Salute

Vaccino per l'Haemophilus influenzae di tipo B

Di Daniela Ovadia
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14 Febbraio 2012
Che cos'è l'Haemophilus influenzae di tipo B, che cosa provoca, quando fare il vaccino e gli effetti collaterali possibili
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Che cos'è l’Haemophilus influenzae

L’Haemophilus influenzae è un batterio che provoca un gran numero di infezioni, le più comuni delle quali sono otiti, bronchiti e polmoniti.

In alcuni casi, specie nei neonati, tali infezioni possono andare incontro a complicazioni come polmoniti settiche, meningiti ed epiglottiti, ovvero infiammazioni dell’epiglottide, la membrana che separa l’esofago dalla trachea.

In alcuni casi, specie nei neonati, tali infezioni possono andare incontro a complicazioni come polmoniti settiche, meningiti ed epiglottiti, ovvero infiammazioni dell’epiglottide, la membrana che separa l’esofago dalla trachea. In quest’ultimo caso è necessario praticare rapidamente una tracheostomia (apertura chirurgica di un foro a livello della trachea) per permettere al bambino di respirare.

Il vaccino contro questa infezione è disponibile a partire dalla metà degli anni ’80 ed è costituito da alcuni elementi della membrana del batterio in grado di attivare la risposta immunitaria. Prima dell’introduzione del vaccino si registravano 15-30 casi di infezione complicata ogni 100mila individui; oggi, grazie a una sempre maggiore immunizzazione, si è scesi a un caso su 100mila.

Proprio la rarità dell’infezione ha indotto alcuni genitori a sospendere la vaccinazione, ma questa non è una pratica sicura, dal momento che in Italia non tutte le Regioni hanno raggiunto una buona copertura. Basta quindi allentare le misure preventive per far tornare l’infezione su larga scala.

Quando fare il vaccino e gli effetti collaterali

Il primo ciclo di vaccini viene eseguito nel corso del primo anno di vita (spesso all’interno della vaccinazione esavalente). È previsto un richiamo a cinque anni. Dopo tale età si sospendono i richiami poiché i rischi maggiori si corrono proprio nei primi anni di vita.

Il vaccino è efficace nel 90% cento dei casi. Raramente si manifesta febbre o reazione locale di rossore e gonfiore. L’unico rischio grave è dato dallo shock anafilattico, che si verifica in circa 1 caso su un milione.

Fonti: le informazioni sull'efficacia e le indicazioni dei vaccini, e i dati epidemiologici contenuti nelle schede informative sui singoli vaccini sono basati su documenti ufficiali dell'Istituto superiore di sanità e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta (USA)

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