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Ai figli "meglio un terapeutico calcio in c***": lo sfogo di Pieraccioni su Facebook

leonardopieraccioni
30 Agosto 2017
Il comico toscano Leonardo Pieraccioni fa un appello agli altri genitori sulla sua pagina Facebook: "Risdoganiamo il vecchio e caro 'calcio nel c***' dei nostri nonni; non ha mai fatto male a nessuno, anzi!"
"Certo che bisogna tornare a educare (e la provocazione di Pieraccioni credo fosse volta a questo) ma attenzione a non far passare il messaggio che educare significhi punire" è la risposta con più seguito sul social.
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"Signori! Siamo passati da 'mio padre mi fulminava con uno sguardo' a 'mio padre se dice di no lo fulmino'".

 

Inizia così lo sfogo social di Leonardo Pieraccioni sul web. Il comico Toscano, papà di Martina, 6 anni, avuta con la ex compagna Laura Torrisi, in un lungo post sulla sua pagina Facebook condivide con i genitori uno sfogo sull'educazione dei genitori di oggi nei confronti dei propri figli. Lamentandosi degli errori che secondo lui le mamme e i papà fanno.

 

 

 

"Signori! Siamo passati da 'mio padre mi fulminava con uno sguardo' a 'mio padre se dice di no lo fulmino'. I nostri amatissimi pargoli sin dalla tenera età stanno prendendo dito, mano, braccio e cosce. Sono i cosiddetti scatenatissimi "nativi digitali" ma mi sa che son pure "nativi" più s**** di un tempo! Imparano velocissimi il nostro limite di sopportazione e sanno che "alla quinta volta di fila che glielo chiedo piagnucolando" noi cediamo.

 

"Maleducati per la nostra mancanza di fiato" continua il comico su Facebook, che racconta anche delle marachella della sua bambina, Martina, di 7 anni: "'Babbo - mi ha chiesto seria la mia - ma se io da oggi faccio tutto quello che mi dici, tu mi potresti pagare?'. La risposta doveva essere un tenero calcio nel c*** alla Chinaglia e invece mi è pure scappato da ridere. Due giorni dopo si è lamentata perché reo di averla portata nel 'solito ristorante' due volte nella stessa settimana! Altra pedata nel c*** mancata".

 

"Se le nostre amorose e moderne spiegazioni sul vivere corretto sono accolte da pernacchie e risatine, risdoganiamo il vecchio e caro 'calcio nel c***' dei nostri nonni; non ha mai fatto male a nessuno, anzi!" continua il comico fiorentino.

 

"Ritorniamo, in qualsiasi modo, a quei bambini educati e felici di ricevere un balocco e non a questi che ne chiedono uno al giorno per poi scordarselo nel punto esatto di dove lo hanno scartato. E soprattutto leviamoli davanti quel ca**o di Ipad". 

 

Il messaggio del comico ha ottenuto più di 10.000 condivisioni e 3.200 commenti.

Tra chi è in totale accordo e chi è contrario alle "pedate" e gli consiglia di rileggersi il codice penale.

 

"Trovo inopportuno e pericoloso sdoganare così, con leggerezza, la violenza sui bambini. Non esistono bambini cattivi, solo cattivi genitori. Incapaci di educare. Educare significa "tirar fuori", far emergere il meglio, e questo si ottiene rispettando i più piccoli, dando loro affetto, attenzione, sicurezza, ascoltando i loro bisogni (non desideri!). Ma perché si pensa che i bambini "difficili" si debbano arginare con metodi coercitivi? Chi l'ha detto? Tutti sanno che non funzionano, se non sul momento solo perché generano paura. L'unico risultato è la creazione di bambini (futuri adulti) dediti all'obbedienza acritica, docilil al potere. Insicuri o aggressivi. Vogliamo davvero questo? Certo che bisogna tornare a educare (e la provocazione di Pieraccioni credo fosse volta a questo) ma attenzione a non far passare il messaggio che educare significhi punire. Addirittura fisicamente" è il commento che ha ricevuto più seguito.

 

 

I bambini NON imparano quando vengono picchiati o umiliati. Ma questa convinzione, come spiega il pedagogista Daniela Novara, non sempre entra nella testa tra i genitori italiani. Diverse ricerche scientifiche smentiscono infatti la convinzione che la "sberla" sia educativa. Per approfondire, l'articolo: dare le sberle ai bambini non serve a nulla. L'opinione di Daniele Novara