Vaccinazioni obbligatorie

Crollo delle vaccinazioni obbligatorie ai bambini. L'Oms richiama l'Italia

vaccinazionebimbo
03 Febbraio 2015
Un quadro allarmante quello che emerge dai dati del ministero della Salute relativi al 2013, che evidenziano come le coperture vaccinali nazionali raggiungono il livello più basso degli ultimi 10 anni. Una flessione che si registra per quasi tutte le vaccinazioni. Gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno richiesto un incontro urgente a Lorenzin.
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Non sono mai state così poche come negli ultimi 10 anni. E' crollato il numero dei bambini vaccinati in Italia.  

 

E' questo quanto emerge dai dati del ministero della Salute relativi all'anno 2013 e pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e si riferiscono alle coperture vaccinali a 24 mesi di età (quindi per bimbi nati nel 2011).

 

Ad essere in calo, gran parte delle vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente alla popolazione italiana ed in particolare il morbillo, nonostante proprio il 2015 sia il termine ultimo fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per eliminare questa malattia in Europa. 

 

In calo anche le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, parotite, rosolia e Haemophilus influenzae b (Hib). Tra queste, le prime quattro sono considerate vaccinazioni obbligatorie.

 

Questo andamento, rileva l'Iss, ''rende indispensabile interventi urgenti''. Il mantenimento di coperture vaccinali elevate ''è fondamentale per prevenire epidemie ed evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia" continua l'Iss'.

 

I dati: calo marcato per morbillo e rosolia

 

Secondo i dati pubblicati dall'Iss, la vaccinazione esavalente (difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomelite ed emophilus B) registra un calo delle coperture in quasi tutte le Regioni.

 

Diminuisce nel 2013 all'88,1% del totale anche la copertura per morbillo, parotite e rosolia, contro il 90% del 2012. Il calo delle coperture vaccinali per morbillo e rosolia, avverte l'Iss, ''è più marcato rispetto alle altre vaccinazioni ed è stato registrato in tutte le Regioni''.

 

Perché i bambini vengono vaccinati meno?

 

Le possibili cause possono essere differenti, ma in particolare c'è una errata percezione nella popolazione dell'importanza delle vaccinazioni a causa delle campagne mediatiche in atto contro i vaccini.

 

Iss avverte che questo andamento in flessione non può essere ignorato ''anche alla luce delle recenti recrudescenze di malattie ritenute sotto controllo o eliminate''. (Leggi anche lo speciale VACCINAZIONI AI BAMBINI)

 

L'Oms richiama l'Italia

 

L'Oms ha chiesto all'Italia "un incontro urgente con il Ministro della Salute Lorenzin a marzo".

 

I dati italiani, rileva Waidid (l'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici) ''risultano ancora incompleti" e per questo è stato richiesto questo incontro urgente a conclusione dell'incontro a Copenhagen dell'Oms per fare il punto sulla campagna di vaccinazioni in UE.

 

Che cosa succede se un genitore non vaccina il proprio figlio?



Se un genitore si rifiuta di far vaccinare il figlio, verrà chiamato per un colloquio informativo presso la ASL di appartenenza. Un tempo i bambini non vaccinati non potevano frequentare le scuole e i genitori venivano segnalati ai Tribunali dei minori per una verifica dell’idoneità genitoriale. Oggi non è più così.

Il rifiuto non compromette la scolarità del bambino, anche se il genitore verrà richiamato periodicamente dalle autorità sanitarie nella speranza che abbia cambiato idea. Al compimento del diciottesimo anno di età, il ragazzo non vaccinato verrà invitato ad attuare di sua spontanea volontà le misure di prevenzione.

Si ricorda però che, in caso di epidemia o contagio favorito da comportamenti pericolosi per la collettività o per coloro con i quali si è venuti a contatto, il giudice può decidere di procedere penalmente contro chi non ha fatto tutto il possibile per evitarlo. Tale evenienza è più teorica che reale, anche se a questo principio di sono appellati alcuni processi per diffusione del contagio da HIV.