Svezzamento

Svezzamento: 50 risposte dei PEDIATRI NUTRIZIONISTI ai dubbi più comuni delle mamme

Di Giacomo Cagnoli Ilaria Giulini Neri
04 Novembre 2015 | Aggiornato il 07 Settembre 2017
Svezzamento, primi cibi solidi. Quando iniziare? Si potrà congelare il brodo? Quando introdurre il pomodoro? E l'uovo? Ecco i dubbi più comuni delle mamme e le risposte dei nutrizionisti Giacomo Cagnoli e Ilaria Giulini Neri, pediatri nutrizionisti del team NutriMamma di Icans.
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IL PEDIATRA MI CONSIGLIA DI INIZIARE LO SVEZZAMENTO A QUATTRO MESI. CHE FACCIO?

Il divezzamento è un processo naturale cui il bambino giunge attraverso l’acquisizione di varie tappe di maturazione neurofunzionale e anatomica, non per l’adeguamento dei sistemi enzimatici digestivi, che sono cosa innata. L’OMS consiglia di iniziare con l’introduzione di alimenti diversi dal latte dopo il compimento dei sei mesi di vita, a meno che non vi siano motivi medici, come ad esempio una scarsa crescita, per iniziare più precocemente e comunque non prima dei 4 mesi. La mamma riconoscerà che il proprio figlio è pronto, nel momento in cui riesce a mantenere il capo eretto, ha imparato a deglutire i solidi, mostra interesse verso ciò che mangiano i genitori e coordina occhi, mani, bocca per guardare il cibo, afferrarlo e portalo alla bocca. La scelta degli alimenti da introdurre è molto varia a seconda delle differenti culture.

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A CINQUE MESI IL MIO LATTE NON BASTA. INIZIO LO SVEZZAMENTO O INTEGRO IL MIO LATTE?

L’età dello svezzamento è un periodo della vita piuttosto variabile come tempistica, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non iniziare con cibi solidi prima del compimento del quarto mese. Se il suo piccolo mostra segni di rallentamento di crescita, è quindi giunto il momento di cominciare a inserire cibi solidi: non per niente si parla infatti di alimentazione complementare. L’aggiunta di latte in formula non rappresenta attualmente una scelta corretta, sia perché andrebbe ad integrare il suo latte con un altro latte dal sapore diverso e da assumere con il biberon confondendo il piccolo, sia perché il latte artificiale è costituito da una componente proteica superiore rispetto il latte materno, e quindi meno adatto dal punto di vista nutrizionale.

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LA MIA BIMBA BEVE LATTE ARTIFICIALE? QUANDO LA POSSO SVEZZARE?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute consigliano di cominciare con lo svezzamento a partire dal compimento del sesto mese, sia per i bimbi allattati al seno, sia per quelli che assumono latte artificiale. Se la sua piccola sta crescendo bene e non presenta problematiche, consiglierei quindi di iniziare ad introdurre nuovi alimenti dopo il sesto mese di vita.

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QUANDO INIZIARE LO SVEZZAMENTO SE ALLATTO AL SENO?

Cara mamma, il latte materno è il migliore alimento per il bambino nei primi mesi di vita e rappresenta il necessario e sufficiente sostentamento per la sua crescita. Non sono stati dimostrati vantaggi ad introdurre cibi solidi prima del sesto mese di vita, quando per la naturale crescita del bambino il latte materno diventa insufficiente nell’apporto di energia, proteine, ferro, zinco e vitamine. Per tale motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ed il Ministero della Salute consigliano l’inizio del divezzamento a partire dal compimento dei sei mesi.

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RIFIUTA IL CIBO

Lo svezzamento è un passaggio fondamentale e difficile nella vita di tutti i bambini, che richiede pazienza e dedizione e che va iniziato al giusto momento; alcuni bambini vivono questo momento con particolare ostilità, probabilmente perché associato ad un distacco dalla propria madre e perché non ancora pronti per questo passo. I segni che possono aiutarla a riconoscere che suo figlio è pronto sono quando il bambino riesce a mantenere il capo eretto, ha imparato a deglutire i solidi, mostra interesse verso ciò che mangiano i genitori e coordina occhi, mani, bocca per guardare il cibo, afferrarlo e portalo alla bocca. La cosa importante è che lei non demorda: interrompere l’allattamento al seno sarebbe non solo scorretto dal punto di vista nutrizionale, ma verrebbe anche vissuto dal suo bambino come negativo dal punto di vista psicologico. Continui a proporgli il suo latte, integrando poco alla volta con ciò verso cui il suo piccolo nutre più interesse.

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SVEZZAMENTO O AUTOSVEZZAMENTO?

Cara mamma, il suo dubbio è più che lecito. Per diversi anni le indicazioni dei Pediatri sono state piuttosto rigorose nel fornire una scaletta di alimenti predefinita che rappresentasse un vademecum dello svezzamento per i bimbi nel primo anno di vita. Come anche specificato dal Ministero della Salute, attualmente la tendenza è quella di non dare più un ordine obbligato nella scelta dei cibi, ma di seguire le inclinazioni e le preferenze del bimbo, anche in base al contesto culturale in cui il piccolo cresce. Per questo motivo, se sua figlia mostra interesse per ciò che voi adulti consumate, va incoraggiata la sua voglia di scoperta; provi quindi a fare assaggiare anche dal vostro piatto, sempre cercando di limitare l’assunzione di cibi salati o zuccherati e ponendo l’attenzione sugli eccessi proteici.

