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Bimbo malato di leucemia muore per complicanze da morbillo: non è stato contagiato dai fratelli

ospedale
23 Giugno 2017 | Aggiornato il 26 Giugno 2017
Il bambino di sei anni, immunodepresso, non avrebbe contratto la malattia dai fratelli non vaccinati, come ipotizzato all'inizio. La fonte del contagio potrebbe essere stata ovunque, soprattutto in questo ultimo periodo in cui Monza e la Brianza hanno avuto un'impennata dei casi di morbillo. E' morto il 22 giugno, all'Ospedale San Gerardo di Monza,  "per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo". Lo comunica l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.
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E' morto la scorsa settimana, all'Ospedale San Gerardo di Monza, un bimbo di sei anni ricoverato da marzo per complicanze da morbillo. Il piccolo era affetto da leucemia linfoblastica acuta, patologia a causa della quale era immunodepresso.

 

In un primo tempo si ipotizzava che il bimbo fosse stato contagiato dal fratello e dalla sorella maggiori, che per scelta della famiglia non erano stati vaccinati. Ora la rettifica: è vero i fratelli non sono vaccinati, ma hanno contratto la malattia in periodi differenti. Il piccolo potrebbe averla presa in qualsiasi momento ed ovunque, dato il picco di casi della malattia nella zona nell'ultimo periodo.

 

Le sue condizioni erano peggiorate da tre mesi, dopo aver contratto la malattia. La diagnosi di morbillo era stata fatta il 16 marzo.

Dopo il ricovero, era stato trasferito in terapia intensiva. Prima era stato intubato a causa di un peggioramento del quadro respiratorio, poi collegato all'Ecmo, macchinario che consente la circolazione extra-corporea del sangue. Si sono poi aggiunte complicanze cerebrali, che hanno in seguito portato alla sua morte. Il bambino è deceduto infatti per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo. 

 

Da tempo il piccolo era in cura per questo tipo di leucemia, dalla quale oggi le probabilità di guarigione sono dell'85%.

 

"La storia di questo piccolo affetto da leucemia è l'esempio di come la cosiddetta 'immunità di gregge' sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in una nota.

 

"Ci tengo a sottolineare - ha concluso l'assessore - come solo l'immunità di gregge, cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l'unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi".