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Mio figlio non vuole bere l'acqua, che fare?

di Angela Bisceglia - 28.06.2024 - Scrivici

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Fino a quando beve il latte il problema non si pone, ma da quando inizia lo svezzamento facciamo fatica a fargli bere l'acqua. Ecco qualche piccolo stratagemma per invogliarlo a bere

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Il latte materno, così come quello in formula, sono composti per il 95% di acqua, quindi il lattante non ha alcun bisogno di bere acqua o altri liquidi, che anzi potrebbero interferire con l'allattamento. Ma da quando inizia lo svezzamento, un po' per volta l'acqua andrà introdotta. Soprattutto in estate, quando fa caldo ed il nostro timore è che il bambino vada incontro a disidratazione. Ma lui sembra non avere mai sete e ci rifiuta biberon, bicchierini o altri contenitori che cerchiamo di proporgli pur di fargli bere qualche sorso d'acqua. Come fare per convincerlo, ammesso che sia il caso di convincerlo? Cosa fare dunque per far bere al bambino l'acqua? Come far piacere l'acqua ai bambini?

Senza troppi assilli, senza troppi affanni, vediamo 10 trucchetti suggeriti dalla pedagogista Elisabetta Rossini.

Ha davvero bisogno di bere?

Innanzitutto dobbiamo capire se nostro figlio ha davvero bisogno di introdurre acqua. Perché se ha da poco iniziato lo svezzamento e fa ancora alcune poppate di latte durante il giorno, può darsi che già con il latte introduca la quantità di liquidi di cui necessita. E per saperlo la figura di riferimento alla quale chiedere consiglio è il pediatra, che in base all'età e alle abitudini alimentari del bambino potrà dirci se e quanta acqua nostro figlio dovrebbe effettivamente bere: magari ci stiamo ponendo un problema inesistente e non abbiamo bisogno di convincerlo a fare nulla!

Scegliamo contenitori adatti a lui

È vero, passare dalla suzione al seno o al biberon ad altri meccanismi di assunzione di liquidi agli inizi potrebbe risultare difficoltoso per il bambino, che nel tentare di bere da un bicchierino potrebbe sbrodolarsi l'acqua addosso o strozzarsi un po': ovvio che a quel punto cercherà di evitare un'esperienza poco piacevole! Proprio per questo è opportuno gestire questa fase di passaggio proponendogli l'acqua in bicchierini con il beccuccio o, più in là, in bicchieri antiribaltamento che permettono al bambino di bere come da un bicchiere normale, tenendo quindi labbra e lingua in posizione corretta, ma hanno una copertura in silicone che aiuta gradualmente il bambino a bere come dal bicchiere dei grandi limitando il rischio sbrodolamenti.

Fermo restando che biberon o bicchierino con beccuccio potranno sempre far comodo in situazioni di "emergenza", ad esempio quando viaggiamo in auto e d è molto meglio che non si bagni.

esempio di bicchiere con beccuccio

Esempio di bicchiere con beccuccio

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Sfruttiamo il desiderio di imitazione

Ai bambini piace molto imitare i grandi, per questo se vogliamo spronarlo a bere mettiamoci davanti e a lui e cominciamo a bere un sorso invitandolo a fare lo stesso. Come in tutte le azioni, l'esempio costituisce un ottimo stimolo. Agli inizi magari farà solo finta di imitare il gesto, ma poi comincerà a prenderci gusto e ogni volta che ci vedrà bere lo farà anche lui, quasi come un gioco divertente.

Proporre l'acqua più volte durante il giorno

A volte noi adulti per primi ci dimentichiamo di bere o lo facciamo solo ai pasti comandati. Invece dovremmo prendere l'abitudine di bere più volte nei vari momenti della giornata: farà bene a noi e farà bene al bambino, al quale trasmetteremo indirettamente il messaggio che si beve spesso durante il giorno. Anche perché ai pasti il bambino potrebbe già avere il pancino pieno per quel che ha mangiato e potrebbe essere meno desideroso di riempirsi ulteriormente con l'acqua.

Facciamogli scegliere un bicchierino o una borraccia con una grafica accattivante

Anche questo influisce, perché bere da un bicchiere con il suo personaggio preferito dei cartoni ha un appeal in più. E per quando siamo fuori casa o va a scuola, prendiamo una borraccia tutta per lui: sarà un gioco in più con gli amichetti mostrare la propria borraccia e darsi da fare per svuotarla. 

Poniamo obiettivi realistici

Inutile mettergli davanti un bottiglione con l'aspirazione che lo beva tutto: avere una bottiglietta o una borraccia tutta per lui gli dà anche la rassicurante sensazione che si tratta di una quantità limitata, non di un "dovere" che non finisce mai. E una volta che a fine giornata ha raggiunto il suo traguardo è a posto così.

E noi ci sentiamo tranquilli!

Facciamolo sentire autonomo

Un'altra cosa che piace tanto ai bambini è fare da soli, perché in questo modo si sentono grandi. Quando ci rendiamo conto che è in grado di farlo, lasciamogli in cucina una bottiglietta con una quantità limitata di acqua, che lui stesso verserà da solo nel suo bicchierino: sarà invogliato a terminare presto l'acqua così da ripetere quello che percepisce come un gioco!

Non offriamo alternative purché beva

Nell'ansia di far assumere liquidi al bambino, il primo errore nel quale possiamo incorrere è quello di offrirgli da bere alternative più saporite, come succhi di frutta o altre bibite zuccherate. E questo non va bene, perché si rischia di abituarlo a sapori che poi renderanno più difficile tornare alla semplice acqua, che per sua natura è insapore. Insomma non cadiamo nella trappola del "purché beva", perché non è una buona cosa abituarlo a pasteggiare con bevande che potrebbero esporlo al rischio carie ed obesità.

Succhi e bevande zuccherate non devono diventare il frutto proibito

Bibite gasate e zuccherate non devono diventare un'abitudine quotidiana, ma questo non significa che anche alle feste di compleanno nostro figlio deve bere solo acqua! Se per la quotidianità l'unica bevanda ammessa è l'acqua, nelle occasioni speciali, ad esempio nella cena del sabato sera, possiamo anche concederci tutti uno "strappo" con una bella pizza accompagnata dalla sua bibita dolce preferita. Per lo stesso motivo, se qualche volta per la merenda al parco ci viene comodo portare il brick con il succo di frutta, vada per il succo di frutta (magari senza zuccheri aggiunti!), senza che per questo ci sentiamo "cattivi genitori". Non è di certo l'eccezione che manda all'aria l'educazione che gli stiamo impartendo e non è il caso di farlo sentire in colpa se alla festa di compleanno beve un bicchiere di coca.

… ma neanche un premio

Altro messaggio da non veicolare è quello che la bibita dolce è un premio se fa qualcosa, ad esempio se finisce di mangiare tutta la pietanza, se termina i compiti e così via, perché potrebbe diventare un'arma a doppio taglio che il bambino potrebbe utilizzare per i suoi piccoli ricatti, tipo "se vuoi che finisca la pasta o i compiti…" Siamo noi che dobbiamo stabilire quando concedere uno sfizio. Senza cedere a ricatti.

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