Blue Whale

Blue Whale: vademecum per genitori

Di Niccolò De Rosa
disperazione-gabbia
29 Maggio 2017
Balena Blu. Non importa che sia realtà o finzione: le autorità italiane stanno prendendo le contromisure per arginare la minaccia che manipola le menti dei ragazzi. Ecco che cosa fare
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La Blue Whale è il gioco di adescamento on-line che istiga le vittime che cadono nella sua rete a togliersi la vita e se da una parte gli esperti cercano di arginare l'isteria collettiva derivante dalle centinaia di notizie (molte delle quali sono spesso fake) che rimbalzano sui media, dall'altra le autorità hanno subito dichiarato guerra al subdolo nemico che infesta il Web. Non importa che sia realtà o finzione: ormai la notizia è rimbalzata ovunque. Sui social network, sui telegiornali, sui giornali. E il rischio di emulazione è alto.

 

Così come l'innocuo cetaceo da cui prende il nome trova il suo habitat naturale tra le fredde acque dell'Oceano, così la ben più inquietante Balena Blu del Web  sguazza tra le insicurezze e le paure dei nostri adolescenti, un campo sempre fertile per le suggestioni più malsane e che purtroppo è difficilmente "controllabile" dall'esterno.

 

Come combattere infatti un nemico che si intrufola nelle chat, sui gruppi di Whatsapp e nei profili Social di ragazzi perennemente connessi?

Sul gruppo Facebook Una vita da Social, la Polizia di Stato ha diffuso diversi post contenti delle linee guida generali per conoscere il fenomeno ed evitare così di rimanere invischiati nelle trappole psicologiche dei "curatori" della Blue Whale, gli aguzzini deputati a inviare le varie prove e controllarne il "corretto svolgimento".

 

La Blue Whale (La Balena Blu) è un "gioco" on-line che, secondo un diabolico meccanismo di 50 prove in 50 giorni, demolisce la psiche delle vittime e le spinge al suicidio. L'obiettivo del sistema nato nel deep-web russo è fomentare l'autolesionismo di soggetti deboli e fiaccarne passo dopo passo il fisico (molte prove fanno leva sulla mancanza di sonno e impongono levatacce ad orari assurdi) e la psiche, fino a stimolare un desiderio di autodistruzione che culmina nella prova finale: gettarsi da un palazzo facendosi filmare.

 

CONSIGLI PER GENITORI:

  • Tenere sempre vivo il dialogo sul caso Blue Whale e sulla sicurezza di Internet in generale, cercando un confronto costruttivo e provando a intercettare l'opinione dei figli a riguardo.
  • Prestare attenzione a cambiamenti improvvisi d'umore, di condotta scolastica, di vita sociale e di ritmo sonno-veglia (molte prove del "gioco" prevedono levatacce alle 4.20 del mattino per guardare film horror o ascoltare musica psicologicamente impattante) dei ragazzi. Controllate anche eventuali tagli sulle braccia, segni tipici dell'iniziazione della Balena Blu.
  • Non drammatizzate né sminuite il fenomeno, soprattutto se notate un certo interesse del caso da parte dei vostri figli. Allerta massima, ma niente esagerazione, che portano solo controindicazioni.
  • Segnalate qualsiasi caso accertato (dei vostri figli o di conoscenti) a genitori e autorità (Polizia, Polizia Postale o al sito www.commissariatodips.it)
  • Ricordate ai ragazzi, possibilmente senza toni accusatori o troppo moralistici, il valore della vita e la cattiveria di chi cerca di manipolarci per farcela disprezzare. Fate loro presente che è del tutto normale sentirsi tristi e avere "botte" di insicurezze (soprattutto durante l'adolescenza), ma che la soluzione non è l'autodistruzione. Spiegate infine che anche se si è fatti convincere a compiere alcune prove della Blue Whale, nessuno è obbligato a proseguire e che chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, bensì di coraggio.