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Conservazione cibi

Svezzamento e conservazione dei cibi, consigli utili

Di Sara De Giorgi
svezzamentobambino

23 Giugno 2017 | Aggiornato il 11 Gennaio 2018
Lo svezzamento è una fase importante dello sviluppo del neonato. Dunque come occorre conservare gli alimenti durante questo periodo così delicato? La dottoressa Sabina Rubini, 
biologa ed esperta in igiene, sicurezza e qualità degli alimenti, divulgatrice scientifica e co-founder dello studio ABR e del portale sulla Sicurezza Alimentare www.alimentiesicurezza.it, ci spiega come conservare i cibi in modo ottimale durante lo svezzamento dei bimbi.

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Svezzamento, come conservare i cibi

 

Lo svezzamento è una fase importante della crescita e dello sviluppo psicofisico del neonato. Il cibo per lo svezzamento si conserva in modo più o meno normale e non ci sono tante differenze rispetto alla conservazione classica dei cibi. Eppure, alcuni piccoli accorgimenti possono fare la differenza. Abbiamo intervistato al riguardo la dottoressa Sabina Rubini, biologa ed esperta in igiene, sicurezza e qualità degli alimenti, divulgatrice scientifica e co-founder dello studio ABR e del portale sulla Sicurezza Alimentare www.alimentiesicurezza.it. Di seguito alcuni consigli utili per conservare i cibi in modo ottimale durante lo svezzamento dei bimbi.

 

 

Consumare subito

 

"Sarebbe conveniente preparare per i bambini quantità di alimenti che possano essere consumate ad ogni pasto. Il pericolo, in fase di conservazione, infatti, anche se a bassa temperatura (ossia nel frigorifero), potrebbe essere quello di una eventuale crescita microbica. Infatti, più tempo passa e maggiore sarà il numero di microrganismi che potrebbero contaminare il prodotto, o la probabilità che si abbiano alterazioni enzimatiche".

 

Brodo, meglio congelarlo in contenitori monodose

 

"Generalmente, per alimenti cotti, consiglierei una conservazione in frigorifero per un periodo non superiore ai 3 giorni, ma nel caso dei bambini meglio scendere ad un giorno. Nel caso del brodo, se se ne vuole preparare una quantità maggiore da utilizzare più volte nell’arco del tempo, è meglio prepararlo e congelarlo in contenitori monodose, da scongelare a seconda delle necessità", dichiara Sabina Rubini.

 

Preferire cibi di qualità

 

"E' sempre meglio acquistare materie prime di qualità, intatte dal punto di vista organolettico e della consistenza, possibilmente di stagione e se possibile anche bio perché scevre da prodotti fitosanitari. Una buona materia prima è sempre un’arma vincente", continua la Rubini.

 

Tenere nel congelatore per un periodo massimo di 2-3 mesi

 

Secondo la dottoressa è necessario lasciare raffreddare in modo da poter riempire i contenitori accuratamente puliti, apporre una etichetta descrittiva del prodotto e della data e poi subito nel congelatore per un periodo massimo di 2-3 mesi. Il periodo è sempre garantito dalla buona efficienza dell’attrezzatura che abbiamo in casa e dalla temperatura, che deve risultare sempre conforme ai -18°C, in caso contrario abbassare la tempistica.

 

Scongelare in frigo e non a temperatura ambiente

 

"E' sempre preferibile, rispetto ad altri metodi come il microonde o la cottura, scongelare in frigorifero e mai a temperatura ambiente. Consumare massimo entro 24 ore", dice l'esperta Rubini.

 

Un occhio di riguardo per le pratiche igienico-sanitarie

 

Infine, è opportuno attivare le normali pratiche igienico-sanitarie rendendole "più severe" e tenendo a mente che un bambino, avendo un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, viene considerato una classe a rischio più alta e pertanto merita maggiore attenzione!", conclude la dottoressa Rubini.

 

 

Con la consulenza della

Dr.ssa Sabina Rubini

Biologa ed Esperte in Igiene, Sicurezza e Qualità degli Alimenti.

Divulgatrice scientifica. Formatrice in corsi di alta qualità e Master di settore.

Co-founder dello Studio ABR e del portale sulla Sicurezza Alimentare www.alimentiesicurezza.it

Guarda anche il video: svezzamento o autosvezzamento?