Alimentazione bambino

Le regole fondamentali dello svezzamento

Di Valentina Murelli
regole_svezzamento
22 Maggio 2019
Varietà, fiducia, pazienza, buon esempio e poco altro ancora: tutto quello che serve per garantire al bimbo un passaggio sereno e senza traumi all'alimentazione "da grandi".
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Che si segua lo svezzamento tradizionale, con pappe e schemi più o meno rigidi, oppure l'autosvezzamento, ci sono alcune regole generali dalle quale sarebbe meglio non derogare per introdurre il bambino alla nuova alimentazione con serenità e in tutta salute. Eccole.

 

1. Non abbiate fretta

L'Organizzazione mondiale della sanità consiglia di iniziare lo svezzamento a sei mesi compiuti e ci sono ragioni ben precise per questo: oltre agli effetti protettivi dell'allattamento al seno praticato fino ai sei mesi (quando questo è possibile), c'è il fatto che difficilmente prima di questa età i bambini hanno già raggiunto un adeguato sviluppo neuromotorio, che consenta loro di stare seduti, coordinare occhi, mani e bocca e deglutire cibo solido. 

 

Se per varie ragioni è necessario anticipare lo svezzamento rispetto a questa indicazione – per esempio il bambino è effettivamente pronto, oppure ha problemi di crescita – varie società scientifiche nazionali e internazionali suggeriscono comunque di rimanere in una finestra compresa tra i quattro e i sei mesi, non prima.

 

2. Promuovete la varietà

Come scrivono i pediatri Luigi Nastri, Jacopo Pagani e Andrea Vania nel libro Impariamo a mangiare, lo svezzamento giusto con il metodo Margherita (Giunti 2018), è sempre opportuno "presentare al bambino una grande varietà di alimenti di profumi, colori e consistenze diverse da toccare. Magari riproponendo il cibo in maniera ciclica, in modo da favorirne la familiarizzazione attraverso tutti i sensi".

 

3. Non forzate il bambino, non promettete premi, non minacciate punizioni

"I cibi vanno proposti, non imposti" scrive il pediatra Alberto Ferrando nel suo libro Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR 2017). E ancora: "Se il bambino rifiuta alimenti importanti come verdura, frutta o pesce non bisogna forzarlo, ma dopo alcuni giorni riprovare a proporli con calma, tranquillità e serenità, senza irritarsi". E armandosi di santa pazienza: può darsi che un bambino rifiuti un alimento anche 10 o 20 volte prima di accettarlo!

 

4. Abbiate fiducia nel bambino e nella sua capacità di autoregolarsi

“Se il bambino, sano, ha fame, mangia. Se non mangia, non ha fame”, scrive Ferrando.
 
A volte – tante volte! - ci sembra che il bambino non mangi abbastanza o – più raramente – che mangi troppo. In realtà nessuno meglio dei bambini stessi sa cosa serve loro per crescere. Se un bimbo sta bene, è attivo e ha una buona crescita vuol dire che sa autoregolarsi nelle quantità: non preoccupiamoci troppo!

 

5. Divertitevi!

Qualunque scelta facciate, gestitela con il sorriso. Lo svezzamento deve essere un momento di serenità, di condivisione di momenti belli. Troppa ansia rischia di comprometterlo e di creare problemi come la non accettazione dei nuovi alimenti.

 

"Traiamo gioia dallo stare a tavola insieme" scrivono Nastri, Pagani e Vania. "La scoperta dei sapori, dei colori, dei profumi e delle consistenze del cibo passa attraverso un percorso di attenzione e responsabilità da parte del contesto famigliare, e non può prescindere dal divertimento e dal piacere del bambino, che deve essere guidato in questa meravigliosa avventura".

 

 

6. Date il buon esempio

Si mangia tutti insieme a tavola, a orari regolari e con la tv rigorosamente spenta!

 

7. Siate comprensivi

Proteste, crisi, scenate: durante lo svezzamento possono capitare, ma non è detto che tutto dipenda dal cibo. Talvolta, più semplicemente, il momento del pasto può essere lo scenario in cui si consuma una protesta del bambino che nulla ha a che vedere con l’alimentazione in sé. Per esempio - chiaricono Nastri, Pagani e Vania - può succedere che il piccolo sia arrabbiato con la mamma che è stata al lavoro tutto il giorno e non vuole mangiare. "Cercate dunque di andare oltre il comportamento in sé e sforzatevi di comprendere il messaggio che il bambino vuole darvi".

 

8. Non usate il cibo come premio per azioni positive

Tipici esempi negativi, da evitare con cura, riportati da Nastri, Pagani e Vania: "se sarai bravo al compito, mamma ti farà mangiare le patatine", "se vuoi il dolce, devi mangiare le verdure".

 

9. Mettete in tavola una sana alimentazione

Dunque:

  • Le cotture devono essere semplici e sane: sì vapore, no fritti o intingoli complicati;
  • Non aggiungere sale agli alimenti, che già ne contengono naturalmente;
  • Non aggiungere zucchero agli alimenti, per non fissare la soglia di preferenza dei bambini sui cibi dolcii;
  • Niente miele fino ai 12 mesi di vita;
  • Niente latte vaccino fino ai 12 mesi. Prima dell'anno il latte vaccino può essere preparato per le preparazioni casalinghe (tipo purè) ma non in alternativa al latte materno o formulato.

 

Fonti per questo articolo: consulenza dei pediatri nutrizionisti Ilaria Giulini Neri e Giacomo Cagnoli; A. Ferrando, Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR 2017) ; L. Nastri, J. Pagani e A. Vania, Impariamo a mangiare, lo svezzamento giusto con il metodo Margherita (Giunti 2018)