Allattamento

Allattare al seno per almeno sei mesi riduce il rischio di diabete

Di Irma Levanti
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22 Gennaio 2018
La conferma in uno studio americano, pubblicato su JAMA Internal Medicine: per chi allatta per più di sei mesi i rischi scendono della metà. In un'ottica di sanità pubblica, promuovere l'allattamento prolungato al seno potrebbe consentire importanti risparmi
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Il rischio di sviluppare diabete è significativamente più basso per le donne che hanno allattato a lungo - almeno sei mesi - uno o più bambini.

La conferma di questa associazione virtuosa tra allattamento prolungato e protezione dal diabete - già ventilata in passato - arriva da uno studio pubblicato sulla rivista "JAMA Internal Medicine" dall'équipe di Erica Gunderson, cardiologa della Kaiser Permanente Northern California, un'importante organizzazione sanitaria e di ricerca americana.

 

Che il latte di mamma faccia bene ai bambini è cosa ben nota: sappiamo, per esempio, che protegge il bebè dal rischio di sviluppare infezioni respiratorie, otiti, gastroenteriti, ma anche dalla morte in culla e, secondo alcuni studi, dal rischio di andare incontro a leucemia in età pediatrica. Inoltre, sappiamo che fa benissimo ai prematuri, riducendo il rischio di gravi condizione come l'enterocolite necrotizzante.

 

Anche le mamme, però, ne hanno beneficio: alcuni studi hanno evidenziato che le donne che allattano, e soprattutto allattano a lungo, corrono meno rischi di sviluppare cancro al seno e alle ovaie, mentre altri avevano indicato un possibile effetto protettivo nei confronti del diabete. Un effetto che ora trova conferma.

 

Gunderson e colleghi hanno analizzato una serie di dati clinici e di stile di vita relativi a 1238 donne - tutte con almeno un figlio - coinvolte nei primi anni ottanta in uno studio a lungo termine sui fattori di rischio per malattie cardiovascolari e seguite per circa 25 anni.

 

È emerso con chiarezza che chi aveva allattato per almeno sei mesi aveva un rischio minore di sviluppare diabete nel corso della vita. Un rischio che diminuiva ulteriormente all'aumentare del periodo di allattamento. in particolare, sono andate incontro a diabete 10 donne che non avevano mai allattato ogni mille all'anno, contro sette donne ogni mille all'anno tra chi aveva allattato per almeno sei mesi e quattro donne ogni mille all'anno tra chi aveva allattato per più di un anno. E l'effetto protettivo era valido anche per le donne che avevano sviluppato diabete gestazionale durante la gravidanza.

 

Secondo Tracy Flanagan, diettrice dell'area dedicata alla salute femminile della Kaiser Permanente Northern California, ce ne sarebbe dunque abbastanza per convincere medici, ostetriche, ospedali e decisori politici dell'importanza di sostenere il più a lungo possibile l'allattamento materno, con misure apposite.

 

Nonostante questi dati, spesso pesano ancora dei pregiudizi sull'allattamento prolungato, "accusato" - a torto - di compromettere lo sviluppo dell'autonomia nel bambino. In realtà su questo punto si è pronunciato anche il Tavolo tecnico sull'allattamento al seno del Ministero della salute, con un documento che mette nero su bianco che non esistono rischi di sorta.

 

Messaggio a donne e famiglie del Tavolo tecnico per l'allattamento al seno


Si desidera sottolineare in maniera chiara che l’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. [...]
Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino, aggiungendosi al peso determinante dei fattori genetici, delle competenze allevanti familiari e dei fattori socio-economici.

 

Ma attenzione: ovviamente i risultati ottenuti da Gunderson e colleghi non significano automaticamente che chi non ha allattato si ammalerà per forza di diabete. Si può fare molto per prevenire comunque questa malattia, lavorando sullo stile di vita: anche dieta varia ed equilibrata e attività fisica permettono di ridurre significativamente il rischio di ammalarsi.