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Svezzamento, come renderlo un affare di famiglia

di Sara De Giorgi - 30.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
È sicuramente possibile rendere lo svezzamento un "affare" di famiglia. La dietista Verdiana Ramina ha spiegato come è possibile coinvolgere, nello svezzamento del bambino, tutti i membri della famiglia.

Svezzamento per tutta la famiglia

Quando cominciare lo svezzamento? Come portarlo avanti nel modo corretto e senza stress? E come farlo diventare un "affare di famiglia"?

Verdiana Ramina, una fra le dietiste più apprezzate in Italia e tra le più conosciute sul tema dell'alimentazione infantile, ha realizzato un libro innovativo sul tema dello svezzamento. Il testo, intitolato Svezzamento per tutta la famiglia. Informazioni, trucchi e ricette per stare tutti insieme a tavola (Gribaudo), chiarisce alcuni interrogativi che ogni neogenitore, prima o poi, è destinato a farsi e contiene tante ricette per creare interi menu, stagione per stagione. 

Le preparazioni sono pensate appositamente per tutta la famiglia: grazie a pochi e semplici gesti, quello che è stato cucinato per i bimbi, seguendo tutte le regole sulla sicurezza e la salute, si trasforma in piatti gustosi per tutta la famiglia. Abbiamo intervistato la dottoressa Ramina per chiederle alcune informazioni in più sul tema.

In questo articolo

Svezzamento, perché impostare un menu famigliare?

La dottoressa Ramina ha spiegato che con la nascita delle sue figlie è scaturita la necessità di occuparsi in maniera più approfondita del tema dello svezzamento. «Poiché avevo trovato soltanto indicazioni obsolete, ho iniziato ad informarmi maggiormente indagando sul tema tramite guide ufficiali, Oms, Ministero della Salute.

Ho poi iniziato a dare le prime consulenze a genitori in difficoltà. All'inizio c'erano soprattutto mamme: nel fare l'anamnesi della storia alimentare della famiglia, tutta la loro attenzione era rivolta al bambino e al fatto che avesse mangiato o no. Quando io chiedevo alle mamme: "Tu cos'hai mangiato?", quasi sempre queste rispondevano: "Un pezzetto di pane o un un avanzo di ciò che ha mangiato il bambino". Allora ho capito, giorno dopo giorno, che il nocciolo della questione non era scegliere cosa preparare per il bambino.

Ho capito che concentrare l'attività in cucina solo sul bambino era una perdita di tempo: ci si ritrova a preparare tante cose (pappette varie, ricette ad hoc, ecc.) e a non pensare minimamente a cosa può mangiare la famiglia. 

Il libro è nato per offrire un focus non solo sull'alimentazione del bambino, ma sull'alimentazione di tutta la famiglia. Lo svezzamento del bebè è inoltre un modo per capire se l'alimentazione della famiglia intera è buona: lo si comprende dal fatto che gli alimenti degli adulti possono essere trasformati in maniera semplice anche per i più piccoli. Dunque, niente più preparazioni a parte per i bambini, ma alimentazione sana e corretta invece per tutti i componenti per la famiglia.

Tutto ciò non riguarda solo le mamme, ma ovviamente anche i papà, che si interessano sempre di più all'alimentazione dei figli e che spesso sono in prima linea nella preparazione del cibo per i bambini». 

Meglio il metodo tradizionale o l'autosvezzamento?

«Il bambino deve raggiungere alcuni step fisiologici: ciò non avviene sempre subito. Ad esempio, verso i 5 o 6 mesi il bebè potrebbe mostrare di essere interessato al cibo, ma potrebbe non avere invece la capacità di gestire bene la deglutizione. 

Non deve durare troppo: in Italia spesso lo svezzamento classico a tappe dura oltre l'anno e mezzo di età. Alcuni bimbi di due anni mangiano ancora omogeneizzati. Questo è sbagliato: così facendo il bambino non attiva una fase importante dello sviluppo, che è la masticazione

Il bebè, anche senza i denti, ha bisogno di attivare la masticazione: attraverso l'attivazione della muscolatura e lo sviluppo delle ossa del cranio facciale si sviluppa anche tutto ciò che ha a che fare con il linguaggio e non solo. 

Non esiste una legge per lo svezzamento o per l'autosvezzamento: la parola giusta è "gradualità". I primi assaggi possono essere fatti con alimenti cremosi, con l'aiuto del cucchiaino. Il genitore deve capire che è un "tramite" con cui il bebè vuole mangiare, non deve sostituirsi a lui. 

In generale c'è una prima fase di svezzamento (non necessariamente con omogeneizzati o farine): si può usare pastina piccola, formaggio sciolto nella pappa, pesce schiacciato, ecc. In seguito si può passare a "piccoli bocconi", che gli consentono di attivare la masticazione. Dai nove mesi in poi, a meno che non ci siano ritardi, i bambini dovrebbero essere in grado di mangiare il famoso "finger food", il cibo che lui riesce ad afferrare con le mani e a portare alla bocca in autonomia». 

Quali sono gli alimenti da evitare?

«Esiste una "lista" di cibi da evitare. Tra questi il miele, ovviamente l'alcol (anche quello sfumato nel risotto, ad esempio), lo zucchero e il sale. 

Attenzione perché ci sono prodotti, specifici per l'industria alimentare infantile, che contengono in maniera nascosta o velata percentuali alte di zuccheri: ad esempio i succhi di frutta sono fatti con il concentrato della frutta (ossia il fruttosio, al pari dello zucchero). 

L'omogeneizzato stesso non è come un frutto frullato o come una banana schiacciata. Si tratta di due cose diverse. Esagerare con i succhi di frutta o gli omogeneizzati sposta il gusto del bambino su un livello di dolce molto alto, che non gli fa accettare più la frutta fresca.

