Prime pappe

Svezzamento: come capire quando il bambino è pronto

Di Valentina Murelli
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07 Maggio 2019
Secondo l'OMS, si dovrebbe cominciare a sei mesi compiuti, anche se in alcuni casi potrebbe essere opportuno anticipare un pochino. Ma al di là delle indicazioni ufficiali, sarà il bambino stesso a indicare che è arrivato il momento: ecco tutti i segnali per dire “sono pronto”
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Certo, sul momento giusto per iniziare lo svezzamento ci sono precise indicazioni scientifiche. In particolare, l'Organizzazione mondiale della sanità consiglia di attendere i sei mesi compiuti prima di passare dall'alimentazione solo lattea (ricordando che lo standard ottimale è il latte materno) a quella complementare.

 

 

I bambini, però, non sono macchine per cui è importante, al di là delle indicazioni ufficiali, tenere conto delle loro caratteristiche individuali e del momento in cui sono effettivamente pronti a compiere questo passo importante. D'altra parte, aspettare il momento giusto è fondamentale per iniziare con il piede giusto ed evitare qualche inutile frustrazione sia al bebè sia ai genitori.

 

 

I segnali che permettono di capire che il bambino è pronto

Svezzamento non significa solo cambiare quello che si mangia: dovrebbe significare anche cambiare il modo in cui si mangia. Non più in braccio, semisdraiati, ma seduti: non più attraverso la sola suzione, ma anche attraverso altri movimenti della bocca. Ecco perché serve che il bambino sia pronto, cioè che abbia raggiunto un certo grado di sviluppo cognitivo e psicomotorio. In particolare dovrebbe:

 

  • saper stare seduto in moto autonomo, con il capo eretto;
  • essere capace di afferrare e manipolare oggetti con le due mani;
  • essere capace di portare oggetti alla bocca per mangiarli e inghiottirli e non solo per esplorarli;
  • aver perso il riflesso di estrusione, cioè la spinta verso fuori della lingua per qualsiasi cosa che non sia liquida;
  • saper coordinare i movimenti con la vista (coordinazione oculo-motoria);
  • mostrare interesse verso gli alimenti presenti sulla tavola e il cibo che mangiano i genitori e i fratellini.

Come sottolineano i pediatri Luigi Nastri, Jacopo Pagani e Andrea Vania nel libro Impariamo a mangiare, lo svezzamento giusto con il metodo Margherita (Giunti 2018), tutto ciò succede in genere intorno ai sei mesi, proprio il momento considerato come ottimale dall'OMS. Certo, può capitare anche prima, ma è molto raro che accada prima dei cinque mesi e mezzo.

 

Svezzamento, quando serve anticipare

In alcuni casi, tuttavia, potrebbe essere necessario anticipare comunque lo svezzamento (mai prima dei quattro mesi), anche se il bambino non è ancora perfettamente pronto. Quali? Leggiamo cosa scrivono Nastri, Pagani e Vania:

 

“Per esempio qualche bambino la cui curva di crescita – misurata pero con le tabelle adeguate, quelle dell’OMS per gli allattati al seno – inizia a scendere verso il basso prima dei 6 mesi, o qualche altro lattantino che ha bisogno di integrare prima i depositi di ferro".

 

"Un caso speciale è rappresentato dal bambino alimentato con latte di formula che cresce troppo, soprattutto in peso: qui può essere giustificato iniziare prima lo svezzamento (comunque non prima dei 4 mesi) sostituendo una poppata con la frutta, che avendo molte meno calorie della formula contribuirà saziarlo contenendo però’ulteriore aumento di peso”.

 

E se il bambino invece non ne vuole sapere?

Può succedere anche questo. Come spiega Alberto Ferrando nel libro Come nutrire mio figlio, “alcuni bambini entro il primo anno di vita restano legati a un'alimentazione prevalentemente lattea e fanno una dieta poco variata. Non bisogna preoccuparsi, in quanto difficilmente potranno svilupparsi carenze. In ogni caso, sarà il pediatra a dare indicazioni utili per eventuali integrazioni di vitamine o sostanze indispensabili”.

 

Fonti per questo articolo: Infant and young child feeding, raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (2018); A. Ferrando, Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR, 2017); L. Nastri, J. Pagani, A. Vania, Impariamo a mangiare, lo svezzamento giusto con il metodo Margherita (Giunti 2018); consulenza dei pediatri nutrizinisti Giacomo Cagnoli e Ilaria Giulini Neri, dell'ospedale di Melegnano e consulenti del centro ICANS dell'Università di Milano.