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Malattie respiratorie

Asma nel bambino: un quiz per essere sicuri che sia sotto controllo

Di Irma Levanti
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16 Maggio 2018
Secondo i primi dati di uno studio tutto italiano, in circa la metà dei bambini asmatici la malattia non è ben controllata. Le domande della Società Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica per capire come stanno le cose

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In circa la metà dei bambini con asma la malattia non è ben controllata. Il dato arriva dai risultati preliminari del primo studio italiano sul controllo dell’asma, svolto in 13 centri allergologici su tutto il territorio, che sarà presentato nei prossimi giorni al congresso della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip).

 

Una condizione, questa, che dipende da varie ragioni, tra le quali la paura dei genitori degli effetti collaterali dei farmaci e in particolare la preoccupazione che i cortisonici somministrati per via inalatoria possano influire negativamente sulla crescita dei bambini. Su questo punto, però, Mariangela Tosca, responsabile del Centro allergologico dell’Ospedale Gaslini di Genova e consigliera Siaip tranquillizza i genitori. “E’ stato dimostrato che gli effetti collaterali di questi farmaci possono manifestarsi quando si somministrano continue e alte dosi di terapia, per esempio nei casi di asma grave. Se invece i cortisonici sono somministrati alla dose minima efficace e per il tempo necessario (per quanto prolungato), i loro benefici superano i potenziali effetti collaterali”.

 

D’altra parte, le conseguenze di un asma non controllato possono a loro volta essere importanti: riduzione della qualità della vita, per esempio perché il bambino o il ragazzo colpito smette di fare sport o giochi impegnativi; perdita progressiva della funzionalità polmonare, riacutizzazioni della malattia che impongono il ricorso a terapie più “pesanti”, l’accesso al pronto soccorso, l’assenza dal lavoro per mamma o papà. Senza contare i costi per la sanità pubblica.

 

Ma come si fa a capire se l’asma del proprio bambino è controllato o meno? Un utile strumento in questo senso è un quiz messo a punto proprio da Siaip per aiutare i genitori a riconsocere le “bandierine rosse” che segnano il rischio di una ricaduta. Se il rischio c’è, basta correre ai ripari migliorando l’aderenza alla terapia, per migliorare l’evoluzione della malattia.

 

Le sei domande per capire se l’asma è sotto controllo o meno

1. Quante volte il tuo bambino ha avuto sintomi asmatici nell’ultimo mese?
Respiro sibilante, tosse e affanno sono i tipici sintomi dell’asma: se si sono presentati più di due volte a settimana nelle ultime 4 settimane può voler dire che l’asma non è ben controllato.

2. Ha frequenti risvegli notturni?
I risvegli notturni dovuti a sintomi asmatici rappresentano una sorta di aggravamento dell’asma, considerato che il bambino a riposo non dovrebbe avere alcun sintomo. Se ha presentato risvegli notturni per sintomi asmatici nelle ultime 4 settimane può significare che l’asma non è ben controllato.

3. Quante volte hai avuto necessità di somministrare a tuo figlio broncodilatatori?
Lo scarso controllo dell’asma è caratterizzato dall’aumentato ricorso ai “farmaci di soccorso” (ovvero broncodilatatori) per far fronte alle riacutizzazioni. Se hai somministrato a tuo figlio questi farmaci più di 2 volte alla settimana nelle ultime 4 settimane, fai attenzione: può significare che l’asma non è sotto controllo. 

4. Hai notato limitazioni delle normali attività a causa dell’asma?
Salire le scale, correre, svolgere un’attività fisica non dovrebbe affaticare il tuo bambino. Se durante uno sforzo normale si affanna e ha la tosse può vuol dire che l’asma non è ben controllato.

5. Ti sei ricordato del controllo medico?
Le linee guida internazionali sottolineano quanto siano importanti i controlli medici regolari, per rivalutare i sintomi e la funzionalità respiratoria, prevedere il rischio di riacutizzazioni e modulare le terapie. Per questo, non dimenticare i controlli che saranno indicati dal medico.

6. Hai seguito correttamente le terapie?
interrompere le terapie in maniera arbitraria, non usare il distanziatore, fare spruzzi troppo veloci senza dare al bambino il tempo di inalare correttamente il farmaco, sono errori commessi di frequente. 

Bastano una o due risposte affermativa alle prime 4 domande per rientrare nell’asma parzialmente controllato, mentre si tratta di asma non controllato, quando le risposte affermative sono 3 o 4. Gli ultimi due punti rappresentano delle raccomandazioni per evitare che ciò accada.