Nostrofiglio

Salute bambini

Vaccini contro il meningococco per i bambini: le 9 cose da sapere

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
bambina_vaccino

23 Novembre 2014 | Aggiornato il 06 Novembre 2017
Contro la meningite da meningococco sono disponibili tre vaccini: anti-meningococco B, anti-meningococco C e tetravalente contro i sierotipi A,C,W135,Y. Ecco tutto quello che bisogna sapere

Facebook Twitter Google Plus More

1. Che cos’è la meningite e perché fa tanta paura

La meningite è un'infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può causare sintomi neurologici che possono portare, sia pure di rado, gravi complicanze come sordità, ritardo mentale e paralisi, fino, in situazioni estreme, alla morte. Può colpire a qualunque età, ma è più diffusa sotto i cinque anni - in particolare nei bambini con meno di un anno di età - e tra i 12 e i 21 anni


Nella maggior parte dei casi la malattia è di origine infettiva ed è causata principalmente da virus e batteri. La forma virale è più comune, ma anche più benigna. La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più seria.

 

Tra i batteri responsabili di meningite nel neonato troviamo Haemophilus influenzae tipo b (contro il quale c'è un vaccino, compreso nell'esavalente), streptococco di gruppo B, Escherichia coli e Listeria monocytogenes. Nel lattante e nel bambino più grande i principali responsabili sono invece il meningococco (Neisseria meningitidis) e lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae).

 

Meningite da meningococco: rara ma grave
In base ai dati del sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (ISS), nel 2015 ci sono stati in Italia 196 casi di meningite da meningococco. Non è dunque una malattia molto diffusa, tuttavia si tratta di un’infezione severa, con una rapida evoluzione, una mortalità del 10-15% (dovuta in genere a sepsi o setticemia), e un rischio dell’11-19% di complicanze serie, come ritardo mentale, malattie del sistema nervoso, sordità, disturbi della sfera psico-affettiva.

È possibile una terapia con antibiotici, ma perché sia efficace è essenziale la tempestività della diagnosi, che non sempre si riesce a fare. E ci sono casi che vanno incontro a esiti negativi anche se la terapia viene iniziata prontamente.


2. Quanti tipi di meningite da meningococco ci sono
"Esistono vari gruppi o sierotipi di meningococchi, ma solo 5, cioè A, B, C, W135 e Y, sono responsabili della malattia meningococcica invasiva" spiega Silvia Declich, direttore del Reparto di epidemiologia delle malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. "I sierotipi che circolano più di frequente in Italia e in Europa sono B e C, mentre in Asia e Africa è più diffuso il tipo A e negli Stati Uniti si trovano anche W135 e Y".


3. I vaccini attualmente a disposizione
Il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare la meningite. Attualmente sono disponibili tre tipi di vaccini:

  • contro la meningite di tipo C;
  • contro la meningite di tipo B;
  • tetravalente, contro i sierotipi A, C, W135, Y. 

4. Il vaccino contro il Meningococco C (MenC)
Disponibile già da parecchi anni, è inserito tra le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale per la prevenzione vaccinale. Poiché è stato introdotto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è gratuito in tutta Italia. Questo ha consentito di vaccinare sempre più bambini e di avere una significativa riduzione dei casi di meningite C, con il risultato che attualmente il sierotipo B è il più frequente in Italia. Ricordiamo che la vaccinazione contro il meningococco C è tra quelle caldamente raccomandate, ma non obbligatorie.


Il Piano nazionale vaccini 2017-2019 (l'ultimo in vigore) prevede la somministrazione del MenC a tutti i bambini di età compresa tra 13 e 15 mesi, in concomitanza con il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia). Per gli adolescenti è indicato il tetravalente ACWY, il cui uso è comunque approvato a partire dai due anni d'età.

 

Il vaccino contro il MenC in Toscana
A seguito della registrazione, in Toscana, di un focolaio di meningite da meningococco C, la Regione ha avviato una campagna straordinaria di vaccinazione che, tra le altre misure, prevede la vaccinazione straordinaria, con più dosi, di bambini e ragazzi. 

La vaccinazione contro il meningococco C viene offerta gratuitamente:
- ai nuovi nati: prima dose dal 13° al 15°mese di vita (preferibilmente al 15°) - seconda dose dai 6 anni compiuti al 9 non compiuti – terza dose a 13 anni compiuti;
- ai ragazzi appartenenti alla fascia di età 9 - 20 anni già vaccinati con una dose di vaccino da più di cinque anni. In questo caso il richiamo è fatto con tetravalente ACWY;
- ai non vaccinati di qualsiasi età, fino al compimento dei 20 anni.

