Salute Bambini

Antibiotici, nei bambini con meno di due anni aumentano il rischio di obesità

Di Concetta Desando
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12 ottobre 2014
Dare antibiotici ai bambini di meno di due anni aumenta il rischio di obesità. A sostenerlo è uno studio condotto al Children’s Hospital di Philadelphia, secondo cui il tasso di obesità raddoppia tra i bambini trattati precocemente con antibiotici
 

Somministrare antibiotici ad ampio spettro ai bambini di meno di due anni aumenta il rischio di obesità precoce, in particolar modo in caso di utilizzo di dosi massicce. La scoperta arriva da uno studio condotto al Children’s Hospital di Philadelphia e pubblicato sul Journal of the Medical American Association. (Leggi anche Quando dare gli antibiotici ai bambini)

 

Nel corso dello studio i ricercatori hanno analizzato i dati registrati dal 2001 al 2013 da un network di importanti cliniche mediche, e hanno selezionato tutti i bambini che sono stati visitati almeno una volta l’anno nel periodo tra 0 e 23 mesi e che quindi sono stati nuovamente visitati a un’età compresa tra 24 e 59 mesi. Alla fine, il campione è risultato essere di 64.580 bambini, seguiti dalle cliniche fino all’età di 5 anni. (Potrebbe interessarti Troppi antibiotici ai bambini italiani)

 

Secondo la ricerca, il 69% dei piccoli era stato trattato con gli antibiotici prima dei 24 mesi di vita, con una media di 2,3 somministrazioni di antibiotico a testa. E i risultati hanno mostrato che il rischio di obesità infantile è cresciuto al crescere del numero di volte in cui i piccoli pazienti hanno ricevuto antibiotici ad ampio spettro nei primi due anni di vita (soprattutto per quelli trattati più di 4 volte), mentre non è stato osservato alcun effetto con l’utilizzo di antibiotici specifici.

 

In generale il rischio di obesità infantile è del 10% a due anni, del 14% a 3 anni e del 15% a 4 anni, ma nei bambini sottoposti a cure antibiotiche il rischio è schizzato rispettivamente al 23, 30 e 33%. “Poiché l’obesità è una patologia multifattoriale – spiega l’autore principale della ricerca, il dottor Charles Bailey – la riduzione del rischio passa per l’identificazione e la gestione di diversi singoli fattori di rischio i cui effetti possono essere anche minimi ma modificabili. I risultati del nostro studio suggeriscono che uno di questi fattori sia la somministrazione di antibiotici ad ampio spettro a bambini con meno di due anni di vita. E ciò supporta la richiesta di adottare, da parte dei pediatri, linee-guida che limitino l’utilizzo di antibiotici ai casi in cui l’efficacia è pienamente dimostrata, e anche in questi casi a preferire antibiotici specifici in assenza di indicazioni per l’utilizzo di quelli ad ampio spettro”.

 

Se il bimbo ha la tosse e la bronchite, guarda la video intervista con i consigli del pediatra

 

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