Vaccini

Reportage New York Times: a cosa servono i vaccini

vaccini
13 Febbraio 2015
Il quotidiano Usa New York Times ha dedicato un video reportage alla paura dei vaccini, spiegando perché è nata questa paura e le conseguenze del ritorno di alcune malattie che ormai erano scomparse in Occidente
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Il dibattito che si è aperto negli ultimi anni sull'efficacia dei vaccini non ha basi scientifiche. Eppure pregiudizi e false credenze hanno spinto molte persone a diffidare dei vaccini. Con il risultato che negli Usa (mancano gli studi per altri Paesi, ma è verosimile che la situazione sia la stessa) stanno tornando alcune malattie come pertosse e morbillo.

 

"Oggi quello che si sta perdendo è ‘l'immunità di gregge’, cioè quando almeno il 92% della popolazione è vaccinata. Se questa soglia si abbassa il pericolo di diffusione diventa reale, e i più esposti sono i neonati. La loro salute dipende, infatti, dall'immunità di chi è loro vicino" denuncia un reportage del New York Times

 

Guarda il video del reportage del New York Times pubblicato dalla rivista Internazionale: 

La Battaglia dei Vaccini

 

Seth Mnookin nel suo libro "The Panic Virus" spiega nel reportage che le paure verso i vaccini sono nate nel 1998, in seguito di un articolo pubblicato sulla rivista medica Lancet scritto dal dottor Andrew Wakefield.  Questo medico ipotizzava un legame tra il vaccino Mmr trivalente e l'autismo. Era un articolo privo di fondamento, ma che ebbe notevole risalto mediatico. Infatti studi successivi su centinaia di migliaia di bambini non hanno trovato alcun legame tra questo vaccino e l'autismo. Mentre altre indagini hanno rivelato che Wakefield aveva violato l'etica professionale. Wakefield è stato radiato dall'ordine dei medici e Lancet ha ritirato l'articolo. Ma oramai questa teoria si era già diffusa tra la popolazione. Leggi anche: Crollo delle vaccinazioni obbligatorie ai bambini. L'Oms richiama l'Italia

 

Secondo il reportage del  New York Times probabilmente la scienza ha difficoltà a comunicare con la gente.

"Il linguaggio della scienza, che si basa su prove ed esperimenti, è diverso dalla lingua corrente, usa locuzioni come 'a quanto ci risulta', 'in base alle nostre conoscenze attuali' e non dà mai verità assolute" osserva Seth Mnookin.

 

Si tende poi a creare un falso equilibrio quando, come avviene spesso nel mondo dell'informazione, si cominciano a equiparare le prove scientifiche alle esperienze personali. Queste ultime hanno decisamente più impatto sulla gente rispetto ai dati scientifici difficili da interpretare. 


Ma se la scienza non riesce a spiegare il valore dei vaccini, a farlo forse sarà la paura dell'epidemia di morbillo che potrebbe diffondersi negli Stati Uniti e che ha già causato la morte di alcuni neonati che non possono essere ancora vaccinati e che non erano coperti dall'immunità di gregge.

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