Vaccini

Immagini shock per mostrare l'importanza di vaccinarsi: ecco la proposta dei medici

Di Nicolò De Rosa
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27 giugno 2016
La comunità scientifica propone immagini forti per mostrare le conseguenze di alcune malattie infettive in modo da combattere le discutibili teorie contro le vaccinazioni.

In un dibattito dove le evidenze scientifiche vengono sempre più spesso messe in discussione da opinioni che, nonostante la dubbia autorevolezza, riescono ad ottenere un consenso piuttosto diffuso, la soluzione potrebbe essere un forte impatto con la dura e cruda realtà.

 

Questo il criterio dietro la proposta avvallata dall'intero mondo della scienza di far circolare immagini disturbanti per mostrare gli effetti di alcune patologie sul corpo umano, patologie che potrebbero benissimo essere debellate con un semplice vaccino.

 

Analogamente alle scritte e alle foto dei tumori sui pacchetti di sigarette, i medici intervenuti al convegno della Fnomceo "Vaccinazioni oggi" (appena terminato a Roma) vorrebbero dunque mostrare chiaramente le conseguenze devastanti di certe malattie infettive, al fine di scoraggiare le martellanti campagne anti-vaccini che in supporto delle loro convinzioni recano in supporto materiale scarsamente probante ma ben condito da molto pathos e intriganti teorie complottistiche.

 

 

Una misura consigliata da ricercatori e pediatri

 

La forte misura è stata caldamente consigliata da ricercatori, pediatri, epidemiologi e docenti universitari, soprattutto alla luce del fatto che in Italia si muore ancora di malattie infettive (es: molto riportata dalle agenzie di stampa il riferimento al caso di Anna, la piccola deceduta lo scorso anno senza aver compiuto il primo mese di età per aver contratto la pertosse dalla mamma).

 

«I genitori non hanno una reale percezione del rischio: le malattie infettive non fanno più paura, perché, grazie alle vaccinazioni, sono meno diffuse di un tempo. E invece non dobbiamo abbassare la guardia, perché basta un niente per farle riesplodere. – ha affermato Sergio Abbrignani, Direttore Scientifico dell’Istituto nazionale di Genetica Molecolare - Ma all’irrazionalità delle paure verso i vaccini serve poco contrapporre i nostri freddi numeri e grafici. Dobbiamo combattere le emozioni con le emozioni».

 

LOTTA ALLA DISINFORMAZIONE

 

Durante il convegno i relatori hanno elencato alcuni tra gli episodi più famosi di teorie contrarie alla vaccinazione, le cui origini si possono ricercare nella nota vicenda di Wakefield, l'ex medico inglese (in seguito radiato dall'Ordine) che propagandò la falsa notizia del presunto legame tra vaccino per morbillo- rosolia - parotite e autismo.

 

Sia la Magistratura che la ricerca hanno sempre sconfessato una tale relazione, ma tanto è bastato per innescare una parata di pseudo-esperti da Talk-Show e Vip fanatici delle cure alternative che ogni tanto si palesano con dichiarazioni shock e debolmente argomentate (l'ultimo, famoso caso riguarda le dichiarazioni del musicista Red Ronnie).

 

Uno dei punti più attaccati dai nemici della vaccinazione riguarda la natura degli eccipienti, ma, come ha spiegato nel suo intervento la pediatra Leila Bianchi, «se il mercurio non è praticamente più utilizzato, l'alluminio, usato come adiuvante, è difficilmente eliminabile ma è presente in quantità minime: quello assunto con un vaccino è al massimo 4 mg, mentre quello ingerito in un giorno con il latte materno latte materno ammonta a 10 mg, che salgono a 40 se il bambino è alimentato con i latti formula e a 120 con il latte di soia»

 

Il programma dei prossimi mesi è quindi quello di proseguire una campagna mediatica che smonti pezzo per pezzo le bufale anti-vaccino, accompagnando ad essa maggiore informazione su cure e malattie che aumentino la consapevolezza generale del problema.

 

FONTE: Ansa.it, Adnkronos, QuotidianoSanità.it