambino”.

 

Ovviamente, questo non significa che a partire dai sei mesi (o addirittura prima) bisogna "ingozzare" il bambino di alimenti allergizzanti uno via l'altro: ancora una volta, significa soltanto che non ci sono motivi validi per ritardare la loro introduzione ben dopo l'inizio dello svezzamento.

 

Quando introdurre le arachidi
Secondo le ultime raccomandazioni dei pediatri americani, ci sono prove che un'introduzione precoce delle arachidi – tra i quattro e i sei mesi – possa prevenire l'allergia a questo alimento in bambini particolarmente a rischio.

Significa che in bambini ad alto rischio di allergia alle arachidi (sono i bambini che hanno già una dermatite atopica moderata o grave o un'allergia all'uovo documentata) può avere senso l'introduzione precoce delle arachidi stesse per ridurre il rischio di sviluppare l'allergia anche a questo alimento.

"Ma attenzione – afferma Enza D'Auria, responsabile dell'ambulatorio per le allergie alimentari dell'Ospedale Buzzi di Milano – servono alcune cautele. Primo: bisogna verificare con un Prick test che il bambino non sia già sensibile alle arachidi. Secondo, bisogna proporgliele in modo sicuro: non intere o a pezzetti (per via dell'elevato rischio di soffocamento), ma sotto forma di farine o di creme spalmabili (il famoso burro d'arachidi)".

Va detto tuttavia che tanta attenzione alle arachidi è frutto di un contesto particolare come quello inglese e americano, dove l'allergia alle arachidi è molto diffusa (da noi invece è rara, mentre l'allergia alimentare più frequente nei bambini è quella all'uovo) e sono molto diffusi anche alcuni alimenti a base di arachidi come il burro. Da noi si tratta sicuramente di un problema meno sentito.

 

Fonti per questo articolo: FR Greer, SH Sicherer, A Wesley Burks, The Effects of Early Nutritional Interventions on the Development of Atopic Disease in Infants and Children: The Role of Maternal Dietary Restriction, Breastfeeding, Hydrolyzed Formulas, and Timing of Introduction of Allergenic Complementary Foods, in Pediatrics, vol. 143, April 2019; M. Fewtrell et al, Complementary Feeding: A Position Paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition, in Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, vol. 64 Jan 2017;