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IL MIO PEDIATRA NON MI HA DATO SCHEMI PER LO SVEZZAMENTO

Il Pediatra non ha voluto fornirle indicazioni perché le indicazioni più moderne consigliano l’introduzione degli alimenti che consumano gli stessi adulti senza calendari prestabiliti. Se sua figlia assume ancora il latte materno, prosegua tranquillamente il più a lungo possibile: questo non potrà portare che benefici dal punto di vista nutrizionale e psicologico! Visto che la sua bambina ha già compiuto sei mesi, non le resta che sbizzarrirsi con tutti gli alimenti a sua disposizione: tenga conto di seguire le naturali inclinazioni che la sua piccola le mostrerà, e gradualmente potrà inserire tutto il resto. Nella preparazione delle pietanze faccia però attenzione ad utilizzare frutta e verdura di stagione, non aggiungere sale o zucchero; le quantità verranno dettate dalla sua bimba. Un’ultima indicazione le proteine: evitando di somministrare due fonti proteiche contemporaneamente nello stesso pasto.

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PASSATO DI LEGUMI, COME SI FA?

Cara mamma, i legumi possono essere introdotti nell’alimentazione del bambino a partire dai sei mesi di vita, così come la maggior parte degli alimenti. Come noto, i legumi rappresentano una importante fonte proteica e sono quindi da assimilare dal punto di vista nutrizionale alla carne piuttosto che ad un contorno vero e proprio: è quindi corretto assumerli in alternativa e non associati alle proteine animali, anche più di una volta alla settimana. La scelta del tipo di legume da cui iniziare è molto soggettiva e varia in base ai gusti familiari, quindi non vi sono ragioni mediche per sceglierne uno piuttosto che un altro. Gli alimenti freschi garantiscono sicuramente un migliore apporto di nutrienti e sono privi di conservanti, ma è vero anche che necessitano di preparazioni più lunghe: se il tempo non le manca, prediliga le preparazioni degli alimenti freschi.

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A CENA VUOLE SOLO IL MIO LATTE

Cara mamma, l’introduzione delle pappe rappresenta una tappa difficile per ogni bambino; spesso i bimbi allattati al seno sono più restii nell’accettazione di alimenti diversi dal latte materno, sia per una questione di gusti differenti, sia perché vengono meno il calore e la vicinanza della mamma. Per questo motivo, sostituire il pasto latteo può risultare impresa assai ardua; provi ad assecondare i gusti di suo figlio tentando di proporre alimenti diversi ogni sera, in questo modo potrà scoprire quale gusto si addice di più alle voglie serali del suo bimbo. Iniziare con sapori più morbidi e dolci come creme di verdura o frutti, può essere una possibilità che faciliti l’inserimento degli alimenti solidi anche alla sera. Ma soprattutto, non demorda e sia sempre propositiva: il suo piccolo con il passare del tempo si abituerà al distacco come è già successo per il pranzo, e inizierà a scoprire quanto siano interessanti sapori diversi!

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A 7 MESI COME ALTERNARE GLI ALIMENTI NEL MODO GIUSTO?

Cara mamma, l’alimentazione di suo figlio di 7 mesi e mezzo deve essere il più possibile varia. Con il passare del tempo si avvicina inoltre sempre di più a quella che sarà la sua alimentazione per le età successive; per questo motivo le consiglio di provare a proporre, oltre ai classici omogeneizzati, anche gli alimenti così come li mangiamo noi adulti: sarà positivamente sorpresa dall’interesse che mostrerà per i nuovi sapori! Una dieta varia consta di carne, pesce, cereali, formaggi, verdura e frutta, equamente distribuiti nella settimana: inoltre in ogni pasto devono essere presenti verdure, cereali, proteine (o di tipo animale o ti tipo vegetale) e frutta. Tenga sempre presente di non proporre mai due alimenti proteici nello stesso pasto, per il resto sarà la sua fantasia a farle variare i piatti per fare scoprire progressivamente tutte le sfaccettature degli alimenti.

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COME ALTERNARE I CIBI PER NON STUFARE LA MIA BIMBA DI 8 MESI E MEZZO?

Cara mamma, è assolutamente comprensibile che la sua piccola bimba sia stufa di mangiare sempre le stesse cose; come è noto, la tradizione vuole che i bambini debbano introdurre gradualmente gli alimenti per evitare le temute sensibilizzazioni allergiche. Ebbene, questo rigido schema attualmente non vede più molti seguaci, poiché è stato dimostrato che l’introduzione precoce di vari alimenti non aumenta le predisposizioni allergiche dei nostri figli. Quindi, perché non prova a proporre alla sua bimba quello che mangiate voi a tavola? Vedrà che sarà sicuramente interessata alla novità di poter assaggiare cose nuove e sfiziose. In questo modo avrà la possibilità di cambiare menu tutti i giorni, offrendo verdure e frutta di stagione e utilizzando ingredienti il più possibile vari.

