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Il 14 febbraio è il giorno dedicato alle cardiopatie congenite pediatriche

Di Sara De Giorgi
cuoricino
14 Febbraio 2019
In Italia nascono ogni anno 3500 bambini affetti da cardiopatia congenita e la metà di loro deve subire un'operazione chirurgica. Per questo motivo la Fondazione Cuore Domani, onlus della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, ha organizzato, per il 14 febbraio, la "Giornata mondiale delle cardiopatie congenite".
 
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Ogni anno nel nostro Paese vengono al mondo 3500 bambini con cardiopatia congenita e la metà di loro deve subire un'operazione chirurgica nei primi anni di vita.

 

Secondo recenti statistiche, nel 2017, in 16 strutture italiane specializzate, sono stati operati più di 3600 piccoli pazienti.

 

La Fondazione Cuore Domani, onlus della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH), ha invitato a non abbassare mai la guardia e ha incitato a nuovi progressi nella ricerca.

 

Per questo motivo ha organizzato, il 14 febbraio 2019, la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite, dedicandovi una delle cinque nuove borse di studio del 2019 (di 15.000 ciascuna) per giovani ricercatori.

 

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Lorenzo Galletti, del Comitato scientifico di Cuore Domani e vicepresidente della SICCH, ha affermato: «Il progresso della cardiochirurgia ha fatto sì che attualmente la sopravvivenza dei pazienti sottoposti a trattamento chirurgico sia superiore al 95%. Questo miglioramento ha riguardato non soltanto difetti semplici ma anche le cardiopatie più complesse».

 

«Una delle conseguenze di questo successo è che un numero crescente di cardiopatici congeniti raggiunge l'età adolescenziale e adulta, manifestando sequele di tipo non solo strutturale, che possono essere corrette attraverso un nuovo intervento, ma anche funzionale, legate ad una progressiva degenerazione miocardica per la quale il trattamento potrà essere solamente sostitutivo o di supporto, mediante trapianto o cuore artificiale. Per questa ragione è necessario implementare la ricerca».

 

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Alessandro Parolari, presidente della Fondazione Cuore Domani, ha chiarito che tali patologie «rappresentano la causa di morte più frequente e sono inevitabilmente destinate ad aumentare nel tempo. Ma si tratta di un trend che può essere invertito grazie alla ricerca scientifica, insieme al lavoro dei cardiochirurghi italiani e all'impegno portato avanti da migliaia di cittadini, sostenitori e testimonial».

 

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