Glutine

Celiachia e svezzamento: quando è giusto introdurre il glutine?

Di Simona Regina
celiachia
07 Marzo 2016
La celiachia è una malattia autoimmune causata da un’intolleranza permanente al glutine, contenuto in: avena, frumento, farro, orzo, segale. In merito allo svezzamento, l'introduzione del glutine, precoce (meno di 4 mesi) o tardiva (più di 12 mesi) che sia, non riduce la probabilità di sviluppare la malattia nei bambini a rischio. 
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La celiachia è una malattia autoimmune. Causata da un’intolleranza permanente al principale componente proteico di avena, frumento, farro, orzo, segale: il glutine. Per questo chi è celiaco deve escludere dalla propria dieta gli alimenti che lo contengono: parliamo quindi di pane, pasta, biscotti, pizza.


In merito allo svezzamento, la Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica indica, in un articolo appena pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric and Gastroenterology Nutrition, che l'introduzione del glutine, precoce (meno di 4 mesi) o tardiva (più di 12 mesi) che sia, non riduce la probabilità di sviluppare la malattia nei bambini a rischio (variazioni in alcuni geni costituiscono i principali fattori genetici di rischio). E non influisce sui tassi complessivi di incidenza e prevalenza della malattia durante l'infanzia. Rivede, dunque, quanto consigliato precedentemente (ovvero introdurre precocemente gli alimenti complementari, quindi una precoce esposizione al glutine, ridurrebbe il rischio di celiachia).


“I fattori genetici la fanno infatti da padrone nello sviluppo della malattia, per cui un’introduzione anticipata del glutine nella dieta di un lattante non previene la celiachia. Così come non serve posticipare, perché ne ritarda solo la diagnosi” commenta Alessandro Ventura, direttore del dipartimento di pediatria dell’Ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste.


Per cui via libera “all’allattamento al seno esclusivo fino ai sei mesi di vita e poi si proceda con l’alimentazione complementare a richiesta” conclude il pediatra Sergio Conti Nibali, responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).

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