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Vaccinazioni

Approvato il decreto vaccini obbligatori: tutte le novità

Di Irma Levanti
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28 Luglio 2017
Scendono a 10 le vaccinazioni obbligatorie per l'ingresso a nidi e materne e per non incorrere in sanzioni (comunque più lievi) nella scuola dell'obbligo. Quattro invece le vaccinazioni caldamente consigliate. Tutti i dettagli e le indicazioni sulle procedure previste per l'iscrizione a scuola. 

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E' arrivato dalla Camera il via libera definitivo al decreto.

I voti a favore sono stati 296, i contrari 92.

Era stato approvato il 20 luglio scorso dal Senato il cosiddetto "decreto vaccini", con numerose modifiche rispetto al testo proposto originariamente dal ministro della salute Beatrice Lorenzin. Il provvedimento è poi passato in esame alla Camera: l'approvazione definitiva è arrivata oggi. Vediamo in dettaglio i contenuti del testo.

 

Vaccinazioni obbligatorie: da 12 a 10
La prima novità riguarda il numero delle vaccinazioni obbligatorie: non più 12, come nella versione originale del decreto Lorenzin, ma 10. Le vaccinazioni in questione - obbligatorie anche per minori stranieri non accompagnati - sono:

 

  • antipoliomielitica;
  • antidifterica;
  • antitetanica;
  • antiepatite B;
  • antipertosse;
  • anti Haemophilus influenzae di tipo b;
  • antimorbillo;
  • antiparotite;
  • antirosolia;
  • antivaricella.

Obbligo e scuola
Senza questi vaccini non si potrà accedere agli asili nido e alle scuole materne. Si potrà invece frequentare la scuola dell'obbligo (primaria, secondaria di primo grado, primo biennio della secondaria di secondo grado), ma sono previste sanzioni, anche se più leggere rispetto a quelle indicate in prima battuta.

 

L'obbligo si riferisce sempre alla "coorte di nascita", cioè all'età del bambino al momento dell'iscrizione a scuola. Quindi: un bambino che a 8 mesi comincia il nido non dovrà già essere vaccinato per morbillo, rosolia, parotite e varicella, visto che questa vaccinazione è in calendario tra 13 e 15 mesi. (Ovviamente, dovrà però esserlo nei tempi previsti). Inoltre, i bambini nati prima del 2017 non dovranno per forza essere vaccinati contro la varicella, visto che questo vaccino è stato inserito solo nell'ultimo calendario vaccinale (2017-2019).

 

Vaccini singoli
I 10 vaccini obbligatori sono proposti in formulazioni multicomponente, cioè contenente più vaccini insieme. In particolare, si parla di esavalente, contro antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica antiepatite B, antipertosse e anti Haemophilus influenzae e di trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. E c'è anche una formulazione tetravalente, contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.

 

Questa situazione fa sì che, per rispettare l'obbligo, chi ha già fatto naturalmente una di queste malattie deve comunque essere vaccinato contro la malattia stessa, in quanto il vaccino è presente nella formulazione multicomponente. Ora, però, il testo approvato dal Senato prevede la possibilità che le regioni richiedano, nelle gare d'acquisto, vaccini "singoli" (monocomponenti), oppure in formulazioni combinate nelle quali sia assente, di volta in volta, uno degli antigeni. Ma attenzione: questi vaccini sono più costosi di quelli esavalenti o trivalenti, e per questo il loro acquisto potrà avvenire "solo nei limiti delle possibilità del Servizio sanitario nazionale".

 

Vaccinazioni "consigliate"
Oltre alle vaccinazioni obbligatorie, ne sono previste quattro caldamente consigliate, che saranno offerte dalle regioni in maniera attiva e gratuita: in pratica, i bambini saranno convocati dalle Asl anche per fare queste vaccinazioni, senza che le famiglie debbano spendere nulla per farle. Si tratta di:

  • antimeningococcica B;
  • antimengingococcica C;
  • antipneumococcica;
  • antirotavirus.

Obbligo "a tempo"
Per quattro dei 10 vaccini obbligatori (antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antivaricella) la condizione dell'obbligo sarà rivista - con possibilità di revoca - ogni tre anni, sulla base dei dati relativi alla diffusione delle malattie e alle coperture vaccinali raggiunte.

 

Sanzioni
Se il bambino che deve frequentare la scuola dell'obbligo non è vaccinato, per la famiglia scatta una multa da 100 a 500 euro (dunque significativamente più bassa che nella prima versione del decreto, dove il tetto massimo era di 7500 euro). È invece venuto meno ogni riferimento a eventuali segnalazioni delle Asl ai Tribunali per i minori.

