Autismo

Autismo: i primi segnali nel pianto e movimenti

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15 Luglio 2015
Secondo uno studio dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), il pianto e i movimenti del bambino già nel primo anno di vita potrebbero consentire di fare una diagnosi precoce. Così sarebbe possibile intervenire prestissimo con le terapie riabilitative
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I ricercatori dell'Istituto superiore di Sanità (Iss) hanno registrato - più volte dopo la nascita - il pianto 'particolare' di una cinquantina di neonati, classificati ad alto rischio, con fratelli autistici. In seguito lo hanno confrontato con coetanei senza precedenti in famiglia, cioè a basso rischio. E hanno isolato un marcatore che ha permesso di individuare dopo poche settimane di vita, nel primo gruppo, un piccolo predestinato a sviluppare la stessa malattia dei fratelli e altri sette con un 'neuro sviluppo anomalo'. È quanto si legge sul Corriere della Sera di oggi e su altri quotidiani nazionali

 

La ricerca dell'Iss, con la collaborazione dei migliori centri italiani riuniti nel Nida (Riconoscimento Precoce Disturbi Spettro Autistico), a loro volta collegati con l'Europa, si propone di identificare altre chiavi di accesso a questa patologia tutt'ora sfuggente, che è appunto l'autismo. In particolare si punta a a un test semplice - senza risonanza magnetica - per la diagnosi precoce dell'autismo, non oltre il terzo anno d'età, in modo da poter intervenire presto con le terapie di correzione disponibili.

 

"Vogliamo cambiare la qualità di vita di bimbi e genitori. Ci sarà un protocollo internazionale. Cerchiamo poi marcatori biologici attraverso il prelievo e l'esame genetico su saliva e urina", dice Maria Luisa Scattoni, ricercatrice del dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze dell'Iss. "I genitori stanno collaborando filmando il movimento dei lattanti. Fino alla nona settimana i bebè si stiracchiano, poi cominciano a sgambettare. Già a 10 mesi si possono intravedere alterazioni motorie che preludono a un neuro sviluppo anomalo", aggiunge Scattoni.

 

Altri campanelli di allarme sono i seguenti: il bimbo autistico spesso non sorride, non indica nel richiedere, non risponde al nome, non partecipa ai giochi di finzione, ha una lallazione diversa.

 

Il progetto è stato avviato nel 2011 con fondi del ministero della Salute e trova ora sostegno in 650 aziende coinvolte da Franco Antonello, presidente della Fondazione "I bambini delle fate" e papà di Matteo, affetto da autismo. Le aziende coinvolte si impegnano a versare una quota mensile di 100 euro. 

 

Attualmente la rete è presente in sette Regioni e sarà allargata al Piemonte e include i migliori centri italiani per la ricerca sull'autismo tra cui Bambin Gesù, Stella Maris, Campus Biomedico, Cnr, Medea, Policlinico di Messina.

 

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