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A 10 MESI, CHE COSA FARGLI MANGIARE LA SERA A CENA? IL PEDIATRA DICE DI FARLO MANGIARE LEGGERO

Cara mamma, il suo bimbo è sufficientemente grande per avere una dieta abbastanza varia da non farlo annoiare. L’alimentazione degli individui di qualsiasi età deve essere eterogenea, tanto a pranzo quanto a cena, per garantire un corretto apporto di macro e micronutrienti. E’ vero che il pasto serale deve essere più leggero di quello del pranzo dal punto di vista energetico (la ripartizione calorica tra pranzo e cena è infatti la seguente: 40% pranzo, 30% cena), ma non per questo suo figlio deve essere limitato ad assumere solo verdura; carne e pesce sono concessi, così come qualsiasi altro alimento possa garantire un’alimentazione bilanciata. Dovrà sicuramente fare attenzione a non esagerare con l’apporto proteico, limitandolo quindi alla carne, al pesce o al formaggio (mai più di una fonte proteica).

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BRODO FRESCO O CONGELATO?

Il brodo vegetale è la base con cui tradizionalmente si inizia lo svezzamento; la preparazione casalinga è naturalmente consigliabile perché garantisce maggiore genuinità e controllo degli ingredienti. Però non sempre è facile avere il tempo di mettersi ai fornelli tutti i giorni; è quindi importante sapere che il brodo può essere preparato e conservato per i giorni successivi, mantenendo alcune accortezze. Innanzitutto prepari in un pentolone tutto il brodo a lei necessario, che poi verrà filtrato e suddiviso in contenitori monoporzione per comodità di utilizzo; ricordi sempre di fare raffreddare il tutto prima di riporlo nel cassetto del congelatore. Come tutti gli alimenti, anche il brodo congelato ha una scadenza: è utile apporre un’etichetta su ogni monodose per indicare la data di congelamento, tenendo conto di consumarla entro 2-3 mesi. Infine, il processo di scongelamento deve essere lento.

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COME INTRODURRE GLI ALIMENTI? SOPRATTUTTO QUELLI ALLERGIZZANTI

Cara mamma, niente paura sulla cosiddetta scaletta degli alimenti da introdurre durante lo svezzamento. Ormai le indicazioni internazionali e del Ministero della Salute non sono più rigorose come quelle di una volta: per questa ragione, non vengono più indicate tempistiche rigide per i vari alimenti, ma si consiglia di seguire l’interesse del bambino all’interno del contesto familiare in cui cresce. Gli alimenti che un tempo venivano considerati allergizzanti, non hanno mostrato maggior potere negativo se introdotti più precocemente in bambini che non possiedono predisposizione allergica (cioè la presenza di uno o entrambi genitori allergici).

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A 10 MESI LA PEDIATRA MI HA DETTO DI SEPARARE PRIMO E SECONDO: NON E' PRESTO?

Pediatra di iniziare a proporre pasti completi per la sua bimba di 10 mesi è assolutamente pertinente. Un primo, un secondo e un contorno rendono il pasto completo e molto simile a quello dell’adulto, cosa auspicabile quanto prima; perché non prova a proporre nel piatto di sua figlia le stesse cose che mangiate voi genitori? Se tagliati a piccoli pezzi, anche gli alimenti più difficili potranno essere assunti senza problemi! Uniche accortezze, si ricordi di fornire una sola fonte proteica per pasto e di non aggiungere sale o zucchero negli alimenti: vedrà che la sua bimba apprezzerà!

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FRUTTA FRESCA O OMOGENEIZZATI? IO PREFERISCO LA FRESCA

Cara mamma, la sua scelta di proporre frutta fresca al suo piccolo bambino durante lo svezzamento è assolutamente condivisibile: in questo modo è sicura della genuinità della stessa e comincia ad abituarlo ai sapori che gusterà anche nelle età successive. E’ vero che molti omogeneizzati contengono aggiunte di zuccheri, assolutamente da evitare nel primo anno di vita, ma non tutte le marche si comportano nello stesso modo: sarà dunque importante scegliere le marche di omogeneizzati e le puree che non aggiungono zuccheri alla frutta, per evitarne gli effetti negativi. In alternativa, l’omogeneizzazione domestica consente un maggior controllo degli ingredienti delle preparazioni.

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NON MANGIA LA FRUTTA, MA SE LA ZUCCHERO SI'. VA BENE?

Cara mamma, i bambini sono sicuramente attratti dal gusto del dolce, ed è il motivo per cui tradizionalmente la frutta ha rappresentato l’alimento principale per iniziare lo svezzamento. Tuttavia la frutta contiene già nella sua struttura degli zuccheri naturali, che vengono assunti dal bambino in quanto parte integrante del frutto stesso. L’aggiunta di zucchero, oltre ad essere un inutile carico calorico, rappresenta un errore alimentare sotto altri diversi punti di vista: offrire alimenti complementari senza zucchero aggiunto può essere utile non solo per gli effetti a breve termine (prevenzione della carie dentaria) ma anche per fissare la soglia del dolce su livelli bassi più avanti nella crescita. Allo stesso modo si sconsiglia l’assunzione di altri prodotti con zucchero aggiunto e di succhi di frutta e altre bevande zuccherate. Provi quindi a proporre poco alla volta vari tipi di frutta alla sua bimba.

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FORMAGGIO GRATTUGIATO DA SUBITO NELLA PAPPA?

Cara mamma, l’alimentazione complementare del bambino a partire dai sei mesi di vita può essere varia e comprendere anche i formaggi. E’ importante però sapere che la comunità scientifica, supportata anche dai consigli del Ministero della Salute, pone l’accento sul consumo degli alimenti proteici nei primi anni di vita: è noto infatti che un eccesso di assunzioni proteiche nel bambino portano ad un maggiore rischio di obesità nell’adulto, con tutto quello che ne consegue per le patologie cui si associano. Faccia quindi particolare attenzione a non fornire più di 10 grammi di formaggio grattugiato nella pappa di suo figlio e a non proporre altri alimenti proteici nello stesso pasto.

