Salute bambini

Vaccini, 4 genitori su 10 temono effetti collaterali

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26 Settembre 2014
Da un'indagine dell’Osservatorio Paidòss emerge che i pediatri consigliano i vaccini per 9 bambini su dieci ma che non convincono buona parte delle mamme e i papà italiani: 4 genitori su 10 infatti temono effetti collaterali
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Paura della febbre, di una reazione allergica, delle convulsioni; ma anche che il vaccino possa favorire l'autismo, malattie  autoimmuni, patologie neurologiche o perfino tumori.

 

E così quattro genitori italiani su 10 cadono preda di timori, il più delle volte infondati, dando più credito alle voci del movimento antivaccinazione che corre soprattutto sul web e al passaparola tra mamme, piuttosto che alle informazioni ricevute dai pediatra di famiglia. Leggi anche Associazione culturale pediatri: vaccini e autismo, non c'è legame

 

Inoltre, il 23 % dei genitori teme che gli effetti immediati dei vaccini possano essere rischiosi, un altro 18 % preferisce evitarli ritenendo probabili conseguenze negative per il futuro dei propri figli. 

 

Questo è quanto emerge da un'indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) per valutare l'atteggiamento di pediatri e famiglie nei confronti dei vaccini. L’indagine – condotta su su 105 famiglie e 255 pediatri che hanno in cura oltre 800.000 bambini - è stata presentata durante il 1° Forum Internazionale dell'infanzia, dell'adolescenza e della famiglia, a Napoli dal 25 al 27 settembre.

 

L’indagine dimostra innanzitutto che i genitori hanno una gran paura di molte malattie infettive: meningite ed epatite A sono ai primi posti assieme a poliomielite e tetano, seguite da morbillo, pertosse e varicella mentre l'influenza è all'ultimo posto fra le preoccupazioni di mamme e papà. 

 

“Nonostante i timori, però, i vaccini che sarebbero il mezzo di prevenzione ideale sono di fatto poco conosciuti, e paradossalmente sono ancora meno noti proprio quelli che combattono le patologie che spaventano di più – dice Giuseppe Melepresidente di Paidòss.

 

Il 65% dei genitori, ad esempio, conosce l'antinfluenzale, uno su due il vaccino per la varicella, uno su tre quello per HPV; ma appena il 20% conosce l'anti-meningococco C e solo il 15% il vaccino contro lo pneumococco.

 

“I vaccini sono di fatto oggetti misteriosi per la maggioranza dei genitori, anche se conforta accorgersi che gran parte di loro si affida molto al proprio pediatra per prendere decisioni: il 60% ad esempio fa la vaccinazione per morbillo, parotite e rosolia ai propri figli pur conoscendola realmente solo in un caso su tre,” dice Mele.

 

E ancora: solo un genitore su due ha fatto praticare al figlio il vaccino per lo pneumococco, uno su tre quello per il meningococco, appena il 18% l'anti-varicella e solo il 10% l'antinfluenzale o l'anti-HPV. E c'è un buon 35% di mamme e papà che non disdegnano di provare la vaccinazione antinfluenzale con metodi alternativi, ad esempio con l'omeopatia.

 

Leggi tutto lo speciale Vaccinazione ai bambini

 

“In questa disaffezione giocano sicuramente un ruolo le resistenze dei genitori che, poco informati sui vaccini, finiscono a volte per credere alle tante dicerie che circolano sul conto di questi presidi di prevenzione: il 5%, ad esempio, li considera semplicemente inefficaci”.

 

L'indagine mostra che il 90% dei genitori cerca su internet informazioni sui vaccini e anche se il 70% è a conoscenza dell'esistenza di siti certificati e qualificati dove trovare notizie corrette (come nostrofiglio.it, ndr), in rete si possono trovare siti anti-vaccinazioni che riferiscono di pericoli oggettivamente preoccupanti: i vaccini sono stati accusati di provocare l'autismo, malattie autoimmuni, sclerosi multipla e altre patologie neurologiche, perfino tumori.

 

"Nonostante non ci siano prove reali e documentate e anzi, sia invece certo il beneficio delle vaccinazioni per sventare i ben più certi rischi derivanti dalle malattie che combattono, tuttora quattro genitori su dieci si fanno bloccare dalla paura".

 

“L'antidoto a questi infondati timori può essere proprio il pediatra, a cui rivolgersi per chiarire dubbi e incertezze”. 

 

Dall'indagine emerge peraltro che l'80% dei genitori cerca e riceve informazioni sui vaccini dal pediatra di base, che conosce e raccomanda questi strumenti di prevenzione: nove medici su dieci consigliano i vaccini contro morbillo, pneumococco, meningococco C e HPV, il 60% suggerisce quello contro la varicella, il 48% l'antinfluenzale e il 40% il vaccino per rotavirus. 

 

“Va detto che poi, nella pratica, pochi riescono a eseguire le vaccinazioni sui propri assistiti: l'antinfluenzale viene fatta dal 20% dei pediatri, le altre da meno del 10% - ha detto Aurelio Occhinegro, coordinatore scientifico dell’indagine

 

"Il peso delle vaccinazioni ricade quasi sempre sulle Asl, mentre invece sarebbe opportuno che il pediatra del bambino potesse anche vaccinarlo, così da avere un rapporto diretto con la famiglia anche in questo importante momento di prevenzione. Purtroppo l'impossibilità di vaccinare i propri assistiti dipende da cause che quasi sempre non hanno nulla a che vedere con la volontà del medico: il 27% ammette di avere ambulatori troppo affollati, il 10% non ha tempo, altri lamentano che i prodotti costano troppo e non sono passati dalla Regione”.

 

E ha concluso: “Va detto che c'è un 10% di medici non del tutto convinto dell'efficacia dei vaccini: è perciò importante non abbassare la guardia e continuare a formare i colleghi sull'opportunità della prevenzione delle malattie attraverso questi strumenti di salute, in modo che diventino ambasciatori di informazioni corrette per le famiglie e vengano combattute le notizie prive di fondamento, che mettono a rischio il benessere di tutta la comunità”.