 

5. Il vaccino tetravalente A,C,W135,Y (Mcv4)
Nel calendario vaccinale 2017-2019 è indicato come vaccino raccomandato agli adolescenti, sia come completamento della copertura (per chi era già stato vaccinato con MenC) sia come prima immunizzazione (per chi non aveva mai fatto il vaccino contro il meningococco C). In questo caso, si può fare già a partire dai due anni.

 

Il vaccino tetravalente è anche raccomandato per viaggiatori che si recano in paesi dove sono presenti questi sierotipi di meningococco.

 

6. Il vaccino contro il meningococco B (MenB)
È una delle grandi novità del Piano vaccinale 2017-2019, che lo prevede per tutti i nuovi nati. Anche in questo caso, si tratta di una vaccinazione caldamente raccomandata ma non obbligatoria. Sono previste tre dosi nel primo anno e una quarta al 13esimo mese.

 

Poiché non si hanno ancora dati definitivi sulla durata della protezione, non è escluso che in futuro possa essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare. 


7. Perché i vaccini contro la meningite B e C rientrano tra le vaccinazioni raccomandate e non tra quelle obbligatorie

La distinzione non ha niente a che fare con criteri di sicurezza o di efficacia, tanto che i vaccini in questione sono caldamente raccomandati e sono offerti dalle regioni in modo attivo (cioè si riceva a casa l'invito a farli) e gratuito (per il MenB la gratuità vale a partire dai nati nel 2017).

 

Secondo quanto specificato dalla circolare operativa del Ministero della salute sulla legge relativa all'obbligo vaccinale, la non obbligatorietà di queste vaccinazioni (come pure contro pneumococco, rotavirus e HPV) è giustificata con il fatto che prevengono malattie meno frequenti nel nostro paese, o non particolarmente contagiose. 


8. I possibili effetti collaterali dei vaccini contro la meningite
"Gli effetti indesiderati più comuni dei vaccini contro il meningococco C (anche tetravalente) sono rossore, gonfiore, e dolore nel sito di iniezione, che durano 1-2 giorni" spiega Declich. "Le reazioni sistemiche sono più rare e comprendono febbre lieve,  sonnolenza, mal di testa, nausea e malessere generale, che si risolvono in 2-3 giorni" . 

"Per il vaccino contro il meningococco B c’è un maggiore riscontro di febbre, che si verifica circa nel 70-80% dei casi, soprattutto se il vaccino viene fatto in concomitanza con altri". 


Infine, va considerato che, come per qualsiasi altra vaccinazione, "anche i vaccini contro il meningococco possono causare reazioni allergiche di varia entità fino allo shock anafilattico, anche se sono situazioni estremamente rare". 

 

 

9. Fare o non fare i vaccini?

Dice Silvia Declich: "I vaccini sono farmaci straordinari, il cui uso ha permesso di ridurre la frequenza di gravissime malattie, se non addirittura l’eradicazione, come è avvenuto per il vaiolo. 

 

È vero che alcune malattie infettive, come la poliomielite o la difterite, sono molto rare o addirittura sono già state eliminate in Italia ed in Europa, grazie a efficaci programmi nazionali di immunizzazione. Tuttavia, queste ed altre malattie prevenibili da vaccino sono ancora presenti, soprattutto in alcune parti del mondo, e i viaggiatori quindi possono infettarsi e importare tali malattie in paesi in cui non sono presenti. 

 

Quando i livelli di copertura vaccinale scendono, si verificano focolai epidemici. È per questo che, ancora oggi, si verificano epidemie di morbillo, parotite, rosolia, in comunità di bambini non vaccinati perché appartenenti a popolazioni difficili da raggiungere o perché i genitori sono anti-vaccinatori".  

 

E prosegue l'esperta: "Non bisogna dimenticare che con le vaccinazioni si ottengono due scopi: da un lato proteggiamo noi stessi da malattie potenzialmente gravi; dall’altro si contribuisce alla cosiddetta ‘immunità di gregge’, che si ottiene quando una percentuale molto elevata della popolazione è vaccinata e protegge la restante parte, grazie alla ridotta circolazione di un agente infettivo.

 

Ciò vale per tutte le malattie prevenibili con i vaccini tranne il tetano, che non è trasmesso da persona a persona. Vaccinarsi è quindi in realtà una scelta importantissima per la protezione individuale ma che ha ricadute anche per l’intera collettività. Si deve continuare a vaccinare i nuovi nati anche se le malattie prevenibili da vaccino sono diventate più rare, perché l’accumulo di suscettibili (cioè persone non vaccinate) causerebbe di nuovo un aumento di casi delle stesse malattie divenute oggi rare o poco frequenti".

 

"Se certe malattie sono rare o assenti, non è perché il vaccino è stato usato in passato, ma perché il vaccino continua a essere usato".