Salute adolescenti

Adolescenti e sigaretta elettronica: tutti i rischi dello "svapo"

Di Valentina Murelli
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22 Novembre 2016
Due studi americani mettono in guardia sulle e-cig, quando a fumarle sono adolescenti: sarebbero associate a un aumento del rischio di passare al fumo tradizionale e di sviluppare disturbi respiratori.
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I ragazzi che fumano sigarette potrebbero passare più facilmente degli altri al fumo tradizionale. E anche se non passano alle classiche "bionde", non sembrano immuni da effetti collaterali: lo svapo, infatti, pare associato a problemi respiratori come tosse persistente e bronchite.

 

A sottolineare la criticità del rapporto tra e-cig e adolescenti sono due recenti studi americani, pubblicati rispettivamente sul Journal of American Medical Association e sull'American Journal of Respiratory and Critical Care.

 

Più svapo, più fumo?

 Adam Leventhal e colleghi, del dipartimento di medicina preventiva della Keck School of Medicine di Los Angeles, hanno per prima cosa chiesto a un gruppo di oltre 3000 studenti di 14-16 anni di età quanti di loro facessero uso di sigarette elettroniche o sigarette tradizionali. Dopo sei mesi, li ha hanno ricontattati per vedere se e come erano cambiate le cose. E in effetti lo erano, in particolare tra chi "svapava" di più (con almeno due e-cig al giorno), che a distanza di tempo risultava a maggior rischio di essere passato alle sigarette tradizionali.

 

In realtà questo non significa che le sigarette elettroniche facciano  automaticamente da ponte per le altre: "Lo studio indica un'associazione tra i due comportamenti - svapare e fumare - ma non chiarisce definitivamente se siano state davvero le sigarette elettroniche a indurre alcuni ragazzi a fumare, o se questi avrebbero cominciato comunque" ha commentato John Britton, direttore del centro studi su alcol e tabacco dell'Università di Nottingham. "Né mette in luce se, viceversa, lo svapo abbia impedito ad alcuni potenziali fumatori di diventarlo davvero".

 

Resta il fatto che l'associazione c'è - documentata anche da altri studi condotti in passato: quello di Leventhal e collaboratori è solo l'ultimo di una serie - e dunque il fenomeno va tenuto sotto controllo, per capire bene che cosa accada. Anche perché, sottolinea Roberta Pacifici, responsabile dell'Osservatorio fumo dell'Istituto superiore di sanità, "i dati mondiali ci dicono che il consumo di sigarette elettroniche è in crescita e non interessa solo i forti fumatori che vogliono passare un prodotto meno tossico".

 

Lo svapo, insomma, attrae anche chi magari non pensava di mettersi a fumare, perché ormai convinto della pericolosità delle sigarette, e pensa invece che la versione elettronica del fumo sia sostanzialmente innocua. "In questo senso possono risultare particolarmente interessanti anche per i giovani".

 

Non del tutto innocue

Il problema, però, è che alla resa dei conti per adolescenti e giovani le e-cig potrebbero non essere così innocue come sembrano. Certo, che davvero facciano lentamente scivolare lungo la china del fumo tradizionale è ancora da dimostrare definitivamente, ma è indubbio che possono creare dipendenza. "E questo vale non solo per quelle che contengono nicotina, ma per tutte, perché a dare dipendenza è anche la ritualità del gesto compiuto per svapare, così simile a quello compiuto per fumare" spiega Pacifici.

 

E ancora, secondo uno studio condotto su oltre 2000 giovani da un altro gruppo di ricerca della Keck School of Medicine, chi usa sigarette elettroniche è a maggior rischio di disturbi respiratori, come tosse e bronchite. "Non mi sorprende - ci fa sapere Britton - perché sappiamo che il vapore emesso da questi prodotti può essere irritante per le vie aeree". Rincara la dose Roberta Pacifici: "Le e-cig non emettono certo aria di montagna, ma fanno evaporare aromi - di cioccolata, fragola, vaniglia - di origine alimentare. Però un conto è mangiare un pezzetto di cioccolato, un altro conto è inalare un aroma di cacao: non abbiamo idea delle possibili conseguenze a lungo termine del deposito di queste microparticelle sui polmoni". E in più, in quelle che contengono la nicotina, ci sono i potenziali rischi associati all'assunzione di questa sostanza, per quanto in piccole dosi.

 

"È chiaro - continua l'esperta - che, in un'ottica di riduzione del danno, per un forte fumatore che sta cercando di smettere è meglio inalare queste sostanze che il tabacco combusto. Ma perché mai un ragazzo dovrebbe mettersi da zero in condizioni di respirare qualcosa di potenzialmente poco sano?". Per la responsabile dell'Osservatorio fumo dunque non ci sono dubbi: bisogna vigilare perché gli adolescenti evitino questi prodotti. Purtroppo, non è sempre facile farlo: in Italia i minorenni per legge non possono acquistarli, ma su Internet non è impossibile trovare il modo di aggirare il divieto.

 

Photo credit: VAPING360/FLICKR (CC BY 2.0)