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E' VERO CHE LA CARNE BOLLITA NON VA BENE?

Cara mamma, il brodo di carne deve essere preparato ponendo la carne scelta in una pentola e facendo bollire il tutto, con l’aggiunta delle verdure che preferisce, per circa 2 ore. In questo modo la carne rilascerà le sostanze nutritive all’interno del brodo stesso, perdendo in parte il suo valore nutrizionale intrinseco. Tuttavia, il suo bambino ha ormai un’età in cui proporre la carne fresca direttamente sminuzzata o passata, o in alternativa l’omogeneizzato di carne.

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QUANDO INTRODURRE L'UOVO?

Cara mamma, nella tradizione dello svezzamento schematico, l’uovo è uno degli ultimi alimenti ad essere inserito per la paura di sensibilizzazioni allergiche; ancora oggi molti Pediatri consigliano di ritardare la sua introduzione al decimo mese di vita. Tuttavia, le ultime linee guida del Ministero della Salute non pongono alcun limite in tal senso: l’uovo può quindi, come la maggior parte degli alimenti, essere introdotto a partire dal sesto mese di vita, in genere bollito. Tenga conto che la parte più proteica è rappresentata dall’albume, quindi si consiglia generalmente di partire con l’assaggio del tuorlo, per poi proporre anche l’albume in un secondo momento.

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QUANDO INTRODURRE IL POMODORO?

Cara mamma, le tempistiche tradizionali che limitavano l’assunzione degli alimenti secondo una scaletta predefinita sono ormai considerate obsolete dalla comunità scientifica pediatrica. Il pomodoro e di conseguenza il sugo rappresentano un alimento cardine della dieta mediterranea, che possono essere introdotti secondo le esigenze e le abitudini della sua famiglia. Non ci sono infatti evidenze che l’introduzione precoce dei cosiddetti alimenti allergizzanti dia una maggiore probabilità di sviluppo di allergia nelle età successive.

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PAPPA SERALE, CHE ALTERNATIVE DARE AL FORMAGGIO ?

Cara mamma, il formaggio rappresenta un alimento nutriente per il bambino perché ricco di grassi, calcio e proteine, fondamentali per la crescita. Le linee guida dello svezzamento raccomandano però una assunzione limitata di proteine nei primi anni di vita, per prevenire il rischio di sviluppo di obesità in età adulta. Il formaggio può quindi essere assunto alla sera, ma solo nel caso in cui lei non proponga altre fonti proteiche al suo bambino: sarà quindi utile alternare il formaggio serale con altri alimenti quali carne, pesce o legumi, per proporre un’alimentazione il più possibile varia e completa.

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SI SVEGLIA LA NOTTE E CERCA IL SENO: HA FAME?

Il suo piccolo sta crescendo e le motivazioni per cui si sveglia di notte possono diverse; l’eruzione dei denti è una situazione di disturbo che a questa età è molto comune. Quello che mi sento di sottolineare è che il latte materno dovrebbe essere proposto il più a lungo possibile, per prolungarne i benefici; pensi che l’OMS consiglia l’allattamento al seno fino ai due anni! Il latte di proseguimento viene adattato artificialmente a partire dal latte vaccino, e deve quindi essere somministrato solo nel caso in cui il suo latte non dovesse essere sufficiente alle esigenze del suo bimbo; il latte vaccino diuluito non viene attualmente consigliato dal punto di vista nutrizionale per l’elevato contenuto di proteine. Tenga conto che più il bimbo cresce e aumenta l’assunzione di cibi solidi, meno sarà la sua richiesta di latte materno, la cui produzione si adeguerà alle esigenze del lattante. Non si scoraggi.

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BISCOTTO GRANULATO NEL LATTE LA SERA? LA BIMBA HA 6 MESI E MANGIA LA PAPPA SOLO A PRANZO

Cara mamma, il valore nutrizionale del biscotto aggiunto nel latte serale è piuttosto basso ed aggiunge calorie superflue all’alimentazione del suo piccolo di sei mesi. Inoltre il latte in formula che il suo bimbo assume rappresenta già di per sé un carico proteico piuttosto elevato; poiché le raccomandazioni del Ministero della Salute consigliano una alimentazione povera di proteine nei primi anni di vita, quello che mi sento di consigliarle è di evitare l’aggiunta di biscotto o farina multicereali nel latte serale. Dato che suo figlio ha già compiuto sei mesi, perché non prova ad introdurre il pasto serale? Potrebbe in questo modo unire la scoperta di provare nuovi sapori con l’utilità di una alimentazione corretta.

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COME ORGANIZZARSI CON LA PAPPA IN VACANZA?

Cara mamma, l’esperienza del viaggio si rivelerà sicuramente favolosa anche con il suo piccolo bambino in corso di svezzamento. La maggior parte delle compagnie navali è organizzata con pasti preparati appositamente per i nostri piccoli amici, quindi se lei ha già introdotto la maggior parte degli alimenti, sarà molto facile scegliere dal menu apposito qualcosa che possa andare bene anche per suo figlio; tenga conto che alla sua età è possibile fargli provare una dieta simile a quella dell’adulto. Se invece sta ancora proseguendo con pappe e omogeneizzati, niente paura: dovrà solo portare da casa lo stretto necessario (di solito gli omogeneizzati e le pastine non sono presenti sulle navi), mentre per le preparazioni potrà chiedere aiuto allo staff, che normalmente si rende disponibile in queste situazioni. Può comunque provare a contattare preventivamente la Compagnia per chiedere informazioni in merito.

