Nostrofiglio

Vaccini

Vaccino contro il meningococco B: bisogna fidarsi?

Di Valentina Murelli
vaccinazioni

22 Marzo 2016 | Aggiornato il 10 Gennaio 2018
La meningite da meningococco è una malattia rara, ma gravissima, che può comportare conseguenze molto serie, come ritardo mentale, disturbi neurologici o addirittura la morte. Spesso i genitori sono confusi di fronte a questa nuovo vaccino: è davvero sicuro ed efficace? Farlo o non farlo? 

Facebook Twitter Google Plus More

Sono indecisa se fare a mia figlia il vaccino contro il meningococco B. Posso fidarmi, visto che è molto recente? 


La meningite da meningococco è una malattia rara, ma gravissima, che può comportare conseguenze molto serie, come ritardo mentale, disturbi neurologici o addirittura la morte.

 

La provoca il batterio Neisseria meningitidis, del quale esistono diversi gruppi. Contro alcuni di questi (A, C, W135, Y) sono già disponibili da tempo dei vaccini e dal 2014 c'è anche quello contro il meningococco di gruppo B. Dunque è vero che è recente, ma se l'Agenzia europea dei medicinali lo ha autorizzato, significa che ha superato tutte le valutazioni previste ed è stato ritenuto sicuro.

 

Per i nati a partire dal 2017, la vaccinazione contro il meningococco B è prevista dal nuovo Piano vaccinale, ed è dunque offerta a tutti questi bambini in modo attivo e gratuito. Il calendario vaccinale prevede tre dosi di vaccino nel primo anno (tra il terzo e il quarto mese, tra il quarto e il quinto mese e a sei mesi) più una quarta al 13esimo mese. Poiché non si hanno ancora dati definitivi sulla durata della protezione, non è escluso che in futuro possa essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare.


Il vaccino può comunque essere fatto anche più avanti, e può essere fatto a chi è nato prima del 2017. In questo caso sono le singole regioni a decidere se a pagamento, gratuitamente o in forma di co-pagamento. Il numero di dosi varia a seconda dell'età del bambino.

 

Gli studi condotti finora indicano una buona efficacia del vaccino, che dunque è in grado di proteggere dall'infezione in modo significativo. L'effetto collaterale principale è rappresentato dalla febbre, mentre altri eventi avversi possono essere dolore, gonfiore e indurimento in sede di iniezione, oltre a irritabilità e malessere generale che si risolvono nel giro di pochi giorni.

Reazioni avverse più gravi (come le convulsioni febbrili o lo shock anafilattico) sono decisamente molto rare.

 

Risposta con la consulenza di Alberto Villani, responsabile del reparto di pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e vice presidente della Società italiana di pediatria e Paolo Bonanni, professore di igiene all'Università di Firenze e coordinatore del gruppo di lavoro sui vaccini della Società italiana di igiene.

Vaccini, perché farli  e per approfondire: A che cosa serve questo nuovo vaccino contro il meningococco B?