Meningite

Ritorna la meningite, causata da un batterio assente da anni. Sotto accusa il calo delle vaccinazioni

Di Simona Regina
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23 febbraio 2015
Tre casi di meningite da emofilo a Roma. Genitori vaccinate i vostri figli: è l'appello del Ministero della Salute e degli operatori sanitari

Si riteneva fosse ormai debellata in Italia, invece pochi giorni fa tre lattanti, di 2, 3 e 5 mesi, sono stati ricoverati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per meningite da Haemophilus influenzae di tipo B (Hib). Un batterio che causa, principalmente nei bambini, un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale, con gravi conseguenze neurologiche. In Italia si erano registrati 5 casi nel 2003, 1 nel 2012. Ma il batterio ora è tornato a colpire. E, inevitabilmente, sotto accusa finisce il calo delle vaccinazioni: nel nostro Paese, infatti, le coperture vaccinali hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni. (Leggi anche: vaccini meningococco: 10 cose da sapere)

Eppure i vaccini proteggono da malattie pericolose. E, nello specifico, sono l’unico strumento di sanità pubblica disponibile per prevenire la gran parte delle malattie da Hib.
“Perciò riteniamo che la recrudescenza dei casi sia legata al calo delle vaccinazioni. In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore” sottolinea Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive del Bambino Gesù. Del resto, si deve proprio all’introduzione dei vaccini contro l’Hib nei programmi vaccinali dell’infanzia, a partire dagli anni ‘90, la ridotta circolazione del batterio nel nostro Paese. Così come si è assistito a un rapido declino dell’incidenza della malattia in tutti i Paesi in cui il vaccino è stato introdotto di routine.

Il vaccino per la meningite da batterio emofilo è contenuto nell’esavalente, che comprende quattro vaccini obbligatori per legge (difterite, tetano, epatite B, poliomielite) e due vaccini non obbligatori, ma fortemente consigliati: pertosse e, appunto, l’Haemophilus influenzae di tipo B. Ma anche per le altre forme di meningite, che sono le più frequenti e sono causate dallo pneumococco e dai ceppi principali del meningococco, sono disponibili vaccini specifici che possono essere somministrati a bambini di ogni età. “Tuttavia – ribadisce il medico – considerato che il picco di maggior incidenza della meningite è nel primo anno di vita, quanto prima si procede con la vaccinazione tanto maggiore è la copertura”.

I vaccini contro la meningite sono gratuiti (in alcune regioni italiane è a pagamento quello che protegge dal meningococco B) e sono la principale arma di difesa da una malattia grave. “Nonostante infatti i progressi della medicina nella rianimazione e nell’assistenza al paziente, la mortalità non è diminuita: 1 persona su 5 perde la vita a causa della meninigite. Nel caso della forma causata dal meningococco, per esempio, dall’insorgenza della malattia al decesso passano meno di 20 ore”. Un lasso di tempo, secondo Villani, troppo breve per poter fare qualcosa.“E circa il 20% dei pazienti muore anche in quei casi in cui i medici facciano tutto ciò che si può fare in maniera corretta e nel più breve tempo possibile. È chiaro, quindi, che l’unica salvezza, l’unica forma di protezione per i bambini, è rappresentata dalla vaccinazione”.

“Oggi però c’è un movimento di pensiero che suggerisce di non sottoporre i bambini alle vaccinazioni o di limitarsi a quelle obbligatorie - prosegue Villani -. Le vaccinazioni però sono fondamentali e non bisogna dare credito a chi le scoraggia, perché queste malattie esistono, colpiscono e mietono vittime. E chi non si vaccina non danneggia solo se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri. Non è raro, infatti, che siano i giovani adulti che non hanno effettuati i richiami vaccinali, o anziani non vaccinati, a contagiare bambini e neonati”.

In merito alle presunte ed eventuali reazioni avverse alle vaccinazioni, Villani rassicura: “è sicuramente confortante il dato che nel nostro ospedale è operativo da anni un servizio vaccinale, prioritariamente dedicato ai bambini considerati a rischio di reazioni avverse, dove vengono eseguite circa 800 vaccinazioni l’anno e dove non è mai stata riscontrata una reazione avversa maggiore”. (Leggi anche Vaccinazioni ai bambini. Quali sono, come funzionano. I rischi.)

La meningite, invece, nelle sue forme più diffuse, ogni anno in Italia colpisce circa 1.000 persone. “E i più piccoli sono quelli maggiormente colpiti. Solo al Bambino Gesù in media ogni anno registriamo 30 ricoveri”. Il 50% di chi si ammala di meningite guarisce completamente, ma il 30% sopravvive riportando conseguenze anche molto gravi. “15 bambini su 100 hanno complicanze così gravi da richiedere protesi acustiche o degli arti”.

Ancora una volta, dunque, la ministra Beatrice Lorenzin sottolinea che “le vaccinazioni sono il primo e più importante strumento di prevenzione grazie al quale sono state risparmiate milioni di vite nel mondo”. Oggi, però, ci si illude che alcune malattie che provocavano numerose morti, come la poliomielite, la meningite, la tubercolosi o il morbillo, siano ormai scomparse. “E questa falsa sicurezza – ribadisce - ha fatto venire meno la consapevolezza da parte dei cittadini della necessità di vaccinarsi. Inoltre, soprattutto sul web e sui social media, alcune campagne antivaccinazioni prive di evidenza o dimostrazione scientifica hanno contribuito a instillare dubbi nelle persone in ordine alla sicurezza ed efficacia dei vaccini”. Una situazione che definisce allarmante, "perché la paura dei vaccini è un problema non solo per la salute della singola persona non vaccinata, ma di tutta la comunità. Se non si mantengono adeguati livelli di coperture vaccinali si vanificano tutti gli importanti sforzi fatti finora. Ai genitori – conclude dunque - non posso che ripetere che se non vaccinano i loro figli li espongono a rischi altissimi”.

Villani concorda e aggiunge: “La gestione delle vaccinazioni purtroppo è falsata da notizie pseudoscientifiche che alimentano paure e inducono i genitori a non vaccinare i propri figli. E così malattie prevenibili finiscono, tuttora, col mettere in pericolo la vita. Io ho visto bambini in fin di vita per la pertosse e questo è inaccettabile. Per questo invito i genitori a dar peso all’autorevolezza di chi parla di vaccini. In rete, per esempio, è possibile trovare risposte a molte domande sul sito Vaccinarsi, a cura della Società italiana di igiene, oppure sul sito della Società italiana di pediatria”.