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SVEZZATO A 5 MESI E MEZZO. A VOLTE MANGIA A VOLTE RIFIUTA IL CIBO

Cara mamma, per i nostri bimbi il passaggio da un’alimentazione completamente lattea all’assunzione di cibi solidi è un cambiamento che spesso può destabilizzare; non tutti i bambini sono in grado di accettare allo stesso modo e volentieri questo importante cambiamento. La ricetta principale per il genitore è quella della pazienza: se un giorno vede che suo figlio ha difficoltà ad assumere la pappa, non si scoraggi e riprovi il giorno successivo senza insistere troppo. E’ anche importante provare a variare i sapori per non fare annoiare il bambino: se il brodo di verdure è il suo unico alimento, provi ogni giorno ad usare la fantasia, sono sicuro che suo figlio sarà felice di assaggiare nuovi cibi.

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QUALE ACQUA DARE?

L’acqua del rubinetto è in linea generale tanto sicura quanto quella in bottiglia, perché controllata e sottoposta a rigorosi parametri microbiologici: risponde alle normative di legge che prevedono il controllo sui germi e sulle concentrazioni di sostanze altre ritenute tossiche. Inoltre l’acqua dell’acquedotto deve essere incolore, insapore, limpida e fresca con quantità di sali minerali che non devono superare i grammi 1,5 per litro, pertanto se il suo sapore è buono ed è dichiarata potabile dal Comune, non ci sono controindicazioni. Se invece preferisse consumare acqua imbottigliata, sappia che vanno valutati alcuni parametri: deve essere un’acqua oligominerale o minimamente mineralizzata (residuo fisso minore di 150 mg/l) a basso contenuto di sodio (meno di 20 mg/l) e ricca in calcio e magnesio; deve valutare la quantità di nitrati (inferiore a 10 mg/l) e fluoro (inferiore a 1,5 mg/l); infine, è importante che non contenga arsenico (più di a 10 mg/l).

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SVEZZAMENTO CON DIETA VEGETARIANA, SI' O NO?

La dieta del bambino in crescita richiede un adeguato apporto di macronutrienti, micronutrienti e vitamine per evitare squilibri che si ripercuoteranno sull’organismo in divenire. E' quindi importante variare il più possibile l’alimentazione fin dal sesto mese di vita. La dieta dell’onnivoro permette quindi di introdurre cibi di origine vegetale e animale, fornendo tutto ciò di cui il bambino possa avere bisogno per la sua crescita. Se invece per convinzione culturale la sua famiglia ha bandito gli alimenti di origine animale, sappia che è comunque possibile garantire un adeguato apporto di nutrienti al bambino con la dieta vegetariana; in questo caso però le consiglio di rivolgersi ad un buon Nutrizionista, il quale potrà impostare uno schema nutrizionale completo e potrà consigliare eventuali supplementazioni per evitare qualsiasi carenza.

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YOGURT, QUALE DARE E DA QUANDO?

Cara mamma, sebbene il latte vaccino come alimento a sé stante debba essere introdotto dopo l’anno di vita, lo yogurt rientra invece nel numeroso elenco degli alimenti che possono essere assunti dal bambino a partire dal sesto mese di vita. Lo yogurt rappresenta un alimento completo, ricco in grassi (fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso e delle membrane cellulari), in proteine (elementi strutturali) e in calcio (per lo sviluppo osseo). Lo yogurt da somministrare dovrà essere a normale contenuto di grassi e possibilmente bianco naturale senza aggiunta di zucchero o frutta; se lo vorrà, potrà essere lei stessa a mettere pezzi di frutta per renderlo più appetibile al gusto del bambino, ma in questo modo eviterà le inutili aggiunte dovute alle lavorazioni industriali.

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QUANDO SI PUO' INTRODURRE IL MIELE?

Cara mamma, come avrà avuto modo di informarsi, lo svezzamento del bambino consiglia di proporre gradualmente tutti gli alimenti senza porre grosse limitazioni alle tempistiche di introduzione. Il miele rappresenta tuttavia un’eccezione a questa “regola”: nonostante sia tradizionalmente più accettato dello zucchero per la funzione dolcificante, si tratta di una falsa credenza. Nel primo anno di vita è sconsigliato l’utilizzo di sostanze dolcificanti da aggiungere agli alimenti, e in secondo luogo il rischio di intossicazione da Clostridium botulinum è reale: si tratta di una malattia potenzialmente mortale se non riconosciuta precocemente, la cui prevenzione evitando l’ingestione di spore è fondamentale. Dopo il compimento dei 12 mesi, l’organismo diventa in grado di neutralizzare le spore del batterio, riducendone sensibilmente il rischio di malattia.

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CARNE AL SANGUE A UNA BIMBA DI 10 MESI?

Cara mamma, nessun alimento è vietato durante lo svezzamento dei bambini, tantomeno la carne. Tenga conto però che per il bambino valgono le stesse indicazioni che per l’adulto: la carne poco cotta infatti rappresenta un rischio non tanto per le sue qualità nutrizionali (che peraltro meglio si preservano senza cottura), quanto per un discorso di igiene alimentare. Molti animali che noi mangiamo sono potenziali portatori di agenti patogeni per l’uomo, tra cui virus, batteri e parassiti; la cottura della carne ad alte temperature uccide i germi scongiurandone perciò la possibilità di contagio. Per questo motivo le consiglio di verificare sempre la provenienza della carne che vuole consumare, qualora la sua intenzione fosse quella di consumarla poco cotta.

