Giornata contro lo sfruttamento minorile

12 giugno: "Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile"

Di Sara De Giorgi Luisa Perego
bimba
11 Giugno 2019
Quella del lavoro minorile è ancora un triste realtà. Il 12 giugno è celebrata la "Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile", creata da ILO nel 2002 al fine di sensibilizzare la popolazione mondiale sulla grande diffusione del lavoro minorile. Attualmente, sono 152 i milioni di vittime del lavoro minorile.
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Il 12 giugno viene celebrata la "Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile", istituita nel 2002 da ILO (International Labour Organization) per porre l'attenzione sulla grande diffusione del lavoro minorile.

 

Si tratta di una giornata importante, che ha lo scopo di chiedere un rinnovato impegno per eliminare le peggiori forme di sfruttamento economico dei minori. 

 

Quest'anno l'associazione International Labour Organization si è concentrata in particolare sui temi del lavoro minorile in condizioni di pericolosità e sulla sicurezza per quanto riguarda i giovani in età lavorativa legale.

 

Sono 152 i milioni di vittime del lavoro minorile e la metà di essi, ossia 74 milioni, sono coinvolti in lavori molto pericolosi, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi.

Se vivessero tutti in un unico Paese, sarebbero il nono Stato più popoloso al mondo.

 

Lo sfruttamento minorile secondo ILO

L'ILO ha rilevato, ad esempio, che in Madagascar vi sono bambini coinvolti nella fabbricazione di mattoni e in altre mansioni pericolose e, dunque, sono tra quelli che devono essere protetti. Ma non solo in Madagascar. Ci sono bambini impiegati nelle miniere in Cambogia, nelle piantagioni di tè nello Zimbabwe o che fabbricano bracciali di vetro in India. Per non parlare degli 8.000 bambini che vivono come mendicanti nella sola città di Dakar, in Senegal.

L'altra faccia di questa tragica realtà è lo sfruttamento sessuale di minori: coinvolge un milione di bambini ogni anno.

 

Sfruttamento minorile, i dati di Save the Children

Sono sessantaquattro milioni di bambine e 88 milioni di bambini, precisa Save the Children alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si vedono sottrarre l’infanzia alla quale hanno diritto, allontanati dalla scuola e dallo studio, privati della protezione di cui hanno bisogno e dell’opportunità di costruirsi il futuro che sognano.

 

In più di 7 su 10 vengono impiegati in agricoltura, mentre il restante 29% lavora nel settore dei servizi (17%) o nell’industria, miniere comprese (12%).

 

"Ancora troppi bambini, nel mondo, anziché andare a scuola e vivere a pieno la loro infanzia, oggi sono costretti a lavorare in condizioni difficilissime, sottoposti a sforzi fisici inappropriati per la loro età, a orari massacranti anche di 12-14 ore al giorno e a gravissimi rischi per la loro salute, sia fisica che mentale. In tanti Paesi al mondo Save the Children lavora ogni giorno per proteggere i minori da tutto questo, collaborando con le istituzioni, gli attori locali e le comunità perché ad ogni bambino venga garantita l’opportunità di studiare e crescere in modo sano e per offrire il supporto necessario anche alle famiglie”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.

 

Sfruttamento minorile e Unicef

L'Unicef invece, altra organizzazione dalla parte dei bambini, aderisce alle iniziative promosse dal Coordinamento sui diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza e ospita e promuove incontri periodici dei ragazzi lavoratori riuniti nel movimento NAT's, ninos y adolecentes trabajadores. Perché comprende che i principali interlocutori per comprendere questo fenomeno sono proprio gli stessi bambini lavoratori. Dare voce a queste vittime consente alle organizzazioni internazionali di capire meglio il fenomeno, e migliorare gli interventi a favore dei bambini.

 

Lo sfruttamento minorile in Italia

E' in Italia?  “Anche in Italia c’è ancora molto da fare per mettere fine allo sfruttamento lavorativo di cui sono vittime bambini e adolescenti, a partire dalla necessità di istituire una raccolta dati, sistematica e puntuale, che permetta di avere un quadro preciso del fenomeno. È inoltre fondamentale e urgente che le istituzioni rafforzino l’impegno per contrastare la povertà minorile e la dispersione scolastica, fenomeni entrambi strettamente collegati al lavoro minorile, e da questo punto di vista il livello di dispersione scolastica che dopo molti anni è ritornato a crescere non può che rappresentare un preoccupante campanello d’allarme”, ha proseguito Valerio Neri, di Save the Children.

 

Se si guardano poi i dati e le segnalazioni che arrivano ogni settimana alla Direzione Centrale della Vigilanza dell'Ispettorato del Lavoro, dal 2013 fino al primo semestre 2018 ci sono stati 1.437 casi di violazioni penali accertati della normativa contro il lavoro minorile. In pratica bambini sotto i 16 anni di età che lavorano. 

Questa è solo la punta dell'iceberg di uno sfruttamento che spesso resta sotterraneo.

 

Tutti i bambini hanno il diritto di essere liberi e di vivere un'infanzia serena e tutti i lavoratori hanno il diritto alla sicurezza sul luogo di lavoro.

 

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