Salute

Vaccino per il morbillo

Di Daniela Ovadia Valentina Murelli
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14 febbraio 2012 | Aggiornato il 12 novembre 2018
Cos'è il morbillo e i rischi della malattia. I possibili effetti collaterali del vaccino e le controindicazioni

 

Che cos'è il morbillo e i rischi della malattia

 


Il morbillo è una malattia esantematica dell’infanzia causata da un virus che si trasmette per via aerea, da persona a persona. Fino a pochi decenni fa non esisteva un vaccino contro questa malattia e in Europa, dove è stato introdotto molto più tardi che negli Stati Uniti, il morbillo mieteva ogni anno un gran numero di vittime (da 3 a 10 bambini ogni 10.000 casi!), anche se questo può sembrare strano a chi ha avuto l’infezione in forma benigna.

 

 

Le complicanze più frequenti del morbillo

 

sono la diarrea (in un caso su sei), l’otite media (in un caso su 20), la polmonite o bronchite (in un caso ogni 25), le convulsioni febbrili (in un caso ogni 200), una grave encefalite (infezione del cervello, in un caso ogni 1.000), una trombocitopenia (una grave alterazione della coagulazione e del sangue, in un caso ogni 3000).

 

Il 2017 è stato un anno terribile per quanto riguarda la diffusione del morbillo in Europa: oltre 21 mila persone si sono ammalate (5006 solo in Italia) e 35 sono morte (4 in Italia). E anche il 2018 ha un carico notevole di malattia: gli ultimi dati del Sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, da gennaio a settembre 2018 si sono verificati nel nostro paese 2295 casi di morbillo.

 


 

 

Quando fare/non fare il vaccino

 

vaccino trivalente MPR

 

vaccino quadrivalente MPRV

 

virus vivi attenuati

 

Vengono vaccinati i bambini dopo il compimento dell’anno e l'ideale sarebbe che venissero vaccinati anche giovani e adulti che non siano immuni. Se una persona non immune viene in contatto con un malato, può prevenire lo sviluppo della malattia vaccinandosi entro 72 ore.

 

Dal 2017 vaccino contro il morbillo è uno di quelli obbligatori per legge. Il calendario vaccinale prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.Il vaccino è efficace nel 98-99% dei casi e l’immunità dura tutta la vita.

 

 


 

 

Gli effetti collaterali

 


Otto bambini su dieci non hanno alcun effetto collaterale dal vaccino contro morbillo-parotite-rosolia. È possibile che si presenti una reazione locale con dolore, rossore e gonfiore nel punto di inieizione. In alcuni casi si manifesta anche una modesta eruzione cutanea che può ricordare quella del morbillo e febbre. Talvolta si nota un ingrossamento dei linfonodi e dolori articolari. Tutti questi sintomi sono benigni e regrediscono in poche ore.

 

La febbre alta (sopra i 38,5 °C) si presenta nel 10% circa dei vaccinati. Tutti i sintomi compaiono in genere tra 5 e 12 giorni dopo la vaccinazione e sono legate alla fase in cui il virus attenuato si replica nell’organismo, cosa che avviene soprattutto dopo la prima dose. Con la seconda il sistema immunitario è molto più reattivo e la replicazione virale è in parte bloccata: di conseguenza ci sono meno effetti collaterali.

 

Le reazioni locali possono essere trattate con impacchi freddi e paracetamolo come antidolorifico. In caso di febbre è importante dare da bere al bambino, non coprirlo troppo e somministrargli, anche in questo caso, paracetamolo che ha un’azione antifebbrile. In ogni caso la febbre non dovrebbe superare le 48 ore: se dura di più è bene chiamare il pediatra perché potrebbe trattarsi di un’altra infezione (influenza o simili).

 

Gli effetti collaterali gravi sono rari: in tre casi ogni 10mila vaccinati compaiono convulsioni legate alla febbre alta. In due-quattro casi ogni 100.000 vaccinati si può verificare una piastrinopenia, ovvero un’alterazione della coagulazione del sangue che può causare emorragie, per lo più di scarsa entità ma che vanno prontamente curate. Lo shock anafilattico compare in un caso ogni milione di vaccinati. Contrariamente a quanto accade con la malattia vera e propria, il virus attenuato usato nella vaccinazione non provoca encefaliti o meningiti.

 

L’allergia all’uovo, un tempo considerata una controindicazione, non lo è più. L’Accademia Americana di Pediatra ha effettuato studi che hanno dimostrato come l’uso di uova embrionate di pollo per la produzione dei vaccini non li renda pericolosi per le persone sensibili. Tali indicazioni sono state recepite anche dal Ministero della Salute che ha stabilito l’obbligo di vaccinare anche i bambini allergici senza effettuare procedure di desensibilizzazione.

 

La bufala del rapporto tra vaccini e autismo


Nel 1998 il ricercatore Andrew Wakefield pubblicò uno studio secondo il quale l’aumento dei casi di autismo sarebbe stato da provocato dal vaccino antimorbilloso. Benché fin dall’inizio molti scienziati avessero messo in dubbio la sua ricerca, la notizia ha avuto larga eco e tutt’ora viene spacciata per vera su diversi siti Internet e pubblicazioni.

Nel 2011 il giornalista scientifico Brian Deer, al termine di un’inchiesta durata molti anni, ha pubblicato sulla rivista medica British Medical Journal la prova che la correlazione non esiste e che l’articolo di Wakefield è frutto di una frode, successivamente ammessa dall’autore stesso. Il falso articolo di Wakefield ha fatto molti danni, inducendo numerose famiglie a evitare non solo questa vaccinazione, ma la pratica della profilassi in generale.

Vaccini e autismo, la madre di tutte le bufale compie vent'anni
 

Fonti per questo articolo: Sito web VaccinarSì, Sito web Epicentro; Pagina di approfondimento del Servizio sanitario inglese; Pagina di approfondimento della Mayo Clinic americana; Sito WebMD; Pagina informativa dei Centri per il controllo delle malattie di Atlanta