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Attenzione ai cellulari in strada: più pericolosi per i bambini che per gli adulti

cellularestrada
31 Agosto 2016
Attraversare la strada con il cellulare in mano. E' pericoloso, si sa. Il rischio di distrarsi è altissimo. Ancora di più se ad essere al telefono è un bambino. Lo sostiene uno studio dell'Università di Ben Gurion, in Isreale.
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La strada è sempre un pericolo per un bambino: bisogna fare attenzione alle macchine che arrivano, a non distrarsi. Ancora di più quando si ha un cellulare in mano. Pensiamo all'ultima moda del momento, l'app Pokémon Go. O anche a quando arriva una telefonata. Si è quasi completamente immersi in un altro mondo.

 

E quando ad avere il mano il cellulare in strada è in bambino, la situazione si fa ancora più pericolosa. Lo sostiene una ricerca  dell'Università Ben Gurion del Negev, in Israele, di cui è stata data anticipazione e che sarà pubblicata sul numero di novembre della rivista Safety Science.

 

I bambini si distraggono più facilmente

 

Secondo lo studio, un bimbo che attraversa una strada con il cellulare in mano durante una telefonata, si distrae più facilmente. E non percepirebbe sempre il pericolo.

 

La ricerca è stata svolta nel laboratorio di simulazione dell'Università e ha coinvolto 18 adulti e 34 bambini, da 7 a 13 anni di età.

 

I partecipanti allo studio sono stati immersi in un ambiente virtuale cittadino sperimentando diversi scenari di attraversamento della strada insieme a chiamate telefoniche predeterminate. Tutti sono stati invitati a premere un pulsante di risposta ogni volta che sentivano che fosse sicuro attraversare, mentre i ricercatori hanno monitorato i loro movimenti oculari.

 

"I risultati hanno mostrato che, se le modalità di attraversamento sono risultate influenzate per tutte le età dalle conversazioni telefoniche, i bambini erano più suscettibili alla distrazione",

 

spiega il professor Tal Oron-Gilad, tra gli autori della ricerca. Con l'età però, l'abilità nello scegliere quando attraversare risultava globalmente migliorata.

 

Fonte: Ben-Gurion University e Safety Science

 

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