Ricerche

A tre anni i bambini percepiscono la proprietà come gli adulti

Di Sara De Giorgi
litigiobambinofoto
25 Maggio 2018
Secondo uno studio dell'Università di Waterloo i bambini di tre anni riescono a comprendere in modo intuitivo a chi appartiene un oggetto, anche se i genitori non hanno detto loro niente. I treenni saprebbero percepire a chi appartiene un oggetto solo in base alla sua posizione e al suo contesto e senza vedere specificamente qualcuno interagire con esso. 
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Sembrerà strano pensarlo dato che nella fase del "è tutto mio" sembrano proprio non capire di chi sia un oggetto. Eppure...

 

I bambini di tre anni riescono a capire intuitivamente a chi appartiene un oggetto, anche se i genitori non hanno dato loro alcuna indicazione.  

 

Secondo uno studio dell'Università di Waterloo pubblicato di recente sulla rivista Cognition, i treenni saprebbero percepire a chi appartiene un oggetto solo in base alla sua posizione e al suo contesto e senza vedere specificamente qualcuno interagire con esso. 

 

 "I predecessori di questa tipologia di ricerche hanno esaminato soltanto in che modo i bambini comprendono la proprietà di un oggetto dopo che qualcuno ha interagito con esso o ne ha parlato", ha affermato Brandon W. Goulding, autore principale dello studio e ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Waterloo.

 

Invece, in questo studio sono stati fatti esperimenti che hanno coinvolto in particolare bambini di età compresa tra tre e cinque anni, cui sono state fatte vedere diapositive che raffiguravano due metri divisi da una strada. Ai piccoli è stato poi detto che una casa apparteneva a una persona specifica e l'altra al suo vicino. Ogni cortile conteneva vari oggetti (come fiori o tosaerba). In seguito, ai bambini è stato chiesto di determinare se appartenevano alla persona in questione o al suo vicino di casa, senza dare loro alcuna informazione sui vari oggetti.

 

Dallo studio è emerso che tutti riuscivano a intuire che la determinata persona possedeva gli oggetti nel suo cortile, ma non possedeva invece gli oggetti nel cortile del suo vicino.

 

I più piccoli riuscivano a capire correttamente anche a chi apparteneva ognuna delle due proprietà nel momento in cui la persona specifica andava dall'altra parte della strada per visitare il suo vicino. Ciò suggeriva loro che la vicinanza fisica del proprietario al suo territorio non era la chiave giusta per capire "a chi apparteneva cosa".

 

I bimbi più grandi erano anche in grado di considerare la storia e gli eventi passati nel determinare la proprietà di qualcuno. 

 

"Credo che i bambini spesso abbiano intuizioni simili a quelle degli adulti riguardo al concetto di proprietà", ha detto Ori Friedman, co-autore e professore di Psicologia. "Inoltre, i loro giudizi sono sorprendentemente in linea con la legge, nonostante i piccoli siano spesso inconsapevoli delle convenzioni legali", ha detto Friedman.

 

Nel complesso, lo studio suggerisce che, in generale, i giudizi dei bambini piccoli sono in linea con quelli degli adulti molto più di quanto si pensi.

 

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