Speciale svezzamento

Svezzamento: deve essere graduale oppure no?

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02 Luglio 2012
Se ci si sente più sicure ad affidarsi a una tabella di svezzamento di tipo classico, nulla vieta di consultarla e di attenersi alle sue indicazioni. Viceversa, se si preferisce introdurre progressivamente i vari alimenti seguendo le abitudini alimentari della famiglia o anche solo assecondando i gusti del bambino lo si può fare nella certezza di agire comunque per il meglio.
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Negli ultimi 50 anni si è andata via via consolidando l’idea che il criterio della gradualità fosse una regola irrinunciabile quando si iniziava lo svezzamento. In pratica, i pediatri suggerivano di offrire al bambino un alimento alla volta, iniziando con quantità minime da aumentare con il passare dei giorni: prima la mela schiacciata, poi la pera, quindi la prima pappa, costituta inizialmente solo da brodo vegetale, crema di riso (o di mais e tapioca) e olio extravergine d’oliva e poi via via arricchita anche dalla carne e dal parmigiano. Oggi è messo in dubbio che sia così necessario agire con una simile cautela, perché nessuno studio ha mai dimostrato che ve ne siano reali vantaggi. E’ vero però che molto spesso è più facile iniziare con la frutta perché il bambino abituato fino a quel momento al solo sapore del latte può accettare con più entusiasmo la mela frullata della carne di manzo, che pure potrebbe comunque essergli proposta per prima. Si può dunque affermare che oggi i pediatri sostengono l’opportunità di lasciare alle mamme maggiore carta bianca, fornendo meno indicazioni rigide, a patto però che al bimbo non vengano offerti alimenti di cui sono arcinoti gli effetti negativi sulla salute (fritti, intingoli, dolciumi, salumi, carni grasse, formaggi grassi).

(Leggi anche: Gli alimenti vietati (almeno) fino ai tre anni del bambino)

Va comunque sottolineato che la mamma che desidera affrontare lo svezzamento secondo il vecchio schema – prima la frutta, poi la pappa con brodo vegetale, poi la pastasciutta, quindi via via tutti gli altri alimenti – può tranquillamente optare per questa soluzione senza temere di commettere un errore. “Massima libertà decisionale” rispetto allo svezzamento non vuol dire, infatti, solo ignorare gli schemi rigidi del nostro recente passato ma anche eventualmente utilizzarli ancora. Se ci si sente più sicure ad affidarsi a una tabella di svezzamento di tipo classico, nulla vieta di consultarla e di attenersi alle sue indicazioni. Viceversa, se si preferisce introdurre progressivamente i vari alimenti seguendo le abitudini alimentari della famiglia o anche solo assecondando i gusti del bambino lo si può fare nella certezza di agire comunque per il meglio.

A cura di Valentina D’Andrea, supervisione scientifica della dottoressa Chiara Zanolini, pediatra