Salute

Vaccino per la rosolia

Di Daniela Ovadia
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14 febbraio 2012 | Aggiornato il 10 aprile 2018
Che cos'è la rosolia, cosa provoca, quando fare il vaccino, i possibili effetti collaterali

Che cos'è la rosolia e cosa provoca

La rosolia è provocata da un virus che si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva e gli sternuti. Provoca febbre lieve, rigonfiamento delle ghiandole del collo ed eruzione cutanea generalizzata e di breve durata, tanto che spesso passa inosservata.

 

La malattia provoca dolori articolare, trombocitopenia (alterazioni della coagulazione) in un caso ogni 3mila, ed encefalite in un caso ogni 5mila. Negli adolescenti e negli adulti può svilupparsi un’artrite acuta. La malattia è mortale in un caso su 30mila.

 

Se colpisce una donna in gravidanza, la rosolia provoca la sindrome della rosolia congenita, che induce nel feto sordità, cecità, ritardo mentale e malformazioni congenite del cuore, del fegato e della milza, con alterazioni della coagulazione. Se ciò accade nel primo trimestre, nell’85 per cento dei casi si verificherà un aborto spontaneo o il feto verrà colpito dalla sindrome.

 

Prima dell’introduzione del vaccino le epidemie di rosolia erano comuni e anche il numero di donne gravide infettate era elevato. Per questa ragione il vaccino è stato inizialmente introdotto per le femmine e somministrato al 12esimo anno di età. Oggi viene somministrato insieme a quello per il morbillo e la parotite ad ambedue i sessi ed è costituito da virus vivi attenuati, cioè resi incapaci di trasmettere la malattia pur restando attivi nei confronti del sistema immunitario.

 

Dal 2017 vaccino contro la rosolia è uno di quelli obbligatori per legge per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni.

 

 

Quando fare il vaccino e le controindicazioni

La vaccinazione è oggi disponibile a partire dai 12 mesi di età ma può essere somministrata anche ad adulti non immuni e soprattutto a tutte le donne in età fertile che non sono sicure di essere immuni (in genere si fa lo screening per la rosolia fin dai primi esami del sangue in caso di gravidanza).

 

Non possono essere vaccinate le persone con allergia ai componenti del vaccino o persone con alterazioni del sistema immunitario dovute a malattie o a trattamenti (chemioterapia, cortisone, immunosoppressori).

 

L’allergia all’uovo, un tempo considerata una controindicazione, non lo è più. L’Accademia Americana di Pediatra ha effettuato studi che hanno dimostrato come l’uso di uova embrionate di pollo per la produzione dei vaccini non li renda pericolosi per le persone sensibili. Tali indicazioni sono state recepite anche dal Ministero della salute che ha stabilito l’obbligo di vaccinare anche i bambini allergici senza effettuare procedure di desensibilizzazione.

 

Va rinviata la vaccinazione in caso di malattia acuta grave o moderata, gravidanza in corso o cercata, persone che hanno subito trasfusioni o ricevuto anticorpi nei mesi immediatamente precedenti.

 

Si somministrano due dosi di vaccino combinato morbillo-parotite-rosolia: la prima tra i 12 e i 15 mesi, la seconda intorno ai sei anni. L’efficacia del vaccino sfiora il 100% e l’immunità è permanente.

 

Gli effetti collaterali

Nell’80% dei casi non si verificano effetti collaterali, In genere può manifestarsi rossore e gonfiore nel punto di iniezione, modesta eruzione cutanea, febbre e ingrossamento dei linfonodi, oltre a temporaneo gonfiore delle articolazioni.

 

Nel 10% dei vaccinati si ha febbre sopra i 38,5 °C a distanza di 5-12 giorni dalla somministrazione, a causa della replicazione dei virus nell’organismo di chi è stato vaccinato. La seconda dose dà meno effetti collaterali della prima. Se la febbre supera i due giorni è bene chiamare il medico per escludere che vi sia un’altra infezione in corso.

 

In tre casi su 10mila si manifestano convulsioni febbrili e in tre casi su 100mila una riduzione delle piastrine nel sangue (trombocitopenia) che provoca difetti di coagulazione e piccole emorragie. Nelle donne adulte si manifestano dolori articolari in una donna su quattro (così come i dolori articolari sono molto frequenti nelle donne colpite dalla malattia).

 

Fonti: le informazioni sull'efficacia e le indicazioni dei vaccini, e i dati epidemiologici contenuti nelle schede informative sui singoli vaccini sono basati su documenti ufficiali dell'Istituto superiore di sanità e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta (USA)

 

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