Salute

Vaccinazioni ai bambini, quali sono. Come funzionano. Benefici, rischi e statistiche

Di Daniela Ovadia
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5 ottobre 2014
Quali sono le vaccinazioni dell'infanzia, come funzionano, quali sono i benefici, i rischi e i possibili effetti collaterali. Le statistiche sui vaccini

Arriva l’età dei primi vaccini e anche i genitori più informati vengono còlti da una certa apprensione. Il bambino appare così piccolo, così indifeso, che qualsiasi atto medico viene vissuto come una sorta di aggressione. Per questo è importante sapere che cosa sono i vaccini, perché serve vaccinare i propri figli, quali possono essere i rari effetti collaterali gravi e quali, invece, i più frequenti e banali disturbi legati a questa pratica che ha salvato la vita a molti milioni di bambini nel mondo.

 

“L’Italia ha scelto una strategia vaccinale efficace suddividendo i vaccini disponibili in obbligatori e facoltativi - dice Nicola Principi, docente di pediatria all’Università Statale di Milano e primario della pediatria universitaria.

 

 

Perché in Italia è stato deciso che alcuni vaccini sono obbligatori e altri facoltativi?

 

“I vaccini obbligatori sono stati scelti sulla base di un doppio criterio: la difesa del singolo bambino da una malattia potenzialmente letale e la difesa della società intera attraverso la vaccinazione di una parte della popolazione, affinché la malattia non si diffonda”. In sostanza, se un agente patogeno (virus o batterio) infetta una persona ma trova una barriera al contagio perché tutto intorno le altre persone sono immuni, il contagio non avverrà e la malattia si autolimiterà a quel singolo caso”.

 

“Per i vaccini facoltativi valgono gli stessi principi di selezione di quelli obbligatori in termini di efficacia e sicurezza, ma prevale il vantaggio individuale su quello di gruppo: per questo viene lasciata la libera scelta al genitore se proteggere il figlio oppure no."

 

 

Ma quando sono nati i vaccini e come funzionano?

 

Nel 1796 un medico inglese, Edward Jenner, decise di dimostrare sperimentalmente una teoria sul vaiolo che circolava già da un po’ di tempo negli ambienti medici. Questa malattia uccideva all’epoca milioni di persone. Esisteva però una forma bovina di vaiolo che si manifestava con pustole sulle mani ma che era essenzialmente innocua. Molti avevano notato che chi mungeva le mucche e contraeva la forma bovina della malattia, poi non si ammalava di quella umana, ben più grave e devastante.

 

Sebbene questo esperimento oggi sia considerato assolutamente non etico, poiché mise a rischio la vita dell’inconsapevole figlio del vicino di casa di Jenner, si deve a questa intuizione la nascita dei vaccini (il cui termine viene appunto da ‘vacca’). L’ultimo caso di vaiolo si è manifestato nel 1977 e quindi si considera che la malattia sia stata completamente eradicata. Per questo non si somministra più il vaccino antivaioloso. Leggi tutto l’articolo sulla storia dei vaccini e il loro funzionamento

 

Ma torniamo a oggi: soprattutto sul web il movimento ‘antivaccinazioni’ si sta facendo sempre più sentire e alimenta le legittime paure dei genitori. Quello che mette più paura è che i vaccini (sotto accusa il trivalente morbillo-rosolia e parotite) possano causare o essere una concausa dell’autismo.

 

 

Un falso allarme, lanciato in malafede o per ignoranza, hanno ribattuto in più occasioni gli scienziati

 

in tutto il mondo e le associazioni pediatri. Ricordando che il medico inglese il quale nel 1998 pubblicò uno studio che sembrava dimostrare l’esistenza di anticorpi antimorbillo nell’intestino di bambini autistici, confessò poi di aver agito su pagamento di un avvocato che si occupava di richieste di risarcimento, quindi lo studio fu ritirato e il medico radiato. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha assicurato che i dati epidemiologici non mostrano alcuna correlazione tra vaccini e l'autismo o disordini dello spettro autistico. Leggi anche Lettera aperta degli scienziati su vaccini e autismo al ministro della sanità

 

Ma è anche vero che i vaccini non sono del tutto privi di rischi e infatti è previsto uno specifico risarcimento da parte dello Stato in caso di danno da vaccino.