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PATATA NELLE PAPPE, VERO CHE VA RITARDATA L'INTRODUZIONE?

Cara mamma, la preparazione della pappa tradizionale ha sempre visto la patata come ingrediente fondamentale insieme ad altre verdure quali carota e zucchina; è noto che alcuni alimenti di origine vegetale, tra cui la patata stessa (ma anche pomodori e melanzane), contengono una sostanza chiamata solanina, potenzialmente tossica se assunta ad alte dosi. E’ bene sapere che tale sostanza si localizza principalmente a livello della buccia e dei fusti e delle foglie, e la sua concentrazione è proporzionale all’esposizione alla luce e alla quantità di germogli presenti sulla patata; con qualche piccola accortezza, utilizzando patate novelle senza germogli, ben sbucciate e ben cotte, il suo piccolo potrà tranquillamente assumerle senza correre rischi.

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SUGO DI POMODORO NELLA PASTINA DI UN BIMBO DI 8 MESI?

Cara mamma, il sugo di pomodoro può essere introdotto in qualsiasi momento durante lo svezzamento di suo figlio; può prepararlo a partire dai pomodori freschi o dalla polpa già pronta. Nel caso utilizzasse gli ingredienti freschi, è buona norma farli bollire per qualche minuto per eliminare i germi e per facilitarla a togliere buccia e semi; per il resto, la preparazione del sugo riprende quella che si utilizza per l’adulto: prepari i pomodori in pentola con un pezzetto di carota e sedano e aggiunga un filo di olio extra vergine di oliva; si ricordi soltanto di non aggiungere sale alla preparazione, superfluo e dannoso negli adulti ma soprattutto nei bambini!

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LEGUMI: VERO CHE FANNO VENIRE LE COLICHE?

Cara mamma, i legumi sono un alimento molto importante nella nostra dieta, poiché molto ricchi di proteine ad alto valore biologico e ferro; per questo vanno assunti anche fino a 4 volte alla settimana in alternativa alla carne. Tuttavia in una percentuale di bambini il loro consumo porta ad avere coliche addominali; ciò è dovuto alla loro fermentazione a livello addominale, con formazione di gas intestinali che ne distendono la parete e provocano dolore. Per ovviare a questo piccolo inconveniente, consiglio di eliminare le bucce con il passaverdura; l’utilizzo del frullatore è invece sconsigliato per il rischio di formazione di aria, che se ingerita ne aumenta il potere distensivo a livello intestinale.

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SALE E SVEZZAMENTO, QUANTO VA AGGIUNTO?

Cara mamma, l’alimentazione del bambino dopo il compimento dei sei mesi deve essere varia, infatti un’alimentazione complementare appropriata ed una transizione verso una dieta familiare bilanciata e nutriente è il presupposto per il benessere in età adulta. Le ultime linee guida non pongono limitazioni riguardo le tempistiche di introduzione dei differenti alimenti, ma sono molto chiare riguardo l’assunzione di sale. L’aggiunta di sale non è raccomandabile nella preparazione di alimenti complementari, di transizione o familiari; questa raccomandazione è infatti un beneficio per tutta la famiglia, tanto che i cibi molto salati, come i sottaceti, le carni salate, i dadi e le zuppe in polvere, dovrebbero essere evitati del tutto. Se si usa il sale per il resto della famiglia, una porzione di cibo deve essere messa da parte per il bambino prima dell’aggiunta di sale.

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QUANDO SI POSSONO INTRODURRE LE FRAGOLE?

Cara mamma, le fragole come la maggior parte degli alimenti che abbiamo a disposizione, non hanno alcuna limitazione riguardo la tempistica di introduzione nella dieta dei nostri piccoli bimbi. In linea teorica è infatti possibile introdurle a partire dai 6-7 mesi di vita del bambino, senza che questo comporti alcun effetto collaterale. E’ tuttavia buona norma sapere che le fragole, come tutti i cibi di colore rosso e altri alimenti, sono considerati istamino-liberatori, ovvero favoriscono la liberazione di istamina che è quella sostanza che può fare venire reazioni cutanee. Per tale motivo non è infrequente che l’assunzione di fragole sia seguita da arrossamenti cutanei, ma questo non significa che si tratti di reazioni allergiche. Infine, mentre il limone può essere tranquillamente utilizzato come condimento, sarebbe meglio non aggiungere zucchero nelle fragole né in altri alimenti.

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ASSAGGIARE IL CIOCCOLATO: SI PUO'?

Cara mamma, nonostante le ultime linee guida ministeriali sullo svezzamento del bambino lascino molta libertà alle famiglie sulle tempistiche di introduzione dei vari alimenti, mi sento di dover fare un’eccezione sulla cioccolata/cacao nel latte. Si tratta infatti di un alimento dolce e calorico, per cui sicuramente da evitare nel primo anno di vita e comunque da non incentivare anche nelle età successive; il suo utilizzo nel latte aggiunge peraltro calorie e proteine ad un alimento che di per sé il bambino dovrebbe imparare ad apprezzare da solo.

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CHE ALTERNATIVE CI SONO ALLE SOLITE PAPPE?

