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Adolescenti insoddisfatte del proprio corpo, un papà lancia una petizione contro le pubblicità

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02 Gennaio 2015
Al 53% delle 13enni americane il proprio corpo non piace. Un papà ha lanciato su change.org una petizione per chiedere al Senato Usa, alla Camera e alla Commissione federale per il commercio di impedire l’uso di immagini di modelle ritoccate nelle pubblicità. La petizione ha già raccolto oltre 40mila firme
 
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Al 53% delle 13enni americane, secondo uno studio del National Institute on Media and the Family, il proprio corpo non piace, e questa percentuale sale addirittura al 78% quando le ragazzine raggiungono l’età di 17 anni. La responsabilità, secondo la ricerca, è dei modelli proposti in modo crescente dai media (nessuno escluso: dalle tv ai film, dalle riviste ai giornali) fin dai tempi della Seconda guerra mondiale: la donna ideale viene descritta con un corpo sempre più “sottile”. (Leggi anche I 4 disagi dell'adolescenza: scuola, bullismo, a caccia di emozioni forti e disturbi alimentari)

 

Ora, però, a dire basta è stato il papà di una di queste ragazzine che, insoddisfatte del proprio corpo, tendono a imitare i modelli proposti dalle pubblicità ritoccate giungendo perfino a sfiorare l’anoressia (quando non finiscono davvero nel tunnel della malattia). L’uomo ha lanciato su change.org una petizione (che ha già raccolto oltre 40mila firme) per chiedere al Senato Usa, alla Camera e alla Commissione federale per il commercio (agenzia governativa che tutela i consumatori) di impedire l’uso di immagini di modelle ritoccate nelle pubblicità. Questi messaggi, spiega Seth Matlins, americano di Los Angeles e padre di una bambina di 8 anni e di un bambino di 7, “creano false aspettative riguardo a come i nostri bambini potrebbero e dovrebbero essere fisicamente”, provocando anche “problemi di salute”.

 

“Ogni genitore - spiega l’uomo nella petizione - pensa che i propri figli siano perfetti, e io e mia moglie non siamo diversi. Vogliamo che la nostra bambina di 8 anni e il nostro bambino di 7 crescano sapendo che sono bellissimi così come sono. Ma ogni giorno il nostro messaggio nei loro confronti viene alterato dalle pubblicità che mostrano persone ‘photoshoppate’, creando modelli falsi e irrealistici. Queste pubblicità sono armi di perfezione di massa, e le loro vittime sono tantissime. Il 53% delle 13enni e il 78% delle 17enni non è felice del proprio corpo. E i tre disturbi più frequenti nelle ragazze (disordini alimentari, depressione e bassa autostima) possono essere collegati ai modelli proposti dai media”. (Leggi anche: Figli adolescenti, 5 dritte ai genitori)

 

Matlins sottolinea quindi come “quando un medicinale fa ammalare la gente, chiediamo che le autorità indaghino. Quando pubblicità false, ingannevoli e photoshoppate (che mostrano corpi umani anatomicamente impossibili) fanno ammalare i nostri figli, in assenza di autoregolamentazioni dell’industria pubblicitaria deve intervenire la Federal Trade Commission, per aprire un’inchiesta”. Ormai, spiegano, non si parla più di ritocchi che facciano “apparire il cielo più blu o che sistemino una ciocca di capelli spettinati. Qui parliamo di pubblicità che cambiano la forma, la dimensione, la proporzione, il colore delle persone che vi compaiono, addirittura aggiungendo o rimuovendo caratteristiche fisiche”. Ecco allora la petizione per chiedere alla Commissione, alla Camera e al Senato americani di “proteggere i miei figli, i vostri figli, i figli dell’America da queste ingannevoli armi di perfezione di massa dei pubblicitari”.

 

Ecco la petizione online

 

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