 

 

E allora come si fa a decidere?

 

Che i vaccini siano utili lo dicono i numeri. Prendiamo l’esempio del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Senza vaccino si verificavano ogni anno 1.000 casi di encefalite da morbillo per milione di persone, mentre con il vaccino si verifica solo un caso su un milione, con una riduzione pari al 99,9%. Lo stesso si può dire di altre gravi complicazioni, come la meningite asettica o la trombocitopenia. Le cifre sono riassunte nella tabella sotto e sono analoghe a quelle che si ottengono facendo lo stesso confronto con altre malattie per le quali esiste una profilassi.

 

Casi di complicanze per milione di malati o di vaccinati

 

Malattia

Vaccino

Riduzione %

Encefalite

1.000 da morbillo

1

99,9

Trombocitopenia*

300 da morbillo

300 da rosolia

30

95

Meningite asettica

50.000 da parotite

1

Quasi 100

Shock anafilattico

0

1-2

--

 

* alterazione della coagulazione da assenza di piastrine nel sangue

 

L’unico effetto collaterale grave dei vaccini che ovviamente non compare se non si vaccina è lo shock anafilattico, cioè una grave forma di allergia che può anche provocare la morte. Accade però in un caso su un milione di vaccinazioni” aggiunge il docente di pediatria Nicola Principi.

 

Certo è difficile dire ai genitori dello sfortunato bambino che ha avuto gravi danni da vaccinazione che statisticamente l’insieme dei bambini del Paese ci ha guadagnato: tutti vogliamo il meglio per i nostri figli, innanzitutto.

 

Anche a livello individuale, però, i rischi a cui esponiamo il nostro bambino lasciandolo senza protezione sono infinitamente più grandi di quelli a cui lo esponiamo se non lo vacciniamo.

 

“Ci sono genitori che decidono di non vaccinare il loro figlio contando sulla copertura offerta dalle vaccinazioni degli altri. A parte le considerazioni etiche legate a questo comportamento, è bene ricordare che con la mobilità attuale è difficile essere sicuri facendo conto sulla collettività: non solo arrivano in Italia persone da Paesi dove la copertura vaccinale è molto inferiore, ma anche i nostri ragazzi oggi viaggiano fin dalla prima adolescenza e possono contrarre all’estero malattie che da noi sembrano un retaggio del passato,” dice Principe.

 

E conclude: "Vi sono poi infezioni, come quella del morbillo o del tetano, che sono ancora molto comuni in Italia e quindi non vaccinare significa esporre il bambino a un rischio reale e quotidiano".

 

Dati, statistiche, rischi e vantaggi sui singoli vaccini sono qui: Poliomielite, Morbillo, Difterite, Parotite, Rosolia, Tetano, Epatite B, Pertosse, Haemophilus influenzae di tipo B, Varicella, Pneumococco, Meningite meningococcica

 

 

 

Sul web si possono trovare molti siti che affrontano il tema delle vaccinazioni.

 

I più attendibili sono quelli gestiti da organizzazioni statali o mondiali. Tra questi: Organizzazione Mondiale della Sanità, Ministero della Salute italiano, Center for Desease Control, Food and Drug Administration, Centers for Desease Control and Prevention, Immunization Action Coalition

 

SE SCEGLI DI NON VACCINARE TUO FIGLIO, INFORMATI SUI RISCHI E SULLE RESPONSABILITA'. LEGGI LE AVVERTENZE OMS E MINISTERO DELLA SANITA'

 

Fonti: le informazioni sull'efficacia e le indicazioni dei vaccini, e i dati epidemiologici contenuti nelle schede informative sui singoli vaccini sono basati su documenti ufficiali dell'Istituto superiore di sanità e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta (USA)