Cara mamma, lo schema di divezzamento con le pappe tradizionali sta vivendo adesso una fase di declino in favore di una proposta di alimentazione complementare che abbracci diversi tipi di cibi e una nutrizione più simile a quella dell’adulto, anche secondo le linee guida del Ministero della Salute. Per questo motivo, il bambino che si stufa presto di assumere la solita pappa può essere un candidato a provare nuovi e sfiziosi piatti; perché quindi non prova a proporre le stesse cose che cucinate per voi genitori? Le possibilità e le combinazioni sono molteplici, e avrà modo di vedere che il suo bimbo non si stancherà dei soliti sapori, continuando a provare sapori sempre nuovi e piatti differenti. Potrà sperimentare piatti di carne, pesce e verdure a suo piacimento, sempre tenendo presente la regola fondamentale di non aggiungere sale alle preparazioni: in questo modo il gioco è fatto!

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PESCE? INIZIARE DALL'OMOGENEIZZATO?

Cara mamma, gli omogeneizzati di pesce sono alternative valide al pesce fresco in quanto sono nutrizionalmente e microbiologicamente sicuri. Può pertanto alternare le due proposte, prediligendo nel caso di preparazione casalinga metodi di cottura semplici, con pochi grassi preferibilmente utilizzati a crudo e senza l’aggiunta di sale, a cui può abbinare verdure di stagione cucinate con le stesse modalità. Ovviamente il pesce fresco deve rispondere a rigidi criteri di sicurezza alimentare.

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COME SI CUCINA IL PESCE? VORREI EVITARE L'OMOGENEIZZATO

Cara mamma, la cottura al vapore è una delle più indicate per il pesce, in quanto permette di mantenere intatte le proprietà nutrizionali. Alternative valide sono le cotture al forno, o comunque con pochi grassi, da utilizzare preferibilmente a crudo. Può poi aggiungere il pesce alla pappa in caso stia optando per lo svezzamento tradizionale, o proporlo come alimento a se stante in caso di svezzamento libero. È sempre preferibile sminuzzare o passare gli alimenti, evitando l’uso del frullatore che fa incorporare troppa aria nei cibi.

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PRIMI PASSATI DI VERDURE: COME SI FANNO?

Cara mamma, frutta e verdura non devono mai mancare sulla tavola dei nostri bimbi; gli alimenti freschi preservano generalmente tutti i nutrienti e sono privi di conservanti, sebbene spesso siano arricchiti di sostanze nocive per il nostro organismo, quali pesticidi e antiparassitari. Se l’origine dei suoi alimenti è controllata e sicura, allora gli alimenti freschi non presentano alcuna controindicazione e sono da preferire rispetto alle altre preparazioni, anche in considerazione del fatto che tutto quello che viene prodotto industrialmente contiene conservanti. D’altra parte, la sicurezza alimentare dei prodotti inscatolati è garantita da standard internazionali e quindi di regola potrà proporre quello che compra al supermercato anche a suo figlio; l’utilizzo dell’uno o dell’altro prodotto dipenderà anche dal tempo a sua disposizione per la preparazione.

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VERDURE: SI POSSONO UTILIZZARE QUELLE SURGELATE?

Cara mamma, non ci sono problemi a proporre le verdure surgelate ai bambini: così come le mangiamo noi adulti, allo stesso modo anche i nostri figli possono alternare verdure fresche e verdure surgelate. In linea di massima, gli alimenti freschi se provenienti da fonte sicura garantiscono un migliore apporto di nutrienti e sono privi di conservanti; d’altra parte è vero anche che necessitano di maggiore tempo a disposizione per la loro preparazione. Se i ritmi di vita non le permettono di avere tempo a sufficienza, l’alimento surgelato garantirà comunque ottimi standard di nutrizione e sicurezza alimentare.

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STITICO A 7 MESI: HO TOLTO LE FARINE NELLE PAPPE, CHE ALTRO POSSO FARE?

Per prima cosa aumenti la quota di liquidi introdotti dal tuo bimbo nell’arco della giornata: via libera quindi ad acqua a volontà, benissimo il brodo a pranzo. Dobbiamo inoltre sfruttare l’effetto delle fibre, per cui prova a sostituite il passato di verdure con le verdure “intere”, alternando verdure di vario tipo e proponendole sia fresche che cotte. Lo stesso vale per la frutta. Non ha senso invece eliminare le farine: provi invece a proporre cereali di vario tipo, anche integrali. Nella sua domanda non specifica infine se sta allattando al seno o artificialmente; tenga conto che il latte artificiale fisiologicamente rende più stitici, e che comunque con l’inizio dell’alimentazione complementare le feci si modificano come consistenza e come numero di evacuazioni: pertanto può essere normale non scaricarsi più quotidianamente e non è necessario praticare delle perette se il bambino non è disturbato.

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MERENDA A 6 MESI APPENA INIZIATO LO SVEZZAMENTO, CHE DARE?

Cara mamma, per la merenda di metà pomeriggio può introdurre dello yogurt bianco intero a cui aggiungere eventualmente della frutta fresca; altre alternative sono la frutta fresca, oppure dei dolci fatti in casa con pochi zuccheri, i biscotti secchi, oppure le merende “salate”, cioè composte da pane con creme di verdure o con olio extravergine di oliva.

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MERENDA A 8 MESI: FACCIO IN CASA TORTE, FOCACCE, BISCOTTI, YOGURT. VANNO BENE?

