Autismo

Autismo: la strategia che, passando dai genitori, aiuta i bambini colpiti a stare meglio

Di Irma Levanti
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28 Ottobre 2016
Interagire e comunicare in modo efficace con un figlio colpito da autismo non è semplice, ma i genitori possono imparare a farlo. E se lo fanno presto, nei primissimi anni di vita del bambino, i sintomi del disturbo possono attenuarsi. I risultati di uno studio inglese, pubblicati sulla rivista Lancet. 
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Ridurre l'impatto dei sintomi dell'autismo. In assenza di una "cura", già questo sarebbe un risultato importante

e sembra proprio che una particolare strategia di intervento da parte dei genitori, messa a punto da ricercatori inglesi, possa dare un aiuto significativo in questo senso. Lo affermano i risultati di un importante studio scientifico appena pubblicati su Lancet, una delle più importanti riviste mediche del mondo.

 

In pratica, si tratta di insegnare ai genitori come interagire nel modo più efficace possibile con i loro bambini con disturbi dello spettro autistico, interpretando il loro particolarissimo linguaggio ed agendo di conseguenza. L'obiettivo, però, è mettere in pratica queste strategie di interazione e comunicazione il prima possibile, perché prima si interviene più significativi possono essere i risultati.

 

I ricercatori hanno lavorato con 152 bambini con disturbi dello spettro autistico di varia gravità, coinvolti nello studio all'età di 2-4 anni. Ai genitori di metà di loro è stato insegnato un particolare metodo di comunicazione da utilizzare con i piccoli, l'altra metà non ha ricevuto interventi particolari da parte di mamma e papà.

 

 

Alla base del metodo c'è l'osservazione super attenta dei bambini: per prima cosa, per sei mesi - due volte al mese - le interazioni dei piccoli con mamma e papà durante alcune sedute di terapia sono state filmate dagli studiosi, che hanno quindi mostrato ai genitori i video ottenuti. Quando necessario, il terapista fermava i video per commentare quanto stava accadendo con i genitori e spiegare loro le modalità migliori per entrare in contatto e comunicare con i loro figli in quella particolare circostanza. In altre parole, li hanno aiutati a decifrare quelle caratteristiche modalità espressive dei bambini con autismo - le difficoltà nella comunicazione sociale, i comportamenti ripetitivi o rabbiosi - e a reagire di conseguenza.

 

Terminata questa prima fase, i genitori sono stati invitati a trascorrere con i loro figli mezz'ora al giorno da impiegare in attività di gioco e osservazione per altri sei mesi, sempre con il supporto, anche a distanza, dei terapisti.

 

Ebbene, alla fine dell'anno di "trattamento" i bambini i cui genitori avevano seguito questo programma di intervento hanno mostrato netti miglioramenti, soprattutto per quanto riguarda le abilità di comunicazione sociale e la riduzione dei comportamenti stereotipati e ripetitivi. C'è stata inoltre una diminuzione dei casi più gravi del disturbo, che erano il 55% del campione all'inizio dello studio e sono scesi al 46% al suo termine (mentre nel gruppo di controllo sono saliti addirittura al 63%).  

 

Con il passare degli anni, gli effetti positivi sembrano attenuarsi, ma secondo gli autori dell'indagine ce n'è  comunque abbastanza per consigliare una più ampia diffusione di questa strategia, che - ritengono - dovrebbe essere impiegata il prima possibile nell'ambito delle strategie globali di assistenza al bambino con autismo e alle loro famiglie.