Per il sale vale lo stesso discorso. In molti prodotti da forno (ad esempio cracker, grissini, gallette, ecc.) è presente un contenuto elevatissimo di sale. Esiste una difficoltà nel capire che in questi alimenti è presente una grande quantità di sale. Occorre anche a fare attenzione ad un cucchiaio di formaggio grana grattugiato: in esso c'è il quantitativo di sale che un bebè dovrebbe assumere ogni giorno.

Il latte vaccino non è generalmente inserito nell'alimentazione del bebè nel primo anno di vita. Bisogna però fare attenzione allo yogurt, che viene invece utilizzato in abbondanza. Lo yogurt deve essere sempre inserito in piccole quantità nell'alimentazione del piccolo.

I funghi freschi non sono, poi, digeriti dal bambino: i bambini non hanno ancora la capacità di gestire questo alimento. Infine, sono da evitare i prodotti industriali e le carni e i pesci crudi», ha chiarito la dottoressa Ramina. 

Quali sono le più grandi paure dei genitori sullo svezzamento?

«Le grandi paure dei genitori sono fondamentalmente due: la prima è quella che il bebè non mangi o che possa, in qualche modo, "morire di fame". Questa è una paura che dobbiamo toglierci, poiché uno dei principi con cui si inizia lo svezzamento è "l'alimentazione complementare" al latte. Il latte rimane un alimento che fornisce energia e nutrimento finché il bambino vorrà averlo. 

La seconda paura condivisa è quella del soffocamento. Però con questo timore abbiamo creato una generazione di bambini che fino a due anni ha mangiato solo pappe e omogeneizzati. Ciò ha abituato i più piccoli solo a determinati alimenti e ha sottratto loro la fase iniziale e importante della "masticazione".

È, dunque, importante che noi genitori:

  • iniziamo con gradualità lo svezzamento limitando le pappette,
  • che facciamo un corso di disostruzione pediatrica,
  • e che forniamo i cibi in sicurezza, evitando alimenti "pericolosi"». 

Rendere lo svezzamento un affare di famiglia

«La pianificazione famigliare permette di ottimizzare i tempi, di minimizzare gli sprechi e di vedere anticipatamente come si svilupperà la settimana. 

Si possono prediligere determinati alimenti, a scapito di altri, e il livello di risparmio di tempo è inestimabile». 

Ricette (o menu) per il bebè tratte dal libro

«Ci sono alcune ricette molto interessanti con i legumi. Per molti anni i legumi sono stati presi poco in considerazione nell'alimentazione dei più piccoli. In realtà, con la decorticazione, possiamo somministrare i legumi già dai sei mesi. 

Le ricette che suggerisco sono le seguenti: 

  • Polenta rinforzata;
  • Crema di cannellini e zucca;
  • Crocchette di ceci e barbabietola».

1. Polenta rinforzata

INGREDIENTI PER 4 ADULTI

(La porzione di un bambino in svezzamento è 1/4 di quella del genitore)

  • 170 g di polenta istantanea
  • 170 g di farina di ceci
  • 900 ml di acqua
  • 1 avocado maturo
  • succo di limone
  • 150 ml di passata di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • sale.

Preparazione

Portate a bollore l'acqua e versate a pioggia le due farine. Mescolate per alcuni minuti, fino a quando non otterrete una polenta cremosa; dopodiché versatela subito in una teglia rivestita di carta da forno e livellatela. Una volta fredda tagliatela a losanghe e spennellatela con un filo di olio. Cuocete in forno ventilato a 180 °C per circa 20 minuti, passate la polenta sotto il grill per un paio di minuti e servite con la passata di pomodoro tiepida e una salsa di avocado ottenuta frullando la polpa dell'avocado con succo di limone a piacere. Salate la vostra porzione.

2. Crema di cannellini e zucca

INGREDIENTI PER 2 ADULTI + 1 BAMBINO

  • 3 grosse fette di zucca
  • 200 g di cannellini già cotti
  • 1 rametto di rosmarino
  • brodo vegetale
  • 80 + 20-30 g (a seconda dell'età del bambino)
  • di cuscus di farro
  • olio extravergine di oliva
  • pepe
  • sale

Preparazione

Scaldate il brodo. Tagliate la zucca a pezzetti e fatela rosolare in un cucchiaio di olio con il rametto di rosmarino. Unite i cannellini e coprite a filo con del brodo caldo; cuocete fino a quando la zucca non sarà tenera. Se occorre, aggiungete di tanto in tanto altro brodo. Togliete il rametto di rosmarino e frullate il tutto. A parte preparate il cuscus e aggiungetelo alla crema, completando con un filo di olio extravergine. Salate e, a piacere, pepate la vostra porzione.

3. Crocchette di ceci e barbabietola con salsa yogurt

INGREDIENTI PER CIRCA 12 PEZZI

(La porzione per un bambino è pari ad una o due crocchette, a seconda dell'età)

  • 250 g di ceci scolati
  • 1 pezzo di barbabietola cotta
  • 1 cucchiaio di acqua
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di paprica affumicata
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • yogurt senza zucchero
  • sale

Preparazione

Frullate tutti gli ingredienti a eccezione del pangrattato. Trasferite il composto in una ciotola e aggiungete il pangrattato, mescolando. Lasciate riposare dieci minuti. Formate le crocchette con un porzionatore da gelato direttamente sulla teglia rivestita di carta da forno e infornate in forno ventilato a 180 °C per 20-25 minuti circa. Servite le crocchette con lo yogurt. Salate la vostra porzione.

V. Ramina, "Svezzamento per tutta la famiglia" (Gribaudo)

Fonte: Gribaudo

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