Alimentazione bambino

Svezzamento, quando iniziare

Di Valentina Murelli
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03 Maggio 2019
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il momento giusto è a partire dai sei mesi compiuti. Altre società e agenzie internazionali concordano, ammettendo però un'inizio più precoce, ma mai prima del quarto mese. Importante anche seguire lo sviluppo del bambino.
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Secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), lo svezzamento andrebbe iniziato al sesto mese compiuto e sulla stessa linea si pongono varie società e agenzie internazionali. La Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (ESPHGAN) e l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), per esempio, riconoscono i sei mesi come momento ideale per l'introduzione di altri cibi oltre il latte, suggerendo comunque di rimanere in una finestra compresa tra i quattro e i sei mesi. E anche per l'Associazione dei pediatri americani il bambino dovrebbe bere solo latte per i primi quattro-sei mesi.

 

Si può iniziare lo svezzamento al quarto mese?

“Sulla carta il sesto mese compiuto rappresenta il momento ideale per l'inizio dello svezzamento, ma ciò non toglie che in alcuni casi il pediatra potrebbe consigliare di iniziarlo prima – ma comunque dopo il quarto mese – se per esempio il bambino mostra difficoltà nella crescita o altri segnali che indicano il bisogno di un passaggio a un'alimentazione solida” afferma Ilaria Giulini Neri, pediatra nutrizionista ed esperta di allattamento presso la struttura di pediatria e neonatologia dell'Ospedale di Melegnano.

 

 

Quando svezzare il bambino allattato al seno? Quando svezzare il bambino che prende latte artificiale? Ci sono differenze?

“L'indicazione di iniziare lo svezzamento al sesto mese, e comunque non prima del quarto, vale sia che il bambino prenda latte di mamma, sia che sia nutrito con latte artificiale” precisa Giulini Neri.

 

A volte si tende ad anticipare lo svezzamento dei bambini nutriti con latte formulato ma in realtà non ce n'è bisogno, perché questo alimento contiene quanto necessario per la crescita del bambino. Vero è però che a differenza del latte materno quello artificiale ha sempre lo stesso sapore, per cui alcuni pediatri suggeriscono di proporre al bambino qualche piccolo assaggio di verdura cotta e passata a partire dal quinto mese, per cominciare ad abituarlo a gusti nuovi. Non è comunque una necessità.  

 

“Ricordiamo in ogni caso – aggiunge la pediatra – che il modello a cui tendere rispetto all'alimentazione del bambino nei primi sei mesi è l'allattamento al seno, perché offre significativi benefici alla mamma e al bambino”. Non ultimo, la protezione nei confronti dell'obesità infantile, ulteriormente confermata da uno studio presentato nel corso del Congresso europeo di obesità 2019.
 

Ascoltare il bambino

Attenzione, però: se i sei mesi del bambino sono indicati come momento migliore per fargli provare nuovi alimenti, questo non significa che allo scoccare del “complemese” occorre infilargli in bocca a forza il cucchiaino con la pappa. “Lo svezzamento deve avvenire in modo sereno e non deve essere un'imposizione” raccomanda Giulini Neri. Meglio aspettare che il bambino sia pronto anche da un punto di vista neuromotorio  e quindi che:

  • sappia stare seduto;
  • sappia deglutire gli alimenti (avendo perso quel riflesso che lo porta a tirar fuori la lingua per succhiare al seno o al biberon);
  • sappia afferrare il cibo con le mani per portarlo alla bocca;
  • mostri interesse per il cibo stesso.

“Al di là di quello che dice il calendario, si comincia quando il bambino è pronto, il che può accadere qualche settimana prima dei sei mesi o un paio di settimane dopo” conclude la pediatra.

 

Non aspettare troppo

Se le settimane passano e il bambino continua a non mostrare alcun interesse o coinvolgimento per cibi diversi dal latte, c'è il rischio che vada incontro a carenze di alcuni micronutrienti come ferro e zinco, soprattutto se è allattato al seno. Per questo, dopo i sette mesi può valere la pena insistere un po' di più con le proposte di cibi alternativi e comunque confrontarsi con il pediatra.

Alcuni medici inviteranno a forzare un pochino il bambino, altri potrebbero invece consigliare un integratore di ferro o sali minerali per evitare forzature e valutare ancora per qualche tempo se la situazione si sblocca da sola.

 

Fonti per questo articolo: Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, documento del Ministero della Salute (2016); Infant and young child feeding, raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (2018); A. Ferrando, Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR, 2017).