Cinema

24 Settimane: un film sull'aborto terapeutico al Festival del cinema di Berlino

Di Irma Levanti
24settimane.600
17 febbraio 2016
Cosa succede quando si scopre in gravidanza che un figlio ha gravi problemi di salute? L'aborto terapeutico è una possibilità, ma decidere è spesso doloroso e travagliato. Il film tedesco 24 Settimane affronta proprio questo tema, raccontando la storia di una coppia in attesa di un bimbo con la sindrome di Down e gravi malformazioni cardiache.

 

Astrid e Markus sono una coppia felice e di successo: lei fa la cabarettista, lui è il suo manager, insieme hanno una figlia di nove anni e stanno aspettando un secondo bambino, un maschio. I controlli durante la gravidanza, però, rivelano che c'è un problema: il bimbo ha la sindrome di Down.

 

Questo il punto di partenza di 24 Wochen ("24 Settimane" in italiano), unico film tedesco in concorso al Festival del cinema di Berlino. Un film destinato a far discutere perché tratta un tema - quello dell'aborto terapeutico, a gravidanza avanzata - che è ancora tabù, anche nei paesi nei quali è consentito.

 

Nei primi tempi dopo la diagnosi, Astrid e Markus decidono di accogliere comunque il loro piccolo, e lo fanno in modo consapevole - si informano esattamente su quali siano le condizioni di vita di una persona con sindrome di Down, anche andando in visita in un istituto che accoglie i pazienti - e tutto sommato sereno. Le cose, però, si complicano ulteriormente, perché un'ecografia mostra che il feto ha una grave malformazione cardiaca: saranno necessari pesanti interventi chirurgici subito dopo la nascita, e le reali possibilità di sopravvivenza del bambino non sono chiare.

 

Di fronte a questa nuova situazione, l'equilibrio si rompe, la coppia comincia a discutere, sorgono nuovi dubbi, interrogativi, preoccupazioni sul tipo di vita che potrà avere il bambino ma anche sulle possibili ripercussioni sulla sorella. È l'angoscia, la devastazione che vivono le coppie che hanno tanto desiderato un bambino, e poi si trovano di fronte a una diagnosi di gravi malattie o malformazioni. In questi casi, l'aborto terapeutico è una possibilità: molti paesi lo consentono anche a gravidanza avanzata, per esempio fino a 22 settimane in Italia, fino a 24 in Germania (da qui il titolo del film).

 

La decisione, però, è difficilmente serena, spesso è dolorosa e travagliata, ed è proprio questo travaglio, vissuto soprattutto da Astrid, che il film mette in scena.

24 Settimane - di cui ovviamente non riveliamo il finale - è girato da una donna, la regista trentatreenne Anne Zohra Berrached, che è molto affezionata al tema della maternità: il suo primo film, Zwei Mütter ("Due madri"), raccontava la storia di una coppia lesbica che cerca di avere un bambino: tema quanto mai attuale in Italia, in questi giorni di discussione sul decreto di legge sulle unioni civili.

 

A tratti, il nuovo film assume l'aspetto di un documentario: per esempio, tutti gli operatori sanitari in scena non sono attori, ma veri e propri medici, infermieri, ostetriche. "Volevo che tutto fosse il più reale possibile" ha dichiarato Berrached in un'intervista pubblicata sul sito del settimanale tedesco Der Spiegel. "Per questo, ho cercato di creare un ambiente medico in cui chi parla lo fa esattamente come nella realtà".

 

 

Il lavoro di preparazione della regista

 

Durante la conferenza stampa di presentazione del film, la regista ha raccontato di un lungo lavoro di preparazione, con interviste a una coppia che, di fronte a una diagnosi di sindrome di Down, ha deciso con dolore di interrompere la gravidanza, e a una che ha invece deciso di portarla avanti. Il film è dedicato proprio ai bambini di queste famiglie: uno nato, uno non nato.

 

In realtà, Berrached ha sottolineato più volte di non aver voluto prendere con il film una posizione definitiva sull'aborto terapeutico, ma di aver semplicemente voluto portare l'attenzione sul tema. O, meglio, su una serie di temi collegati: il dilemma morale che accompagna scelte di questo tipo, il diritto all'autodeterminazione delle donne, le sfide poste dalle capacità diagnostiche. Sempre nell'intervista a Der Spiegel, Berrached ha dichiarato: "Molte donne, molte coppie vogliono diagnosi e informazioni precise, ma non si pongono prima il problema di cosa faranno con quelle informazioni, se saranno negative. Spesso vogliamo sapere, ma che cosa succede esattamente quando sappiamo?".

 

Per il momento, non si sa ancora se il film arriverà in Italia, perché non c'è ancora un distributore per il nostro paese. Le cose però potrebbero cambiare, soprattutto se 24 Wochen dovesse vincere qualche premio importante.