Cara mamma, certo che fa bene! Il momento dell’alimentazione complementare è il migliore per proporre ai piccoli la maggiore varietà possibile di sapori. Le raccomando solo di fare attenzione a non aggiungere sale né zucchero negli alimenti che propone, al fine di non abituare i bimbi a gusti che poi ricercheranno tutta la vita.

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MANGIA SOLO SE IMBOCCATO

Cara mamma, è vero che non imboccare i bambini stimola la ore autonomia…ma è altrettanto vero che ogni bambino è a sé, per cui ci sono bambini più intraprendenti di altri per quanto riguarda la scoperta e la manipolazione degli alimenti. Quello che la deve rassicurare è il fatto che il suo bambino mangi tutto senza sputare: è infatti la prova che è felice e pronto a provare i nuovi gusti che lei gli sta proponendo. Prosegua quindi con l’introduzione degli alimenti complementari e con la proposta della possibilità di prendere autonomamente del cibo. Lo lasci fare e…vedrà che la curiosità e il desiderio di imitazione farà la sua parte!

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CON LO SVEZZAMENTO IL LATTE FINISCE?

Cara mamma, fino ad ora ha fatto un ottimo lavoro garantendo al suo piccolo bimbo l’alimento migliore che potesse offrirgli. La natura ha fatto in modo che il latte materno potesse essere sufficiente per tutti i bambini fino a circa 6 mesi, momento in cui inizia a diventare carente per garantire una crescita ottimale; per questa ragione è importante cominciare ad offrire alimenti differenti con lo svezzamento, in modo da garantire un adeguato apporto di micronutrienti, macronutrienti e calorie. Come processo fisiologico noterà che il suo latte inizierà a diminuire, ma sarà pur sempre un complemento importante nell’alimentazione di suo figlio, nonostante venga progressivamente e naturalmente sostituito da altri cibi. Provi ad allattare il suo bimbo il più a lungo possibile, vedrà che anche con l’introduzione di altri nutrienti l’apporto del suo latte sarà insostituibile.

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QUANTO LATTE DARE A 7 MESI?

Cara mamma, come lei ha già avuto modo di notare, le merende già pronte per bambini sono costituite in gran parte da zuccheri aggiunti (e altri ingredienti) che non sono nutrizionalmente adeguati ai piccoli consumatori; per questo motivo non è indicato il loro consumo nei primi anni di vita. E’ difficile indicare una quantità standard di latte per un bambino di sette mesi; in linea generale, a questa età i bambini sono soliti consumare due pasti lattei da circa 200-250 ml l’uno. Se l’idea di sostituire la merenda lattea con una merenda con frutta le può interessare, le consiglio di prepararla direttamente da sé, scegliendo in prima persona gli ingredienti migliori e più appetibili per il suo bimbo.

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E' VERO CHE IL LATTE VACCINO E' PIU' SOSTANZIOSO DI QUELLO MATERNO?

Cara mamma, il suo bimbo di un anno ha una lunghezza e un peso assolutamente nella norma per l’età, che sebbene non ai limiti superiori delle curve di crescita, non destano alcuna preoccupazione; per quanto riguarda il suo latte, le basti sapere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di proseguire l’allattamento materno fino ai due anni di vita e il latte vaccino non è sicuramente una valida alternativa; il latte vaccino non è più sostanzioso del latte materno, al contrario contiene una quota maggiore di proteine (più del triplo delle proteine del latte umano). Questo dato si traduce in una maggiore crescita del bambino nei primi anni di vita, ma in un successivo maggior rischio di obesità in età adulta; per tale motivo e per tutti gli altri vantaggi che il latte materno fornisce, non vi sono motivi per cui lei debba interrompere l’allattamento.

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E' INTOLLERANTE AL LATTE VACCINO: VA BENE IL LATTE DI SOIA?

Cara mamma, a mio parere la diagnosi di allergia o intolleranza alle proteine del latte vaccino deve essere posta a seguito di una valutazione allergologica pediatrica: sarà lo specialista a prescriverle, in caso di necessità, il latte più adatto alle esigenze della sua bambina. Oltre al latte di soja esistono infatti altri latti “speciali” che possono essere più indicati in caso di allergia alle proteine del latte vaccino, e la prescrizione di qualsiasi latte è un’azione medica, per cui è meglio evitare il fai da te. Lo specialista allergologo potrà, inoltre, impostare l’adeguato follow up nutrizionale e clinico-auxologico, sempre necessario al fine di evidenziare e prevenire inadeguatezze nella crescita della sua bambina.

IL PEDIATRA MI CONSIGLIA DI INIZIARE LO SVEZZAMENTO A QUATTRO MESI. CHE FACCIO?

Il divezzamento è un processo naturale cui il bambino giunge attraverso l’acquisizione di varie tappe di maturazione neurofunzionale e anatomica, non per l’adeguamento dei sistemi enzimatici digestivi, che sono cosa innata. L’OMS consiglia di iniziare con l’introduzione di alimenti diversi dal latte dopo il compimento dei sei mesi di vita, a meno che non vi siano motivi medici, come ad esempio una scarsa crescita, per iniziare più precocemente e comunque non prima dei 4 mesi. La mamma riconoscerà che il proprio figlio è pronto, nel momento in cui riesce a mantenere il capo eretto, ha imparato a deglutire i solidi, mostra interesse verso ciò che mangiano i genitori e coordina occhi, mani, bocca per guardare il cibo, afferrarlo e portalo alla bocca. La scelta degli alimenti da introdurre è molto varia a seconda delle differenti culture.
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