Salute

Bologna, bimba di un mese morta di pertosse

Di Valentina Murelli
vaccinaizonebambini
12 Ottobre 2015
La bimba è deceduta domenica 4 ottobre al Policlinico Sant'Orsola: a 28 giorni, era ancora troppo piccola per poter essere vaccinata contro la pertosse. "Un fatto devastante, intollerabile e allarmante", secondo il pediatra Alberto Villani.
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Una bimba di neanche un mese è morta il 4 ottobre scorso a Bologna per complicazioni legate alla pertosse. La bimba, che era ancora troppo piccola per ricevere la prima dose del vaccino che avrebbe potuto proteggerla contro la malattia, era stata ricoverata per quella che inizialmente sembrava una "semplice" bronchite.

 

Nonostante la somministrazione di un antibiotico, la situazione è precipitata velocemente, facendo sospettare la pertosse, con un peggioramento delle condizioni cardiache e respiratorie che, purtroppo, ha portato al tragico epilogo. Dopo la morte è arrivata la conferma: la bambina era stata colpita proprio da pertosse.

 

In aumento i casi di pertosse tra i lattanti

"È devastante, tristissimo, avvilente, che nel 2015 una bambina di poche settimane, in Italia, debba morire così" commenta Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip). Il quale, purtroppo, sottolinea che non si tratta di un caso unico. "Un altro bambino di meno di un mese era morto l'anno scorso a Empoli e in generale in tutta Italia i pediatri ospedalieri stanno notando un aumento dei casi di ricovero di lattanti colpiti da pertosse".

 

È ancora presto per avere dati ufficiali, ma secondo il pediatra la tendenza è chiara, come del resto aveva denunciato pochi giorni fa il presidente della Sip Giovanni Corsello: “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, per il calo della copertura vaccinale”.

 

Perché la pertosse è tanto pericolosa per i piccolissimi


"Tutte le malattie nei lattanti sono pericolose" dichiara Villani. Nel caso della pertosse, tanto per cominciare i primi sintomi possono essere atipici: "Non c'è la classica tosse canina, ma manifestazioni respiratorie più vaghe. Quando i sintomi cominciano a diventare importanti e per esempio compaiono crisi di apnea, la malattia ha già fatto buona parte del suo corso e il batterio responsabile, Bordetella pertussis, ha provocato danni importanti ai rivestimenti dei bronchi, che sono ancora piccoli e in formazione".

 

Risultato: il bambino respira male o molto male, non riesce a ossigenarsi bene e presenta una situazione polmonare compromessa. Con esiti che possono durare anche a lungo, e che in alcuni casi portano alla morte. "La mortalità nei lattanti è di circa un caso ogni 1000, ma al di là di questi dati, quello che deve importare è che ciascuna di queste morti è intollerabile" ribadisce Villani.

 

L'importanza dell'immunità di gregge


Il punto è che, proprio come il morbillo, anche la pertosse potrebbe essere debellata, grazie ai vaccini. Per molto tempo, le cose sono andate abbastanza bene. La copertura vaccinale della popolazione è andata crescendo e i casi sono progressivamente diminuiti.

 

Negli ultimi anni, però, si sta assistendo a un'inversione di rotta: i genitori sono spesso diffidenti nei confronti dei vaccini, non fanno più vaccinare i loro figli e, come confermano gli ultimi dati del Ministero della salute, la copertura vaccinale diminuisce. "E sotto a una certa soglia, siamo tutti più esposti" dichiara il pediatra del Bambino Gesù.

 

"Pensiamo a una città: se le porte delle abitazioni sono tutte blindate, i ladri se ne terranno alla larga. E lo stesso accadrà se è blindata la grande maggioranza delle porte, perché saranno pochissimi i colpi che possono essere messi a segno, e dunque ai ladri conviene puntare su altre città. Se però le porte blindate sono poche, per i ladri diventa conveniente prendere d'assedio la città, perché possono facilmente spostarsi a rubare da un'abitazione all'altra" spiega Villani.

 

Con i vaccini succede la stessa cosa. Se in una popolazione sono tutti vaccinati, i germi non possono circolare e poco a poco spariscono. La situazione rimane buona anche se c'è qualcuno non vaccinato, come i bambini molto piccoli, oppure persone allergiche ai vaccini o che hanno malattie per le quali le vaccinazioni sono controindicate. Ricordiamo per esempio che il vaccino contro la pertosse viene in genere somministrato nell'ambito del cosiddetto esavalente, a partire dai due-tre mesi di vita. "In queste circostanze, chi si vaccina non solo protegge sé stesso, ma di fatto offre anche protezione a chi non può vaccinarsi: per questo si parla di immunità di gregge o di gruppo" spiega l'esperto.

 

Ma se il livello di non vaccinati aumenta e supera una certa soglia, il germe riprende a circolare. E a questo punto tutti i non vaccinati sono in pericolo.

 

Morti inaccettabili

"Ecco perché noi pediatri ci stiamo tanto accalorando in questi anni sul tema vaccinazioni" riprende Villani. "Lo ripeto: casi come quelli di Bologna non devono succedere. Bisogna sapere esattamente che la diffidenza nei confronti dei vaccini ha un prezzo altissimo, e cioè il fatto che ci sono bambini che muoiono per malattie dalle quali potrebbero facilmente essere protetti".