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13enne tolto alla madre perché "troppo effeminato"

tribunale
10 Gennaio 2017
"E' diverso e ostenta atteggiamenti in modo provocatorio". Il Tribunale dei Minori di Venezia allontana un adolescente dalla famiglia. La storia complessa.
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Allontanato dalla famiglia e dalla madre. Perché "troppo effeminato". Accade a un ragazzino di 13 anni e a raccontare la storia è il Mattino di Padova.

Per i giudici Marco (nome di fantasia, ndr) deve essere trasferito in una comunità lontano da casa perché , secondo i giudici del Tribunale dei Minori di Venezia, avrebbe bisogno di un "percorso di revisione" perché "è effeminato".

 

I servizi sociali "sostengono che i suoi atteggiamenti effeminati sono addebitabili alla mamma e alle sorelle, visto che le sue figure di riferimento sono solo femminili", sostiene l’avvocato della madre, Francesco Miraglia, legale esperto di diritto di famiglia.

 

Una storia complessa

La madre di Marco aveva denunciato il padre per abusi sessuali. Il processo si era chiuso con assoluzione per insufficienza di prove, "anche se nella sentenza si dice che non si ha motivo di dubitare dei fatti raccontanti dal bambino", sostiene l’avvocato.

E la madre era stata indicata dai servizi sociali come la responsabile del "comportamento oppositivo" di Marco nei confronti del padre. Un padre che Marco non vuole neppure più vedere.

Il tribunale per i minori emette dunque un primo provvedimento di allontanamento: Marco ogni giorno va in una comunità diurna dalle 7 alle 19.

 

I responsabili della comunità notano però gli atteggiamenti effeminati di Marco e decidono di segnalarli ai servizi sociali. Parte quindi il secondo provvedimento dei giudici, che hanno convocato i genitori la prossima settimana in udienza.

 

Su questo secondo decreto il tribunale  dichiara "entrambi i genitori decaduti dalla responsabilità genitoriale" e che "il suo mondo affettivo risultava legato quasi esclusivamente a figure femminili e la relazione con la madre appariva connotata da aspetti di dipendenza, soprattutto riferendosi a relazioni diadiche con conseguente difficoltà di identificazione sessuale, tanto che in alcune occasioni era andato a scuola con gli occhi truccati, lo smalto sulle unghie e brillantini sul viso. Emergeva poi un forte conflitto di lealtà con la madre".

 

"Trovo scandalosa la decisione di allontanare un ragazzino solo per l’ atteggiamento effeminato. Mi sembra un provvedimento di pura discriminazione", afferma l'avvocato Miraglia.

L'ultima parola resta  ai giudici.

 

Fonte: il Mattino di Padova