 

Informazione e comunicazione
L'articolo 2 del Decreto legge sulle vaccinazioni obbligatorie è tutto dedicato al tema dell'informazione. Il Ministero della salute si impegna a promuovere iniziative di comunicazione istituzionale per diffondere la "cultura delle vaccinazioni" nella popolazione - anche attraverso il ruolo di medici di famiglia, pediatri e consultori familiari - e tra gli operatori sanitari.

In collaborazione con il Ministero dell'istruzione, inoltre, punta a  iniziative di formazione degli insegnanti e di informazione per gli studenti e le associazioni dei genitori sul tema delle vaccinazioni. A questi scopi è stanziata per il 2017 la cifra di 200 mila euro.

 

Quando si può non vaccinarsi
1. Se il bambino ha già avuto la malattia che dovrebbe essere evitata dal vaccino. Per documentare l'avvenuta malattia non basta però la semplice dichiarazione dei genitori o del medico curante, ma serve la segnalazione di malattia che il pediatra deve aver fatto all'Asl quando il bambino si è ammalato (è una notifica che il medico dovrebbe aver fatto, per legge, in caso di malattie infettive). Se questa segnalazione non è disponibile, il medico richiede degli esami del sangue (test anticorpale) in grado di dimostrare che c'è effettivamente stata immunizzazione. In questo caso particolare si può ricorrere a vaccinazioni monocomponenti o riformulate senza l'antigene in questione.

 

2. Nel caso in cui la vaccinazione costituisca un "accertato pericolo per la salute", come stabilito da un pediatra o da un medico di medicina generale. "I vaccini devono essere evitati se il bambino, in occasione di una precedente vaccinazione, ha avuto uno shock anafilattico, cioè una reazione allergica molto grave, a rischio di morte" spiega Alessandro Capolongo, pediatra di famiglia in provincia di Ascoli Piceno e cofondatore della rete delle vaccinazioni della Federazione Italiana Medici Pediatri.

 

In altre situazioni vanno invece semplicemente rimandati: "Per esempio il trivalente con morbillo, parotite e rosolia, che contiene virus vivi attenuati, va rimandato se il bambino si trova in una condizione di immunodepressione temporanea, per esempio perché ha un tumore ed è trattato con chemioterapia".

 

Bambini e ragazzi che non possono essere sottoposti a vaccinazione dovranno essere inseriti, di norma, in classi nelle quali sono presenti solo minori vaccinati o immunizzati

 

Obbligo a scuola, ecco come funziona
Ma come funzionano esattamente le procedure relative alla verifica dello "stato vaccinale" dei bambini? Vediamo.

 

1. Al momento dell'iscrizione, i dirigenti scolastici - e questo vale dai nidi in avanti - devono chiedere ai genitori la documentazione che attesti l'avvenuta vaccinazione (o il diritto all'esonero, oppure, se non è ancora stata fatta, la richiesta avanzata all'Asl di poterla fare). Va bene anche l'autocertificazione: in questo caso, la documentazione che attesti l'avvenuta vaccinazione deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno. Se questo non accade, nei successivi dieci giorni la scuola lo segnalerà all'Asl.

 

2. Entro il 10 marzo di ogni anno, i dirigenti scolastici devono trasmettere alle Asl l'elenco degli iscritti per l'anno scolastico successivo.

 

3. Entro il 10 giugno, le Asl indicheranno ai dirigenti scolastici bambini e ragazzi che risultano non in regola con gli obblighi vaccinali e, nei dieci giorni successivi, i dirigenti inviteranno le famiglie a consegnare, entro il 10 luglio, la documentazione di avvenuta vaccinazione. Se questo non accade, scatta la multa.

 

Anno scolastico 2017/2018

Per l’anno scolastico 2017/2018, la documentazione sulle avvenute vaccinazioni o sugli esoneri andrà presentata per nidi e materne entro il 10 settembre prossimo; per le scuole dell’obbligo entro il 31 ottobre. Anche in questo caso vale l’autocertificazione, ma allora la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione andrà esibita entro il 10 marzo 2018.


Per agevolare gli adempimenti relativi all’anno scolastico 2017/2018, la prenotazione delle vaccinazioni potrà avvenire, gratuitamente, anche nelle farmacie, attraverso il Cup.

 

Indennizzi per i danni da vaccinazioni
Il testo ribadisce che, come già previsto da una legge del 1992, in caso di danni permanenti da vaccini obbligatori è previsto un indennizzo. E stabilisce che, per definire le procedure relative a questo indennizzo, il Ministero della salute è autorizzato ad avvalersi di un contingente speciale di 20 persone, con uno stanziamento ad hoc di 1,4 milioni di euro.

Inoltre, promuove una maggiore trasparenza nell'ambito della vaccinovigilanza, la vigilanza di eventuali eventi avversi per i quali sia confermata l'associazione con la vaccinazione, demandata a un'apposita commissione tecnico-scientifica dell'Aifa (agenzia italiana del farmaco), integrata da esperti indipendenti (senza alcun conflitto di interessi), che lavorerà in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità.