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#bastatacere: la campagna social contro la violenza ostetrica in sala parto

11 Aprile 2016
Derise, umiliate o anche solo lasciate a se stesse in un momento tanto delicato nella vita di una donna come quello della nascita di un figlio. Parlare di violenza ostetrica può sembrare eccessivo. Ma sono tantissime le testimonianze pubblicate online su Facebook per la campagna #bastatacere proprio su questo tema. Maltrattamenti psicologici, da parte di medici e infermieri e ostetrici, nelle ultime e spesso lunghissime ore di gravidanza.

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Tante storie diverse ma tutte accomunate dallo stesso denominatore: la violenza ostetrica. E tutte pubblicate sui social per raccontare la violenza sottile connessa al senso di inadeguatezza che alcune donne hanno provato durante il parto. Si chiama #bastatacere ed è una campagna e una pagina su Facebook, sulla scia dell’hashtag #breakthesilence lanciato dal network internazionale Human rights in childbirth. In questa pagina vengono raccolte le esperienze delle mamme che non ci stanno, che vogliono raccontare al mondo quello che hanno provato sulla loro pelle. L’umiliazione, la frustrazione, il dolore fisico e psicologico di dare alla luce il proprio figlio in un contesto che non solo non ha ascoltato le loro esigenze, ma le ha proprio denigrate.

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Abbiamo raccolto alcune immagine pubblicate sulla pagina Facebook #bastatacere con le storie delle mamme che non ci stanno. C'è chi è stata abbandonata e lasciata urlare da sola in preda alle doglie, chi è stata accusata di non avere il latte per allattare il proprio figlio, chi si è sentita dire che "non ce l'avrebbe fatta".

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Tante storie diverse ma tutte accomunate dallo stesso denominatore: la violenza ostetrica. E tutte pubblicate sui social per raccontare la violenza sottile connessa al senso di inadeguatezza che alcune donne hanno provato durante il parto. Si chiama #bastatacere ed è una campagna e una pagina su Facebook, sulla scia dell’hashtag #breakthesilence lanciato dal network internazionale Human rights in childbirth. In questa pagina vengono raccolte le esperienze delle mamme che non ci stanno, che vogliono raccontare al mondo quello che hanno provato sulla loro pelle. L’umiliazione, la frustrazione, il dolore fisico e psicologico di dare alla luce il proprio figlio in un contesto che non solo non ha ascoltato le loro esigenze, ma le ha proprio denigrate.
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